Cosa vi ho nascosto:

Un sentiero semisegreto

(26 agosto 2021)

Come è già successo l’anno scorso – per dei motivi in parte largamente noti –, anche questo mio agosto è stato caratterizzato dai viaggi turistici abbastanza «smart». In particolare, nelle due settimane passate mi sono limitato allo studio delle montagne e di alcuni centri abitati nella zona di Lecco. Si è trattato comunque di una esperienza molto positiva. Appena trovo del tempo per selezionare le foto e scrivere i testi, ne parlerò, come da tradizione, nella sezione «viaggi» del mio sito. Già ora, però, vorrei mettere in evidenza una questione utile ai turisti e ai gestori delle infrastrutture turistiche.
Qualcuno dei presenti potrebbe conoscere il sentiero del Viandante: un bellissimo percorso di montagna che permette di camminare per quasi 50 km da Lecco a Colico lungo la sponda orientale del lago di Como. È un percorso in alcuni tratti facile e in altri abbastanza impegnativo, in alcuni tratti sarebbe anche adatto per le passeggiate relativamente tranquille con tutta la famiglia e in altri è un vero sentiero di montagna (che passa in mezzo alle foreste, sulle rocce e sui bordi dei dirupi). Ma è sempre un sentiero bellissimo che consente di visitare diversi paesi, borghi e castelli, stare in mezzo alla natura e contemplare dall’alto – a volte molto dall’alto – il lago di Como.
Ma, porco innominabile, lo stesso sentiero ha anche un grandissimo difetto: i segnavia fatti un po’ a cazius. A volte, per esempio, i segnavia spariscono improvvisamente proprio nei punti decisivi. Così, a Bellano, in mezzo a un incrocio periferico, troviamo un cartello con il nome del sentiero, ma non la freccia: quindi i turisti sono costretti a vagare per il paese a caso, in cerca di qualche altro indizio (ho incontrato diverse persone ugualmente disorientate e ho avuto l’occasione di dimostrare di non essere il caso più disperato al mondo…). Una situazione simile si osserva sul territorio di Fiumelatte (una frazione di Varenna) dove i segnavia sono posizionati talmente male da indurre un turista medio ad abbandonare il sentiero e finire sulla strada provinciale che passa molto più in basso.
Di conseguenza, ho ben due inviti da proclamare.
Prima di tutto, invito tutti gli amanti delle camminate a procurarsi in anticipo una buona mappa topografica e, in ogni caso, a mantenere sempre la massima concentrazione per riuscire a fare tutto il Viandante – o almeno il pezzo prescelto – senza sbagliare fastidiosamente strada.
In secondo luogo, invito gli addetti alla manutenzione del sentiero Viandante (ma esistono?) a risolvere, finalmente, la situazione brutta con i cartelli. Perché per ora sono gli escursionisti esperti (e tanto gentili) a salvare i propri colleghi futuri: lo fanno aggiungendo delle indicazioni utili ai cartelli incompleti esistenti con un pennarello:

Oppure indicando le destinazioni più cercate (si veda la freccia in alto) per non costringere qualcuno a fare chilometri di salite e discese in qualche direzione sbagliata:

Ma alcuni dei problemi critici descritti prima esistono ancora.
Detto tutto questo, ribadisco che il sentiero del Viandante è un percorso bellissimo sia dal punto di vista turistico che quello sportivo. Lo consiglio a tutte le persone adulte con le gambe forti e il carattere adatto.

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