Cosa vi ho nascosto:

Lo scatto di una foto impossibile

(11 gennaio 2020)

La chiesa veneziana Santa Maria dei Miracoli (semplicemente Miracoli nel linguaggio popolare locale) fu costruita negli anni 1481–1489 sul progetto dell’architetto Pietro Lombardo (aiutato in questa occasione dai figli). È una chiesa bella, una delle più interessanti che io abbia mai visto in Italia, che ha anche una particolarità fastidiosa: è praticamente impossibile da fotografarla da fuori. Trovandosi infatti a brevissima distanza da tutti i palazzi circostanti, non rientra interamente in un obiettivo normale. Con un Canon EF 28–80 mm II, per esempio, il miglior risultato possibile è questo:

[foto scattata dal sottoscritto in occazione della visita di agosto]
Certo, si potrebbe utilizzare un obiettivo grandangolare, ma in tal caso la chiesa appare sulla foto con delle notevoli distorsioni.

Le foto con le distorsioni sono dunque finite su tutti gli album di architettura, sulle guide turistiche e sugli stock fotografici commerciali.

È dunque utile e interessante pubblicizzare i tentativi più fortunati di affrontare la situazione.
Potrei, per esempio, fare l’esempio del fotografo russo Arsen Revazov che si è fissato, a un certo punto, con l’idea di dover fotografare la Santa Maria dei Miracoli in alta risoluzione e con meno distorsioni possibile. Potrebbe sembrare una sfida un po’ strana: effettivamente, pure l’occhio umano vede l’edificio (non solo questo in realtà) da un solo punto alla volta, adattandosi alla prospettiva e, dunque, alla distorsione delle proporzioni reali. Revazov, però, era interessato a catturare un valore assoluto, quelle proporzioni che non è in grado di percepire adeguatamente il nostro occhio imperfetto…
Insomma, ci aveva pensato per 4 (quattro) anni e nel 2016 ha finalmente trovato la soluzione.

Dal punto di vista tecnico, in estrema sintesi, il procedimento è stato il seguente. Ha preso la sua macchina fotografica Alpa 12 e ne ha fatto una modifica strutturale: ha aggiunto una seconda piastra per l’attacco al treppiede sopra, al posto del visore. E poi ha scattato due foto: la prima con l’obiettivo alzato sul piano parallelo rispetto alla facciata della chiesa (su Alpa l’obiettivo «scorre») e la seconda foto con la macchina fotografica capovolta. L’obiettivo utilizzato è un Schneider 58 mm.
Il risultato è rappresentato da due foto. Una è il campo lungo:

E la seconda è la facciata:

Come possiamo notare, in termini della distorsione il risultato raggiunto è quasi totalmente opposto ai risultati già comunemente noti. La parte alta dell’edificio assume una grandezza sproporzionata.
Di conseguenza, pare che la soluzione ottimale sia una: non impazzire con la ricerca delle soluzioni tecnologiche ma, semplicemente, mettersi d’accordo con qualche residente della zona e fotografare Miracoli da una finestra anziché dalla terra.

In ogni caso, entrambe le foto di Revazov sono disponibili in alta risoluzione su DropBox:
la prima foto
la seconda foto

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