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La breve storia della parata

(9 maggio 2020)

Oggi, il 9 maggio 2020, sulla Piazza Rossa non ci sarà la tradizionale – e largamente nota per la sua portata quantitativa – parata militare dedicata alla vittoria nella Seconda guerra mondiale. Non ripeto il racconto sul perché della data: volendo lo potete rileggere in qualsiasi momento. Io, invece, oggi mi concentro sul fenomeno della parata.
La prima parata militare dedicata alla vittoria sulla Germania nazista si svolse sulla Piazza Rossa nel 1945, ma il 24 giugno quando a Mosca arrivarono alcuni ufficiali sovietici per la partecipazione e alcune bandiere naziste da buttare simbolicamente sotto le mura del Cremlino.

Dopo quella occasione, per vent’anni non c’era stata alcuna parata per il Giorno della Vittoria. Iosif Stalin prima e Nikita Chruščëv dopo si ricordavano troppo bene di quanto era costata la vittoria del 1945 e di quanto era stata miracolosa la loro permanenza al potere dopo il ritorno delle truppe sovietiche dal fronte. In particolare, Stalin temeva – non senza ragione – che i militari, organizzati e ormai ben allenati, appena tornati dall’Europa libera potessero decidere far crollare anche il regime casalingo. Per la fortuna di Stalin non era successo, ma la gente comune aveva comunque i ricordi freschi di tutti i disastri della guerra, compresi quelli verificatisi per merito dello Stato proprio.
Quindi la seconda parata sulla Piazza Rossa si era tenuta solo nel 1965, ormai all’inizio della epoca di Leonid Brežnev. Negli anni della sua leadership era iniziata la prima fase storica del culto della vittoria, un culto tanto forte da far pensare che la vittoria in una guerra sempre più lontana nella storia fosse la più grande conquisa dello Sato sovietico (dopo la rivoluzione ovviamente). Più avanzava la stagnazione, più era difficile produrre o trovare altre conquiste, e più diventava forte il culto. Inoltre, Brežnev coltivava un amore maniacale verso le decorazioni di ogni genere da appendere sul petto. I festeggiamenti iniziavano dunque a diventare sempre più pomposi, agli artisti di ogni genere si ordinavano sempre più opere sulla tematica della «Grande Guerra Patriottica». I destinatari del culto erano le persone di ogni età, genere e nazionalità.

Ma nonostante tutto ciò, la terza parata militare dedicata a quella vittoria sulla Piazza Rossa si era tenuta solo nel 1985. Per gli anni seguenti si potrebbe parlare di un certo indebolimento del culto. Infatti, l’URSS stava entrando nella epoca di grandi cambiamenti politici, sociali ed economici che in qualche modo avevano oscurato molte cose formali degli anni precedenti.

La quarta parata militare si era tenuta sulla Piazza Rossa nel 1990. Ne avevano partecipato direttamente 12.500 persone e 429 unità tecniche. E dopo quell’anno nello Stato erano iniziate le turbolenze vere.

La quinta parata si era tenuta sulla Piazza Rossa nel 1995. Quell’anno, però, sulla Piazza Rossa erano passati i veterani della Seconda guerra mondiale (ce ne erano ancora tanti in vita), mentre la parata militare si era svolta nei pressi del Memoriale militare di Mosca, nella zona ovest della città.

A partire dal 1996 la parata militare del 9 maggio sulla Piazza Rossa si svolge annualmente. Si tratta fin da quel momento di una scelta politica, dettata dalla disperata necessità di vendere alla opinione pubblica almeno una illusione di un grande successo nazionale e governativo. Dopo il 2000 si tratta, allo stesso tempo, anche di un modo di soddisfare le ambizioni «professionali» di Vladimir Putin. Egli, infatti, è sempre stato interessato quasi esclusivamente alla politica estera, ai rapporti con i leader di portata mondiale. Riuscire a ospitare almeno una parte di loro alla manifestazione della forza militare del proprio Stato è, per Putin, una delle soddisfazioni più grandi, ma a partire dal 2014 si tratta di una missione quasi disperata.
Nel 2020, infine, il mondo è stato colpito da un nuovo nemico invisibile, del quale conosciamo però bene il nome: COVID-19. La decisione di annullare la tradizionale parata è stata visibilmente difficile per Putin. Ma pure lui si era convinto della inopportunità di cancellare almeno questa situazione di grande ammassamento di persone. Solo alla fine di aprile si era finalmente deciso di sostituire la tradizionale parata con l’esibizione, sopra la città di Mosca, delle sole forze militari aeree.
Si dice la parata militare possa essere tenuta, quest’anno, nella data della nuova festa del 3 settembre. Oppure il 24 giugno, lo stesso giorno della prima parata storica del 1945. Ma, in ogni caso, non penso che possa diventare una nuova tradizione. Tra qualche anno pure il COVID-19 verrà sconfitto, quindi si potrà tornare vittoriosamente alle «sacre tradizioni» del passato.

Le rubriche: Feste, Russia

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