Cosa vi ho nascosto:

LuAZ 1901 (972) Geolog

Fino ad oggi ho sempre scritto delle automobili russe che sono state prodotte in serie: sono esse a interessare di più i lettori. L’unica eccezione è stato l’articolo sulle auto artigianali del periodo sovietico. Oggi ho pensato di farne un’altra di eccezione: vi racconto del LuAZ 1901 (nome in codice Geolog), un fuoristrada militare prodotto solo in una piccola quantità sperimentale.

Probabilmente, qualcuno di voi si ricorderà la mia descrizione del fuoristrada/anfibio LuAZ-967 TPK. Ecco, l’idea degli ingegneri ucraini era quella di trasformarlo in un automezzo 6×6 aggiungendo il terzo ponte esattamente a metà tra i due già esistenti. Furbi, ma non abbastanza da evitare altre differenze tra i due modelli: altrimenti non avrei avuto un motivo per scrivere l’articolo di oggi.

I primi esemplari di questo LuAZ (inizialmente il modello si chiamava 972) erano stati prodotti nel 1982, ma già ai tempi della progettazione del modello base 4×4 (967 TPK, appunto) si era pensato di adattare quella specie di «ambulanza da campo» anche al trasporto mascherato dei reparti dotati di lanciarazzi portatili terra-aria Igla.

Sul nuovo modello «potenziato» erano stati mantenuti non solo la posizione centrata del posto di guida, ma pure le panche laterali pieghevoli per sei passeggeri (come sul LuAZ 969 civile) e la possibilità di fissare due barelle per i feriti da trasportare.

Nel 1984, dopo una lunga serie di prove, svolte da vari istituti di ricerca affiliati al Ministero della Difesa, ai progettisti era stata imposta una grande quantità di modifiche. Solo nel 1990 gli ingegneri erano riusciti a presentare la versione definitiva del modello: notevolmente differente da quella iniziale. Era stata progettata, prima di tutto, una nuova carrozzeria ermetica priva di portiere. Era, poi, stato migliorato lo spazio per i carichi, i posti a sedere per i passeggeri erano passati da sei a quattro: non più le panche laterali ma quattro sedili singoli disposti a scacchiera. Era stato abbandonato l’argano, precedentemente mantenuto sulla parte anteriore della carrozzeria. Il nome del modello, a questo punto, era diventato LuAZ 1901 (nome in codice Geolog mantenuto).

Il motore del LuAZ 1901 era posteriore, aveva 1,5 litri di cilindrata, 48 CV (35,3 kW), 3 cilindri in linea, raffreddamento ad aria. Il consumo di carburante (diesel) era di 14 litri per 100 km. La velocità massima era di 60 km/h sulla terra ferma e di 5 km/h sull’acqua.

Il LuAZ 1901, infatti, aveva ereditato dal 967 TPK una delle caratteristiche principali: quella di navigare nell’acqua grazie all’effetto remo delle ruote (niente elica, niente volante acquatico). Tutte e sei ruote erano motrici e il ponte posteriore poteva essere disinserito. Mentre le ruote del secondo ponte erano collegate al volante come quelle del primo. Le gomme erano da 6,95-16″. Le sospensioni erano indipendenti.

Lo vedete? Non c’è alcuna elica e/o volante acquatico:

Le dimensioni della vettura erano le seguenti: lunghezza 4522 mm, larghezza 1922 mm, altezza 1754 mm, altezza libera dal suolo 285 mm, carreggiata 1335 mm. La massa del veicolo era pari a 1250 kg, la portata a 660 kg. Il LuAZ 1901 era capace di trainare i rimorchi pesanti fino a 500 kg, di attraversare i fossati larghi 1,4 m, superare le salite fino ai 58% e non rovesciarsi sulle pendenze laterali fino ai 40%.

Gli interni erano rimasti, come su tutte le altre LuAZ, molto spartani: decori in plastica quasi nulli e tanto metallo facilmente lavabile con una canna.

La sorte del modello, però, non è stata tanto felice. A partire dalla fine degli anni ’80 il Ministero della Difesa sovietico non aveva più manifestato, a causa della situazione economica catastrofica dell’URSS, un particolare interesse verso un nuovo LuAZ. Il 1901 era rimasto, quindi, solo un prototipo fermatosi a un passo dalla messa in serie.
Nel 1999 la fabbrica produttrice ha tentato di rianimare il progetto presentando il LuAZ 1901 al salone automobilistico di Kiev. Continuavano a mancare, però, gli ordini e gli investimenti necessari per la modernizzazione delle linee produttive. Nel dicembre del 1999 l’azienda ha cessato la produzione delle automobili e in primavera del 2000 è stata messa in vendita dai proprietari. Ora fa parte del gruppo Bogdan e produce i pullman.

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