Cosa vi ho nascosto:

Il DJ set presidenziale

Il Presidente del Turkmenistan Gurbanguly Berdimuhammedow si rende spesso protagonista di video curiosi. Mi sembra di averne già pubblicato qualcuno, ma non riesco a trovare i relativi post con l’ausilio dei tag. Beh, in ogni caso oggi recuperiamo abbondantemente.
Il 30 dicembre 2019 si è tenuto a Asgabat (la capitale del Turkmenistan) un concerto pre-Capodanno per i membri del Governo e del Parlamento e per gli artisti più importanti dello Stato. Al concerto, per poco più di un ora, si è esibito anche il Presidente: ha cantato alcune proprie canzoni, ha recitato un po’ di rap, ha suonato un sintetizzatore e ha tenuto una piccola lezione sugli strumenti musicali…
Ma nel corso della medesima esibizione ha fatto pure da DJ! Ecco la testimonianza video:

Beh, la stilistica dimostra che almeno il Presidente turkmeno vive in un contesto culturale cinese/coreano e non quello europeo (dove tali oscenità sono superate da almeno trent’anni).


La musica del sabato

Per il post musicale di oggi ho voluto selezionare qualcosa di allegro. A termine di un breve periodo di meditazione ho dunque scelto la piece per l’orchestra «An American in Paris», scritta dal compositore George Gershwin nel 1928 (e suonata per la prima volta a Canegie Hall il 13 dicembre dello stesso anno).

Sì, dovrei educarvi anche all’ascolto del jazz, ahahaha


I comandamenti

La maggioranza dei genitori religiosi è convinta che i loro figli siano più buoni, altruisti e onesti rispetto ai figli degli atei. Una ricerca della Università di Chicago, condotta in Canada, Cile, Giordania, Turchia, USA e Corea del Sud, ha però rilevato la correlazione di segno opposto tra il livello di religiosità e il livello di altruismo dei bambini. La ricerca è stata condotta su 1170 bambini dell’età tra i 5 e i 12 anni.
Si è scoperto, dunque, che la religiosità dei genitori incide negativamente sull’altruismo dei bambini e rende questi più propensi alla crudeltà (per la nostra fortuna si tratta di una statistica). La convinzione popolare circa la cosiddetta «catastrofe morale» del mondo dovuta all’abbandono della religione è dunque da considerare di validità più che dubbia.

Da parte mia aggiungerei che per l’umanità le religioni hanno svolto un compito molto simile a quello svolto dalle fiabe per i bambini. I bambini, crescendo e sviluppando le capacità intellettuali, trovano altre fonti dei valori umani, altre (notevolmente più evolute) giustificazioni del proprio operato, altri modi di distinguere tra il bene e il male. L’umanità non è più una bambina: ha abbondantemente superato quella età intellettuale nella quale furono sufficienti le fiabe religiose.


Cina senza il software americano

Qualche tempo fa ho letto della decisione del Governo cinese di abbandonare l’uso del software e del hardware americani negli enti statali e nelle aziende che lavorano per tali enti (penso che si tratti a questo punto di almeno la metà dei computer utilizzati sul territorio cinese). Formalmente si parla di tutto il software straniero ma, considerata l’intenzione di sostituire anche il sistema operativo, è facile individuare la «vittima» principale che ci perderà più di tutti gli altri (quindi l’azienda che ha almeno un suo prodotto su ogni computer cinese). Entro la fine del 2022 sui computer degli enti statali non deve rimanere nemmeno una copia del Windows.
Il programma statale di sostituzione dei prodotti stranieri si chiama «3—5—2»: si intende di sostituire il 30% del hardware e del software entro la fine del 2020, il 50% nel 2021 e il restante 20% nel 2022.
La volontà di certi Stati di isolarsi dal mondo sviluppato non mi è mai stata tanto chiara e non è di essa che vorrei scrivere. Nell’ottica della notizia di cui sopra, mi interessano tanto le conseguenze della scelta cinese sul futuro della industria dei computer.
La Xiaomi e la Huawei sanno già produrre i computer di qualità accettabile e venderli a prezzi competitivi. Resta dunque creare un sistema operativo abbastanza comodo da poterlo fare usare da subito a una altissima quantità di lavoratori cinesi.
Tra parentesi: sono sicuro al 99% che il nuovo sistema operativo sarà creato sulla base di Linux. Addirittura, potrebbe essere una nuova versione del Deepin Linux elaborato dalla Huawei in seguito alle sanzioni statunitensi. Parentesi chiusa.
E ora pongo la grande domanda: se in Cina riescono a creare un sistema operativo comodo, poco costoso e testato su milioni di utenti obbedienti, il mercato occidentale come reagirà?
Insomma, oltre a studiare il cinese (c’è chi lo consiglia già da anni), vi conviene anche informarvi sulle funzionalità del Linux.


