Cosa vi ho nascosto:

UAZ-3160 e altri

Questa volta faccio una eccezione: scrivo non di un modello d’auto specifico, ma di sette modelli diversi in una volta. E’ la politica industriale della UAZ a costringermi a farlo.
All’epoca dell’URSS la UAZ produceva – nel periodo tra gli anni ’70 e ’90 – soltanto due modelli: il fuoristrada UAZ-469 e il furgone UAZ-452. Oltre alle versioni classiche di questi esisteva una varietà enorme di versioni prodotte in piccolissime quantità. Se non fossero sempre dei prodotti della fabbrica stessa, avremmo potuto chiamarli auto artigianali. Verso la metà degli anni ’90 i dirigenti della UAZ hanno capito di dover lasciare la logica sovietica («il consumatore non ha scelta, quindi compra anche i modelli obsoleti») e quindi di dover produrre dei modelli nuovi.
Il primo, e il meno riuscito di tutti, modello nuovo è stato l’UAZ-3160 4×4, prodotto dal 1997 al 2004. Rispetto al 469 aveva un livello di comfort superiore, i consumi meno alti (13 litri per 100 km alla velocità di 100 km/h), una verniciatura migliore, il pannello degli strumenti più moderno.

Si è cercato, inoltre, di fare una carrozzeria a cinque porte su una base che normalmente corrisponde alla carrozzeria a 3 porte. Quindi le dimensioni del UAZ-3160 erano: lunghezza 4260 mm, larghezza 1828 mm, altezza 1935 mm. Pesava 1950 kg e poteva trasportare 600 kg. La quantità dei posti = 5 + 2.

Questo modello aveva però dei gravi problemi di stabilità (verticale e orizzontale), quindi nel 2000 è stato presento il UAZ-3162 «Simbir». Era, in pratica, una versione allungata del modello precedente (4630 mm contro i vecchi 4250 mm) con i ponti migliorati.

Gli interni e il motore sono rimasti gli stessi. Le gomme erano sempre del tipo 225/75 R16.

Gli UAZ-3160 e UAZ-3162 «Simbir» sono stati prodotti fino al 2004. La produzione è stata interrotta a causa di un successo meno che basso tra la popolazione.
A questo punto si è pensato di produrre una versione lunga (4,5 metri) del popolarissimo UAZ-469. Purtroppo, chi lo comprava scopriva di dover spendere altrettanto per sostituire le sospensioni (troppo deboli per la massa della macchina) e tutte le componenti in plastica (di qualità troppo bassa). Quindi nemmeno questo modello è riuscito a decollare.

UAZ-3150 «Shalun», lungo appena 2 metri, è stato inizialmente progettato per l’esercito russo. Dopo aver visto il prototipo i militari hanno riso per tre ore e non hanno firmato il contratto. Anche sul mercato interno, dopo la presentazione, non si era osservato un particolare entusiasmo. Quindi sono stati prodotti solo 6 esemplari, ora introvabili, dell’UAZ-3150.

Il pulmino/furgone UAZ-3165 4×4 è stata, probabilmente, la prima idea giusta dei dirigenti della UAZ. Ma nonostante l’assenza, alla metà degli anni ’90, dei concorrenti nazionali e una alta richiesta delle macchine di questo tipo da parte del mercato, la produzione di serie non è mai partita. Tutta colpa dei vertici aziendali che fanno di tutto per non investire nella produzione.

Nel 2006 è stato presentato il minivan UAZ-2970 con due tipi di alimentazione utilizzati in contemporanea: diesel ed elettricità. Questa combinazione permetterebbe alla nuova UAZ di raggiungere la velocità di 110 km/h, di percorrere 1000 km senza fermarsi per il rifornimento di carburante (con la velocità media di 60 km/h), oppure di fare 30 km con l’impiego di sole batterie.

Il problema è che tutta la parte dietro alla cabina di guida è occupata dalle batterie appena citate. Come potete immaginare, questo aspetto tecnico rende il UAZ-2970 assolutamente inutile.

Secondo alcune fonti vicine alla fabbrica, la UAZ avrebbe raggiunto un accordo con la varesina Bremach per la produzione dei camioncini T-REX elaborati. Ma per ora non si sa nulla di preciso su questa possibile collaborazione.

Quindi la UAZ sembra rassegnata al fatto di essere incapace di produrre con successo un modello nuovo e per ora produce solo tre modelli:
1) UAZ «Hunter» che è la versione modernizzata del mitico UAZ-469;
2) UAZ-452, un furgone rimasto quasi uguale a come era nato nel 1965;
3) UAZ-3163 «Patriot» del quale scriverò prossimamente.

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