Cosa vi ho nascosto:

Gli aspiranti al secondo posto (parte 5)

(8 febbraio 2018)

Le elezioni presidenziali russe sono sempre più vicine. Oggi, prima di raccontarvi di altri candidati al secondo posto, propongo un piccolo gioco.
So che la maggioranza dei lettori di questo post non sa nemmeno una parola di russo, ma, allo stesso tempo, non ha dei problemi con la logica. Dato che la Commissione Elettorale Russa ha pubblicato la bozza della scheda elettorale del 18 marzo, io vi propongo di indovinare almeno uno dei nomi sulla lista dei candidati:

Formalmente si tratta di una scheda elettorale assolutamente legittima. Infatti, i cognomi dei candidati sono disposti nell’ordine alfabetico, con i caratteri degli stessi colore, stile e dimensione e, infine, sono accompagnati con la biografia sintetica e le informazioni sull’eventuale partito politico rappresentato. Per la fortuna di qualcuno, però, il legislatore si dimentica sempre qualche dettaglio (per esempio la lunghezza del testo informativo simile per tutti i candidati).
E ora passiamo ai nomi concreti. Come ho scritto la settimana scorsa, alle elezioni del 18 marzo2018 si potrà scegliere tra 8 candidati. In ordine alfabetico (cirillico), essi sono:
1. Baburin,
2. Grudinin,
3. Žirinovskij,
4. Putin,
5. Sobchak,
6. Suraikin,
7. Titov,
8. Javlinskij.
Io non vi ho ancora raccontato di Sergej Baburin e di Maksim Suraikin. Ora provvedo a colmare questa grave lacuna nella vostra cultura politica…
Sergej Baburin è nato il 31gennaio 1959 Semipalatinsk (in Kazakistan) e cresciuto nella provincia di Omsk. Sempre a Omsk ha conseguito la laurea in giurisprudenza e, a Leningrado nel 1986, il dottorato di ricerca. Nel periodo tra la laurea e la scuola di dottorato ha prestato il servizio militare, partecipando anche all’intervento in Afghanistan. È entrato seriamente in politica nel 1990, facendosi eleggere al Congrasso dei deputati popolari di RSFSR (si trattava dell’organo di governo supremo della Federazione Russa fino al 1992). A dicembre del 1993, poi, è stato per la prima volta eletto alla Duma (è stato deputato nel corso delle Legislature I, II e IV). Nei periodi liberi dal lavoro alla Duma si è occupato, fino al 2012, dell’insegnamento alla Università di Omsk. Nella sua vita politica e pubblica riesce ad alternare (ma spesso anche conciliare) la nostalgia per l’integrità territoriale dell’URSS, le idee dell’imperialismo russo, del mondo slavo e del comunismo. I motivi della sua candidatura alla presidenza russa non mi sono noti (e non solo a me): pensavo che già da anni fosse conservato in qualche museo della politica russa.

Maksim Suraikin, invece, è nato a Mosca l’8 agosto 1978. Secondo il portale dedicato alle elezioni presidenziali, la sua biografia «contiene dei fatti che devono restare ignoti ai minori di 18 anni». Io ne ho più di 18, ma non comunque trovato delle informazioni in questione. All’età di 18 anni si è iscritto al Partito comunista russo. Nel 2000 si è laureato in «organizzazione del trasporto ferroviario» presso una università tecnica di Mosca. Nel 2001 ha aperto una piccola azienda specializzata nella riparazione dei computer (tuttora dice di essere un imprenditore, ma sono riuscito a trovare solol’elenco delle società di cui è azionista). Dal 2012 è il presidente del partito politico «I comunisti di Russia». Avrei voluto raccontarvi qualche curiosità sulla sua vita politica o, comunque pubblica, ma non posso: tali curiosità non mi sono note. Nella vita quotidiana si tratta di una di quelle formiche politiche che tre o quattro volte all’anno compaiono nelle notizie federali con una qualche breve nota banale. In sostanza, fino a poche settimane fa mi ricordavo il cognome di Suraikin, ma non mi ricordavo il perché. Suppongo che sia stato aiutato (ma molto aiutato) nel completare le formalità necessarie per la candidatura solo per indebolire il più probabile secondo arrivato alle elezioni del 18 marzo (cioè il candidato del Partito Comunista).

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I post precedenti sui potenziali candidati:
Il post № 0 – alcuni candidati particolari
Il post № 1 – Vladimir Žirinovskij, Grigorij Javlinskij e Pavel Grudinin
Il post № 2 – Ekaterina Gordon, Sergej Polonskij e Boris Titov
Il post № 3 – Tristan Prisjagin e Natalia Lisitsyna
Il post № 4 – Ekaterina Gordon e Aleksej Navalny

Le rubriche: Russia

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