Cosa vi ho nascosto:

Il glorioso hardware nazionale

(24 gennaio 2020)

Il venerdì scorso avevo scritto del programma cinese volto a introdurre l’uso obbligatorio totale del hardware e del software nazionali per tutti i lavori svolti per conto dello Stato.
Da oltre un anno anche in Russia si discute di un provvedimento del genere, ma non si è ancora arrivati a un obbligo totale e sistematico, nemmeno sulla carta. Il 21 dicembre 2019 è stato firmato l’ultimo, dal punto di vista cronologico, provvedimento in materia: l’ordinanza del Governo firmata dall’ex premier Dmitry Medvedev. L’atto introduce un divieto di durata biennale per l’acquisto dei sistemi di archiviazione di dati di produzione straniera destinati a coprire le necessità statali e municipali.
Dal punto di vista teorico, sono sempre stato contrario alle misure del genere per almeno due motivi:
1) il protezionismo non ha mai aiutato, da nessuna parte del mondo, a sviluppare dei prodotti o servizi di qualità elevata;
2) i monopolisti nazionali – figli del protezionismo – alzeranno in modo ingiustificato i prezzi, dando anche spazio alle situazioni di corruzione.
La realtà russa, però, è come al solito ancora più interessante. Oggi vi propongo due esempi concreti interessanti.
Iniziamo dalla azienda moscovita Mayak che produce delle «soluzioni per i network». Vediamo la scatola nella quale viene imballato e venduto il loro switch HW-AMUR-CE-68…

… e proviamo a staccare l’etichetta:

Mah… spero che almeno l’etichetta sia di produzione russa. Ma proviamo a vedere qualche altro prodotto del Mayak, per esempio questo:

Cosa potrebbe ricordarci? Probabilmente questo:

E ora passiamo al secondo esempio, ancora più interessante: l’azienda Bulat. Lo slogan ufficiale della azienda promette le qualità e funzionalità di livello corrispondente a quello dei produttori-leader mondiali.
Prendiamo dunque un prodotto del Bulat, lo switch BK-P6820:

Facciamo un altro piccolo atto vandalico e stacchiamo l’adesivo con il nome della azienda dallo switch stesso. Mi sa tanto che il nome della azienda-leader mondiale sia stato raschiato con uno strumento di produzione russa…

Il nome reale del produttore è stato raschiato anche sul pannello posteriore. Ma il nome del modello, però, è stato dimenticato al suo posto:

Proprio grazie a questa dimenticanza siamo ora in grado di svelare, senza alcun dubbio, il nome del leader mondiale.

Direi che la creazione dell’industria nazionale debba iniziare almeno dalla qualità del renaming.

Le rubriche: Elettronica, Russia

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