Il servizio russo della BBC riferisce che a Sochi, sul sito della residenza di Putin «Bocharov Ruchey» demolita, sta per essere conclusa la costruzione di un nuovo complesso. Nelle immagini satellitari scattate nell’autunno del 2026 sono già visibili i tetti dei nuovi edifici. La demolizione della vecchia residenza «Bocharov Ruchey» era iniziata nel 2024 e già nel settembre del 2025 al suo posto era stata scavata la fossa di fondazione.
Ma ciò che mi ha incuriosito di più non è stato quanto sopra. Diversi media hanno più volte riportato nel corso degli anni che, nel complesso, il numero di visite di Putin a Sochi si è notevolmente ridotto a causa degli attacchi dei droni ucraini nel sud della Russia: nel periodo 2024–2025 ha visitato la città solo quattro volte. Della passione di Putin per le residenze lussuose (lussuose secondo la sua concezione) ne sappiamo già da molti anni: ne sono state costruite diverse in varie parti della Russia, non solo nella sua amata Sochi.
A questo punto ho una domanda: è realmente convinto che, ancora durante la sua vita, gli attacchi dei droni ucraini cesseranno e che lui continuerà ad avere la possibilità di godersi le sue residenze? Cioè, è sicuro che o vincerà la guerra, o almeno rimarrà al potere qualunque sia l’esito della guerra?
Direi che è il più grande ottimista del mondo!
Del suo distacco dalla realtà lo sapevamo già. Del fatto che, nella sua testa in particolare, non ci sia ancora alcun panico né alcun dubbio nelle proprie forze, l’ho accertato ora.
Ho finalmente pubblicato il rapporto fotografico sulla mia camminata lungo un sentiero di montagna con partenza da Villatico dell’11 agosto 2026.
Il paese e il sentiero non sono particolarmente interessanti – conosco degli esempi decisamente migliori – ma sono comunque riuscito a trovare qualcosa che merita la mia e la vostra attenzione. E poi, ero riuscito a sfuggire per un giorno dal caldo di agosto!

Reuters ed Euronews riferiscono che i rappresentanti permanenti dei Paesi dell’UE hanno concordato di escludere dall’elenco delle sanzioni due miliardari russi: il fondatore di USM Holdings, Alisher Usmanov, e il cofondatore di «Alfa Group», Mikhail Fridman. Le sanzioni nei confronti delle restanti tremila persone e società presenti nell’elenco europeo sono state prorogate di ben tre anni.
Conoscendo i due personaggi menzionati, posso dire che nel caso di Fridman la revoca delle sanzioni mi sembra un po’ più comprensibile, mentre nel caso di Usmanov un po’ meno. In ogni caso, ci si può congratulare con i loro avvocati per l’ottimo lavoro svolto. E all’UE si può ancora una volta fare i complimenti per uno dei più grandi errori commessi all’inizio della guerra in Ucraina: era necessario esentare subito dalle sanzioni i ricchi russi, finché erano disposti a fuggire, almeno con una parte dei loro soldi e delle loro capacità imprenditoriali, da Putin impazzito.
Ma la cosa più importante che volevo scrivere in merito alla revoca delle sanzioni nei confronti di due miliardari russi, è un’idea che ho sentito di recente in un’intervista all’economista russo Vladislav Inozemtsev (è uno di quelli normali). L’idea è semplice, interessante e, a differenza di quella già trascurata dall’UE, applicabile in qualsiasi momento. L’UE o qualsiasi Paese non appartenente a essa può iniziare a revocare le sanzioni nei confronti di singoli miliardari e funzionari russi, anche se scelti a caso. E non importa se in seguito abbandoneranno Putin o cercheranno di restare al suo fianco con i propri beni russi: ciò che conta è che prima loro, e poi tutti gli altri, comincino a essere sospettati di avere legami con l’estero (del tipo: «perché mai sono stati graziati dagli europei?»). Proprio questi sospetti accelereranno il crollo dell’attuale regime russo.
Non so dire se ho compreso e riassunto correttamente l’idea, ma penso che si possa approfondirla e trasmetterla alle persone giuste. Da parte mia, potrei provare a iniziare da un mio conoscente eurodeputato, ma sono sicuro che ad altri riusciranno meglio queste iniziative (il mio conoscente è una persona con le sue grandi particolarità).