“Science” per tutti

Carissimi lettori, non preoccupatevi: commenterò all’inizio della settimana prossima le dimissioni del Governo russo e la imminente riforma costituzionale menzionata ieri da Putin. Nel frattempo ribadisco uno dei concetti chiave: si sta cercando una formula alternativa per farlo rimanere al potere anche dopo la scadenza dell’attuale mandato.
Oggi, invece, vorrei segnalarvi un bel articolo sull’argomento che prima o poi avrei trattato io stesso. Il «Science», una delle riviste scientifiche più importanti al mondo (assieme al «Nature»), ha dedicato un testo al progetto russo «Dissernet». Quest’ultimo è una associazione di scienziati, giornalisti e semplici cittadini indifferenti che hanno unito le forze per smascherare i falsi scienziati tra i politici russi. Infatti, da quasi vent’anni nel mondo politico russo è diffusa la moda di possedere almeno un titolo di studio superiore al semplice diploma di laurea. Quei titoli vengono solitamente ottenuti in modo molto fantasiosi e quasi mai onesti. I membri del «Dissernet» analizzano le tesi, avvisano i loro «autori» dei risultati e, nel caso della mancata rinuncia volontaria al titolo, danno il via alla battaglia per la privazione del titolo.
Insomma, voi leggete l’articolo di «Science» e io, prima poi, vi racconto di qualche esempio di smascheramento curioso.


Un segnale evidente

Stamattina il presidente russo Vladimir Putin ha tenuto il discorso annuale davanti alle Camere unite del Parlamento russo (la Duma e il Consiglio federale). Non mi sarebbe mai venuto in mente di scriverne perché ormai da oltre un decennio si tratta, nel migliore dei casi, di una manifestazione abbastanza noiosa e priva di contenuti realmente concreti. Al massimo viene mostrato qualche cartone animato sui fantomatici razzi russi capaci di colpire e distruggere la Florida.
Alla fine del discorso di quest’anno, però, si è registrata una comunicazione interessantissima da parte di Putin.
No, non ha preannunciato la propria pensione politica. Tanto ci ricordiamo bene che alla scadenza del suo mandato nel 2024 non potrebbe, secondo la Costituzione russa, essere eletto nuovamente.
Pure i miei lettori italiani, però, dovrebbero ricordare bene che nel 2008 Putin aveva già raggiunto, per la prima volta nella sua carriera presidenziale, il limite costituzionale di due mandati consecutivi. All’epoca aveva regolato la questione lasciando fare a Dmitry Medvedev un mandato «di pausa»: per poi tornare e farne altri due. Ma negli ultimi anni gli analisti sostengono che Putin non sarebbe più disposto di concedere la custodia temporanea della carica suprema ad altre persone, nemmeno al tanto fidato Medvedev. E quindi starebbe cercando altri modi di rimanere al potere anche dopo il 2024. Non si capisce molto perché lo voglia fare. Potrei esprimere alcune idee in merito, ma l’argomento del post odierno è un altro.
Torniamo al discorso davanti alle Camere. Esso si è concluso con una proposta (nel linguaggio politico putiniano è un sinonimo di ordine) della riforma costituzionale. Essa consisterebbe, secondo Putin, nel trasferimento al Parlamento di alcune funzioni attualmente spettanti al Presidente. Così, dovrebbe passare al Parlamento il compito di nominare il Primo ministro e di confermare tutti i membri del Governo da egli proposti. Allo stesso tempo, il Presidente dovrebbe conservare, secondo Putin, il potere di sospendere il Primo ministro e i membri del Governo dai loro incarichi nei casi «della mancata fiducia» e «dello svolgimento inadeguato delle funzioni».
Cosa possiamo dedurre da questa proposta? Considerata l’obbedienza del Parlamento russo al Presidente, possiamo dedurre che Putin abbia deciso di creare un incarico di importanza primaria da ricoprire in prima persona dopo il 2024. Attribuendo al Parlamento il ruolo prevalente rispetto a quello del Presidente della Federazione Russa, potrebbe magicamente diventare il Presidente del Consiglio federale (la Camera alta del Parlamento). Per questo incarico nemmeno nella Costituzione attuale è previsto alcun limite di mandati ricopribile dalla medesima persona.
Non so ancora se ho indovinato. Ma nel caso positivo, tra quattro anni, dirò che non è stato particolarmente difficile.


