Cosa vi ho nascosto:

I due regali più insoliti

(2 gennaio 2018)

I miei vecchi lettori si ricorderanno: avevo già raccontato più volte che in Russia i regali si fanno a Capodanno invece che a Natale. Dunque oggi, per riprendere in qualche modo l’argomento dei regali, ho pensato di raccontare dei due doni più curiosi che mi sia mai capitato di ricevere. Non per il Capodanno, ma in generale.
Sul finire degli anni ’90 — quasi sicuramente fu il 1997 o il 1998 — una mia conoscente mi regalò una audiocassetta:

Fu un buon regalo da fare tra i conoscenti, a differenza di un CD palesemente impegnativo dal punto di vista economico ed eccessivamente tecnologico per le attrezzature elettroniche di molti moscoviti dell’epoca. Certo, il nome della raccolta registrata sulla cassetta — lo potete vedere sulla prima foto — potrebbe farvi sorridere, dato che si tratta di un regalo fatto da una ragazza a un ragazzo (a me, appunto). Ma il vero punto interessante è la copertina! Per diversi anni ho mostrato quella cassetta a tutti i miei amici maschi, ovviamente raccontando della sua provenienza e divertendomi della loro reazione.

Non so se sia bene o male, ma con quella ragazza siamo rimasti solo dei conoscenti.
Dopo alcuni altri anni, già a Milano, una delle mie prime insegnanti della lingua italiana decise di regalare — al termine dell’anno accademico — un segnalibro a ogni componente della classe. I segnalibri furono tutti diversi. Il mio cognome fu scritto sul retro di questo:

Non so perché, ma ogni qualvolta che ripenso ai regali più curiosi/insoliti/strani che mi sia mai capitato di ricevere, i due appena descritti mi vengono in mente sempre in copia.
Siate meno tonti di me e ricordatevi sempre che ogni regalo materiale scelto con cura fa da supporto fisico per la trasmissione di qualcosa di molto più grande.

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