Cosa vi ho nascosto:

Il VPN più semplice

(29 ottobre 2020)

È da un po’ di tempo che non contribuisco alla alfabetizzazione digitale dei miei lettori. Ma, per fortuna, in questi giorni mi è stato ricordato un argomento importante.
Più o meno tutte le persone capaci di utilizzare il computer e di navigare sull’internet sanno che nella natura non esistono i siti web bloccati. Per esempio: più o meno tutti gli Stati del mondo prima o poi decidono di prendere l’esempio dalla Cina e di ostacolare l’accesso a qualche sito di torrent (per motivi legali), a qualche social network (per motivi politici) o a qualche altro sito (esercitatevi voi nell’inventare una motivazione). Ma noi, semplici consumatori dell’informazione, abbiamo la facoltà  di sbatterci  di disinteressarci delle macchinazioni statali e di navigare dove ci pare grazie all’uso di VPN.
Non mi assumo il compito di raccontarvi cosa sia il VPN (spero che lo sappiate) e passo subito al consiglio pratico.
Il VPN più semplice per da utilizzare per la normale navigazione quotidiana su tutti i siti che vogliamo è rappresentato, secondo la mia esperienza personale, dal plugin HOXX. È gratuito e molto più comodo rispetto ad altre soluzioni analoghe. Inizialmente era stato creato per il Firefox, ma ora esistono le versioni per tutti i browser più popolari.

Dopo avere scaricato il plugin (si può farlo anche dal sito ufficiale) e averlo installato, cliccate sulla sua icona in alto a destra del browser. Vi registrate gratuitamente e indicando i dati che preferite. A questo punto comparirà la lista deli Stati con gli IP dei quali potete navigare gratuitamente. Chi vuole, per esempio, fingere di essere un internauta del Singapore, lo faccia pure.

Ora è possibile navigare liberamente su tutti i siti prima bloccati, mascherare la propria collocazione geografica e criptare la connessione a internet.
Il plugin può essere «acceso» e «spento» tante volte quante volete. Solitamente, quando il browser viene chiuso, il HOXX si «spegne» (si disattiva) da solo.

Gli unici due aspetti che in qualche misura possono essere visti come «seccature» sono la richiesta di valutare il servizio e la domanda di circa la volontà di continuare a utilizzare la versione gratuita: compaiono spesso al momento della «accensione» ma si chiudono con un semplice click.

Ora siete ancora più liberi di prima.

Le rubriche: Internet

Tags: , ,

Può seguire i commenti a questo post via RSS 2.0.
Per ora ci sono 0 commenti

Commentare