Cosa vi ho nascosto:

GAZ 69 «Gazik»

Nel 1946 la fabbrica automobilistica di Gorkiì (nome sovietico di Nizhniì Novgorod) cominciò la progettazione del fuoristrada GAZ-69. A partire dal 1948 vennero prodotti i primi veicoli sperimentali, mentre la produzione in serie è partita solo il 25 agosto 1953. Il nuovo GAZ-69 ha mandato in pensione il vecchio modello GAZ-67B del 1943. Poco più di tre anni dopo, all’inizio del 1957, la produzione del GAZ-69 è stata ceduta completamente alla Fabbrica automobilistica di Uljanovsk (cioè l’UAZ).

Fin dall’inizio venivano prodotte due versioni del GAZ-69: a due e a quattro porte. La prima versione (vedi la foto precedente) è da 8 posti: nella sua parte posteriore venivano montate due panche laterali da 3 posti ognuna.

La versione a quattro porte (GAZ «Komandirskyi») è questa:

Essa ha 5 posti a sedere normali:

La quantità dei posti è l’unica differenza tra le due versioni del GAZ-69. Ora possiamo vedere le sue caratteristiche tecniche. Il motore è a 4 tempi, con 4 cilindri, cilindrata 2120 cm3, 55 CV e max 3600 giri al minuto. Nella parte destra del motore si trova una caldaia nella quale andava inserito, attraverso uno apposito sportello esterno, un saldatoio: è un sistema per far evaporare l’acqua e scaldare, in questo modo, l’olio del carburatore – d’inverno era una procedura obbligata per riuscire a far partire il motore. Il cambio è di 3 marce + la retro. La velocità massima è di 90 km/h.

Il GAZ-69 è lungo 3850 mm, largo 1750 mm, alto 2030 mm (con il tetto in tela montato). La carreggiata è di 1440 mm, l’altezza dal suolo di 210 mm (con le gomme raccomandate da 6,50-16″). La massa del veicolo è di 1525 kg.

Il serbatoio principale è da 48 litri, la quantità del carburante al suo interno può essere controllata direttamente dall’autista. Il serbatoio aggiuntivo da 27 litri, invece, si trova sotto il sedile del passeggero: per caricarlo di carburante bisogna aprire prima la portiera e l’unico modo di controllare il livello di benzina al suo interno è quello di guardare nella sua bocca. A questo punto vi ricordo che alcuni autisti erano (e sono) dei fumatori accaniti.

Il parabrezza può essere alzato fino alla posizione orizzontale oppure, se il tetto in tela è smontato, abbassarlo del tutto assieme al telaio. Anche la parte superiore delle portiere (fatta in tela su telaio) è smontabile.

Tanto per non saltare nulla di interessante inserisco una foto della parte posteriore del GAZ-69 con il tetto montato.

Alcune autofficine montavano (in modo artigianale) sul GAZ-69 il tetto fisso in metallo. In quei casi anche la parte superiore delle portiere veniva cambiata.

Il logo della GAZ utilizzato su questo modello non sembrava più essere copiato da quello del Ford.

Sulla base del GAZ-69 sono stati creati, negli anni ’50 e ’60, alcuni automezzi speciali prodotti in piccole serie. E’ del 1955 l’originale fuoristrada GAZ-M72: è una simbiosi della parte mobile del GAZ-69 e la carrozzeria del GAZ-M20 «Pobeda». Il M-72 è stato prodotto in serie fino al 1958 per un totale di 4677 unità.

Sempre del 1955 è il piccolo anfibio GAZ-46 (MAV).

Sul GAZ-69 si basava il cannone reattivo anticarro 2P26, progettato per il lancio di 4 missili guidati.

E, infine, è stato creato sulla base del GAZ-69 il prototipo del furgone GAZ-19 con la trazione 4×2: averebbe dovuto essere utilizzato dalle Poste russe.

Oggi è ancora possibile vedere un GAZ-69 in giro, anche se molto raramente. La maggior parte dei veicoli ancora in vita proviene dalle riserve svendute dell’Esercito russo. Alcuni nuovi proprietari li restaurano (grandi!), altri li rielaborano per farne delle auto da gara. Raccogliendo le immagini per questo articolo ho trovato una foto dell’incrocio tra un GAZ-69 e una VAZ-2101 «Kopeika»: è un mostro.

I modellini 1:43 del GAZ-69 sono stati prodotti in piccole serie da alcune fabbriche dell’URSS: ora sono molto apprezzati dai collezionisti.

Questa è la breve storia del GAZ-69. Mi resta da aggiungere che questa auto veniva utilizzata prevalentemente dall’Esercito e dalle forze dell’ordine; non veniva mai venduta ai privati. La sua produzione è andata avanti fino al 1972, l’anno di nascita dell’UAZ-469. In totale sono stati prodotti più di 600 mila esemplari, tanti dei quali esportati in 56 Stati esteri (ovviamente non capitalistici). Nel 1957 la documentazione tecnica del GAZ-69 è stata fornita alla romena ARO, mentre nel 1962 anche alla Corea del Nord.
Nel noto film di Clint Eastwood «Lettere da Iwo Jima» del 2006 (ambientato nel periodo 1944-45) il GAZ-69 viene spacciato dagli autori per un fuoristrada giapponese.

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