Cosa vi ho nascosto:

Cortometraggio russo №19

(29 novembre 2019)

Oggi «torniamo alle origini» della mia rubrica cinematografica e vediamo un cortometraggio muto. È la volta di «Tasya» (uscito nel 2007) del regista Roman Artemiev. Il titolo del film è il diminutivo del nome femminile Taisia. Le uniche parole che sentirete vedendo il cortometraggio in questione provengono dal televisore di Tasya e non aggiungono alcun significato al film: prima c’è un notiziario e poi una trasmissione di pattinaggio artistico sul ghiaccio (quindi, al massimo, si sottolinea la monotonia della vita).

Per ora è l’unico film di Artemiev che mi è capitato di vedere. Di conseguenza, in qualità del lungometraggio posso consigliarvi un film dove egli compare – anche se brevemente – da attore: «Daddy» di Vladimir Mashkov (uscito nel 2004).

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