Per puro caso sul mio schermo è apparsa questa classifica dei dodici Capi di Stato e di Governo europei più «esperti». È aggiornata al 16 settembre 2026 e, di conseguenza, sono ancora in tempo per condividerla con voi:

Ovviamente, non sono tutti ugualmente antipatici. Ma i personaggi molto «strani» si trovano non solo in cima alla classifica:
1. Un dittatore e assassino.
2. Un dittatore ereditario.
3. Il principale fascista, terrorista e assassino del pianeta.
4. Un autocrate con tendenze islamiste.
5. Un normale socialdemocratico progressista.
6. Un populista nazionalista di sinistra.
7. Un conservatore normale.
8. Un conservatore normale.
9. Un liberale progressista.
10. Un riformatore progressista.
11. Un populista di sinistra corrotto.
12. Un nazional-conservatore di destra.
Naturalmente, spero in tanti cambiamenti.
L’affluenza alle elezioni per la Duma di Stato russa (tenutesi dal 18 al 20 settembre) nei territori occupati delle regioni di Donetsk e Luhansk si è rivelata una delle più elevate tra le regioni sotto il controllo della Russia. Nella «DNR», alla chiusura dei seggi, aveva votato oltre l’81% degli elettori, mentre nella «LNR» l’affluenza finale è stata del 79,33%. L’affluenza più alta si è verificata solo in Cecenia (93%). Complessivamente, in Russia l’affluenza è stata del 56,66%.
I risultati numerici delle «elezioni» non sono particolarmente interessanti: i numeri «giusti» sono stati assegnati ai partiti che avremmo potuto prevedere con una estrema facilità. Allo stesso modo, non devono sorprendere i dati della affluenza nelle due regioni menzionate sopra: un po’ perché la maggioranza dei votanti sono le persone che volevano rimanere sotto l’occupazione russa o sono arrivati dai territori convenzionali russi e un po’ perché da quelle parti le votazioni si svolgono con la stessa modalità del «referendum» in Crimea del 2014. In sostanza, gli uomini armati, mascherati e con l’uniforme che ricorda quella dell’esercito russo spiegano ai residenti che conviene votare e farlo «come si deve».
Sicuramente nei prossimi giorni la propaganda statale russa parlerà tanto dell’«appoggio della popolazione ucraina liberata alla politica del partito Russia Unita». Ma voi sapete quanto vale questo «appoggio» elettorale. Molto probabilmente lo sapevate anche senza il mio intervento in materia…
Dei risultati delle «elezioni» in generale forse scriverò più avanti.
Con l’aiuto di un video sull’intelligenza artificiale, la propaganda del Cremlino avverte che i filmati relativi alle irregolarità durante le elezioni alla Duma di Stato, attualmente in corso, potrebbero essere generati tramite l’intelligenza artificiale. È positivo che abbiano deciso di ricordare ai cittadini l’importanza del pensiero critico, ed è ancora meglio che siano loro stessi ad ammettere l’inevitabilità della comparsa di prove video relative alle irregolarità (scherzo).
P.S.: la voce che hanno generato è simile a quella di un attore famoso russo, ma non mi viene in mente il nome…
Stranamente, è da un po’ di tempo che nella mia rubrica musicale non compare la cantante Beth Hart. Appena mi sono accorto di questa svista, ho deciso di recuperare con due canzoni dal suo ultimo (al momento della pubblicazione di questo post) album in studio: il «You Still Got Me» del 2024.
La prima canzone selezionata per oggi è la «Little Heartbreak Girl»: in termini assoluti non è niente di particolare, ma, allo stesso tempo, è stilisticamente un po’ insolita per quella Beth Hart che sono abituato di sentire. Di conseguenza, la pubblico perché sono contento del fatto che anche questa cantante non ha paura di provare delle cose nuove.
La seconda canzone di Beth Hart selezionata per oggi è la «Mean Ole Man Of Mine» (della Deluxe Edition dello stesso album «You Still Got Me» del 2024):
Bene, spero che non sia stata l’ultima volta.
La «lettura del sabato» di questo sabato non è proprio un articolo, ma è una cronaca in formato testuale, in continuo aggiornamento dal venerdì 18 settembre alla domenica 20 settembre.