La prima regola della beneficenza

Come avete già probabilmente letto o sentito, dal mese di ottobre l’Australia è colpita dai gravi incendi forestali. E non è ancora stato trovato il modo di fermarli.
Negli ultimi giorni mi è capitato – forse anche a voi – di leggere di alcune iniziative per la raccolta dei soldi da destinare alla lotta contro gli incendi australiani e i loro effetti. Ma la storia più paradossale è quella legata alla donazione annunciata dal fondatore e amministratore delegato dell’Amazon Jeff Bezos.

In sostanza, Bezos ha comunicato della donazione da parte dell’Amazon di un milione di dollari australiani (circa 690.000 dollari statunitensi) per la lotta contro gli incendi. E si sono subito manifestate delle menti alternative persone scontente: qualcuno è scontento per la somma «bassa» e qualcuno per il fatto che i soldi donati siano quelli dell’azienda e non personali.
Sarebbe troppo banale sottolineare che la beneficenza è una azione volontaria sia nella azione stessa sia nella sua entità.
È molto più importante sottolineare che il mondo è pieno di gente che si sente autorizzata di dettare le regole di altruismo finanziario senza avere ne voglia ne capacità di dare un buon esempio. Come se le persone che sanno lavorare e guadagnare fossero perennemente in debito con chi non lo sa fare. Di conseguenza, ricordo a tutti una semplicissima regola: la beneficenza deve essere sempre anonima, non pubblicizzata. Lo sanno bene le persone e le aziende ricche costantemente assediate da mendicanti di vario livello (fondi, organizzazioni etc.), impariamolo anche noi servendoci del triste esempio di Bezos.
Al massimo, se qualcuno dovesse rompervi troppo con delle pretese finanziarie, limitatevi a rispondere con una frase semplicissima: «sostengo già il fondo XYZ».


Il segreto del successo

Uno dei (o, forse, addirittura «il») più grandi segreti del successo in qualsiasi ambito della vita è la capacità di mandare affanculo una persona al momento giusto.
Certamente, bisogna saper pianificare, studiare, pensare, ascoltare gli altri. Ma è importantissimo sapere, indipendentemente dalle circostanze, mandare affanculo tutti coloro che se lo meritano.
I colleghi raccolgono i soldi per fare un regalo al capo del dipartimento? La segretaria propone di multare i ritardatari? La vecchietta del piano di sotto si lamenta della musica dopo le 18:00? Il volontario allegro ti chiede una firma (e un po’ di soldi visto che ci siamo) per salvare le zanzare del Polo Nord? I parlamentari vogliono adottare una legge sugli sgravi fiscali per chi utilizza le ruote quadrate?
Tutti liberi! Tutti affanculo!
Ogni qualvolta un personaggio di dubbia qualità viene mandato affanculo, il nostro mondo diventa un po’ più bello.
La vita è l’arte di mandare affanculo.


Inerario §20

Il nuovo paragrafo di Inerario (§ 20) è dedicato alla struttura ottimale del file XML contenente i numeri telefonici da pubblicare su un sito.
Si tratta di un testo puramente tecnico.
http://www.eugigufo.net/it/inerario/paragrafo20/


Il complesso di inferiorità

Ho scoperto che non solo le persone o i popoli possono manifestare il complesso di inferiorità. Lo possono manifestare pure le chiese. Sottolineo: non le Chiese ma le chiese.
Sull’account Facebook della Sagrada Familia di Barcellona, per esempio, a dicembre era stato pubblicato un video di auguri di buon Natale e Anno Nuovo.
Le parole di auguri vengono cantate e pronunciate in lingua catalana, in inglese, tedesco, arabo e coreano (le ultime due sono particolarmente attuali per gli auguri natalizi). A essere facilmente notata è l’assenza della lingua ufficiale spagnola.

Come sostengono i miei conoscenti che vivono in Catalogna, si tratta di un comportamento molto diffuso nella regione. Alcuni aborigeni, addirittura, perdono ogni percezione del ridicolo e fanno finta di non sapere proprio lo spagnolo. Pensano che in tal modo si mettano in evidenza la loro importanza e il loro spirito di indipendenza.
Mah…