Cosa vi ho nascosto:

Turchia resta

(21 dicembre 2016)

Sicuramente tutti i miei lettori sanno dell’assassinio dell’ambasciatore russo Andrey Karlov ad Ankara. So che la prima reazione di alcuni di essi è stata quella di preoccupazione per la permanenza della Turchia sulla mappa.

Io e l’esperienza dei due giorni passati da quel tragico episodio tranquillizziamo tutti: l’accaduto non costituirà il casus belli. Perché lo Stato russo poteva reagire, realisticamente, in tre modi:

1) attaccare militarmente la Turchia,
2) attaccare militarmente l’Occidente,
3) inviare in Turchia una commissione d’inchiesta.

La prima opzione viene logicamente esclusa appena si pensa alla felice soluzione della ultima crisi diplomatica tra la Russia e la Turchia. La soluzione fu trovata per delle semplici (e reciproche) necessità politiche-economiche e non in seguito a un cambiamento radicale nella politica di almeno uno dei due Stati.

La seconda soluzione – che potrebbe apparire illogica per un occidentale – negli ultimi due anni e mezzo avrebbe potuto verificarsi per qualsiasi altro motivo. Semplicemente perché secondo la propaganda interna russa la colpa di tutte le disgrazie russe è dell’Occidente. Nella vita reale, però, in Occidente risiedono i figli, le mogli e i soldi di tutti i gerarchi russi. Quindi niente scontro diretto (e, soprattutto, niente scontro bellico).

La terza soluzione – la più normale e scontata per uno Stato sviluppato – è già stata adottata: un gruppo di 18 esperti russi è partito ieri verso la Turchia. Almeno questa volta non c’è alcunché da temere.

L’unico aspetto da approfondire sono le scuse di Erdogan. Esse hanno un peso enormemente più elevato di quelle che avrebbe potuto presentare al suo posto qualsiasi altro collega occidentale trovatosi in una situazione simile. Infatti, uno dei fondamentali elementi della cultura musulmana è l’ospitalità. L’ospite è un Messggero. L’ospite è sacro. Ogni suo desiderio va esaurito. La sua sicurezza è importante quanto quella dell’unico e tanto atteso figlio. Quindi anche l’assassinio del rappresentante di uno Stato è una tragedia.

Almeno sotto questo aspetto la differenza tra i musulmani e gli islamisti è netta. Gli ultimi sono degli ignoranti violenti.

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