È la cronaca delle votazioni per la Duma di Stato russa che questa volta durano ben tre giorni. Come al solito, si sa già quale partito avrà la maggioranza e quali altri partiti faranno parte della Camera bassa: bisognerà solo vedere quali percentuali saranno assegnate a ogni partito (come sapete, in Russia i risultati delle elezioni non dipendono da come votano le persone). Di conseguenza, la cronaca ha più un valore storico (già ora) e penale (tra x anni) che politico (oltre quanto già detto, bisogna anche ricordare che l’unica funzione di fatto del Parlamento russo attuale è quella di votare a favore di quanto inventato nel Cremlino).
The Insider riferisce che, in vista delle «elezioni» alla Duma di Stato (che si terranno dal 18 al 20 settembre 2026), in almeno quattro regioni russe sono state introdotte restrizioni o raccomandazioni relative alla «zelionka» e ad altri liquidi coloranti. Nella regione di Tjumen alle farmacie è stato chiesto di non venderli in grandi quantità, mentre nelle regioni di KhMAO, Kostroma e Chelyabinsk è stato vietato portare liquidi o sostanze coloranti nei seggi elettorali.
Dua anni e mezzo fa mi era già capitato di spiegare di quale sostanza si tratta e come essa c’entra con le elezioni russe: potete rileggere quel breve post.
Io, intanto, continuo…
Secondo me si sono mossi un po’ tardi: penso che chi lo volesse e si sentisse abbastanza coraggioso, si sia già rifornito di zelionka in anticipo. Chi invece se n’è ricordato solo ora (grazie al saggio divieto) di questo gesto di protesta, ora farà il giro di tutte le farmacie disponibili e si procurerà la quantità necessaria di farmaco. Portare di nascosto un contenitore con la sostanza vietata nei seggi elettorali non è poi così difficile.
Una questione a parte, e notevolmente più interessante, è perché abbiano vietato non solo la zelionka. Si sono già dimenticati il motivo per cui si usa proprio questo antisettico? Ma difficilmente ne sapremo mai la risposta…
Ho letto che l’Istituto federale di valutazione pedagogica russo ha pubblicato delle raccomandazioni metodologiche per gli insegnanti, elaborate sulla base dell’analisi degli errori tipici commessi dai partecipanti all’esame unificato (EGE, l’esame finale delle scuole superiori russe) nel 2026. L’analisi degli esami della materia «Scienze sociali», in particolare, ha evidenziato che gli studenti non hanno una chiara comprensione dei poteri del Presidente della Federazione Russa e non sono in grado di distinguerli dalle funzioni della Duma di Stato, non conoscono i fondamenti della Costituzione e non comprendono gli obiettivi di sviluppo nazionale e le priorità strategiche della Russia contemporanea. Nell’esame unificato di «Storia» (un’altra materia facente parte dell’esame finale), i candidati hanno affrontato meglio le domande sulla «operazione militare speciale» rispetto a quelle sulla «Grande Guerra Patriottica» (nome sovietico della Seconda guerra mondiale del periodo nel quale ne fu convolta anche l’URSS). Si raccomanda agli insegnanti di dedicare maggiore attenzione ai decreti di Putin e di concentrarsi ancora di più sulla guerra contro l’Ucraina.
Per quanto riguarda le raccomandazioni, è tutto chiaro: non mi aspettavo altro. Sono invece interessanti gli errori tipici degli studenti. In generale, mi piace studiare gli errori: mostrano come una persona ragiona e quali fonti di informazione utilizza con maggiore frequenza.
La maggior parte dei partecipanti all’EGE è composta da persone fatte proprio come gli adulti: sono pigri, nel senso comune del termine, e cercano di ridurre al minimo ogni sforzo. Se ritengono di conoscere già una determinata materia, non «sprecano» energie per approfondirla in modo sistematico e accademico. La realtà che li circonda, per esempio, da oltre vent’anni dimostra a loro che Putin della Federazione Russa ha pienissimi poteri: fa ciò che vuole fare e non fa ciò che non vuole fare. Pertanto, all’EGE si limitano semplicemente a mettere le crocette accanto a tutto ciò che sembra loro familiare. E della «operazione militare speciale» se ne parla costantemente e attivamente durante le lezioni di numerose materie, tanto che qualcosa si è impresso nella loro mente anche in presenza di una possibile totale indifferenza verso gli altri canali della propaganda di Stato.
Una cosa mi spaventa: nelle condizioni attuali potrebbe pure nascere una nostalgia per i tempi in cui tutto si limitava al culto della vittoria nella Seconda guerra mondiale a tutti i costi. Anche se proprio questo culto è uno dei fattori che ci ha portato dove ci troviamo ora.



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