Cosa vi ho nascosto:

ErAZ-762 e 3730

E’ comunemente noto che in URSS c’era l’economia pianificata. Una delle sue conseguenze più ovvie era l’industria pazza: produceva una piccola varietà di prodotti, quasi tutti in quantità sbagliate e di qualità bassa. Tra le poche eccezioni possiamo nominare le armi e le navicelle spaziali, ma non le automobili.
Per esempio: per più di 40 anni, a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, gli operatori del settore commerciale sovietico hanno supplicato il ministero della industria automobilistica di promuovere la produzione dei camion leggeri, quelli con la portata di 1 o 1,5 tonnellate. Le richieste sono sempre state ignorate: l’80% dei camion era con la portata minima di 5 tonnellate. Il restante 20% era spartito tra i camion con la portata da 2,5-5 tonnellate e quelli leggeri (pochissimi ma i più richiesti). E dato che la produzione annua degli UAZ-452 non era in grado di soddisfare il mercato, tanti si accontentavano del furgone RAF-977.

La fabbrica di Riga che produceva i RAF era però relativamente piccola e non era in grado di dedicare abbastanza forze alla produzione dei furgoni addetti al trasporto merci. Quindi nel 1966 ha condiviso con la neonata fabbrica armena ErAZ la documentazione tecnica necessaria per la produzione del furgone commerciale RAF-977. Il modello è stato chiamato ErAZ-762 e leggermente modificato rispetto all’originale.

Le dimensioni sono rimaste identiche all’originale: lunghezza 4900 mm, larghezza 1900 mm, altezza 2100 mm. Mentre il peso è aumentato fino a 2625 kg (cioè di 950 kg) a causa della carrozzeria ora completamente in metallo. E’ aumentata, però, anche la portata: ErAZ-762 poteva trasportare fino a 1000 kg.

Il motore, come per il RAF-977, era sempre prodotto dalla russa GAZ: 2445 cm3 di cilindrata, 85 CV, fino a 4400 giri al minuto, 4 cilindri da 92 mm in linea; la garanzia fino a 350.000 km. La velocità massima era di 100 km/h, il consumo medio di benzina di 9 litri per 100 km, il serbatoio da 37 litri.

Il coperchio del motore era sempre all’interno dell’abitacolo, tra i due sedili anteriori. Quindi oltre ad avere un tavolino nella macchina, si poteva anche riparare il motore senza dover scendere: geniale, vero?

Il ErAZ-762 è sempre stato a due posti e con quattro porte: due per l’autista e il passeggero, una laterale e una posteriore (sempre singola).

Dopo il 1992 gli ErAZ non venivano più venduti in Russia, ma solo in Armenia e altre ex repubbliche povere. Gli esemplari esistenti sono spariti dalla circolazione entro la fine degli anni ’90 a causa della qualità ancora più bassa del prototipo RAF-977: perdevano di continuo la benzina e l’olio, il motore si rompeva d’inverno e si surriscaldava d’estate… Oggi un ErAZ è una grande rarità sulle strade russe.

La fabbrica (situata nella capitale armena Erevan) ha prodotto, tra l’altro, nella prima metà degli anni ’90, un esemplare di portavalori ErAZ-762. Quella auto non è mai stata comprata dall’imprenditore che aveva ordinato la sua creazione.

La produzione del ErAZ-762 è stata interrotta nel 1996 (20 anni più tardi del suo originale). Motivo ufficiale: convertire la fabbrica alla produzione del nuovo modello chiamato ErAZ-3730. Motivo reale: l’agonia finanziaria della fabbrica cominciata già nel 1990. In realtà il «nuovo» modello era stato progettato già nel 1973 e prodotto in piccole quantità dal 1987.

La mancanza degli investimenti non aveva permesso la costruzione di una nuova catena di montaggio negli anni ’70 e ’80. Negli anni ’90, invece, le grosse somme prese in prestito alle banche sono finite non si sa bene dove. Quindi non si è nemmeno riuscito a convertire le linee produttive liberate dal ErAZ-762. Di conseguenza, i «nuovi» ErAZ-3730 venivano assemblati manualmente.

La situazione era aggravata da altri due fattori legati ai problemi finanziari: pochi operai e il riscaldamento spento d’inverno. Il secondo fattore era importantissimo perché il processo produttivo richiede l’acqua corrente (che senza il riscaldamento si congela d’inverno). I pochi operai che lavoravano solo d’estate e solo manualmente producevano veramente poco.

Il minibus/furgone ErAZ-3730 pesava 1720 kg, era in grado di trasportare fino a 800 kg di carico e poteva avere da 2 (furgone) a 11 posti (minibus).

Le sospensioni, anteriori e posteriori, erano tutte con le balestre semiellittiche. La trazione era anteriore.

Il motore aveva 2445 cm3 di cilindrata, 66 CV, fino a 4500 giri al minuto, 4 cilindri in linea. La velocità massima era di 110 km/h. Il serbatoio da 37 litri.

Il ErAZ-3730 è da sempre introvabile nelle città russe ma era abbastanza diffuso in Armenia.

Da quelle parti veniva utilizzato non solo per trasportare cose e persone (anche con i taxi a corsa fissa) ma, a volte, anche in qualità di ambulanza.

Nel 2002, su richiesta dei creditori, è stata proclamata dal giudice locale la bancarotta della fabbrica. La quale ovviamente non riusciva a restituire i crediti producendo le auto in modo artigianale. E dato che le vetture della ErAZ erano le auto peggiori di tutta l’ex URSS, nessuno si è dispiaciuto per la fine della fabbrica. Tranne, forse, una ventina di operai che ognitanto ci lavoravano ancora.

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