Cosa vi ho nascosto:

UK di cento anni fa a colori

(2 ottobre 2021)

Quasi un secolo fa il fotografo americano Clifton R. Adams trascorse, sull’incarico della National Geographic, diversi anni nel Regno Unito per fotografare la vita quotidiana della popolazione locale. Viaggiò dunque per diverse città, paesi e fattorie.
Clifton morì nel 1934 all’età di soli 44 anni, ma riuscì comunque a lasciarci un preziosissimo archivio fotografico. Fanno parte di quest’ultimo anche le fotografie a colori scattate nel Regno Unito dal 1927 al 1934. Per realizzare le immagini a colori, in particolare, il fotografo utilizzò il metodo dell’autocromia (brevettato nel 1903 dai fratelli Lumière).
Il principio del suddetto metodo consiste nel colorare i grani di fecola di patate (circa 0,01 mm di diametro) di rosso-arancio per 3 parti, verde per 4 parti e blu-viola per 2 parti. Una comune piastra di vetro (utilizzata nelle macchine fotografiche di allora al posto della pellicola) era grande 13×18 cm e poteva «ospitare» sulla propria superficie utile circa 200 milioni di grani. Al vetro veniva dunque applicata una colla speciale, sopra la quale veniva spalmato uno strato sottile di grani setacciati. Inoltre, bisognava assicurarsi che i colori fossero distribuiti uniformemente su tutto il piano. Non ci dovevano essere delle senza stratificazioni. Lo spazio tra i grani veniva riempito di nerofumo. Infine, sopra veniva aggiunto uno strato di lacca e poi uno strato di fotoemulsione pancromatica.
La piastra preparata come appena descritto veniva posizionata con il lato di vetro rivolto verso l’obiettivo. La luce entrata dall’obiettivo si colorava passando attraverso i grani colorati e solo dopo cadeva sull’emulsione. Si doveva usare un filtro fotografico giallo per scattare le foto.
La luce passata attraverso il vetro preparato nel modo sopraindicato era attenuata di 60 volte rispetto a quella che si poteva ottenere con delle lastre non autocromatiche. Ma pure in queste condizioni era possibile fotografare, in una giornata di sole, con una apertura di 4 o 5 e un’esposizione normale di 2 secondi. Le foto venivano di una qualità alta ed erano facili da elaborare.
Bene, ora possiamo finalmente vedere alcune foto di Clifton R. Adams. La fonte scoperta da me ne contiene tante belle e interessanti. Per il presente post ho dunque selezionato solo una parte di quelle immagini, ma i lettori più interessati potranno vederle facilmente tutte.
Bambini che giocano sulla sabbia vicino a Yarmouth, un luogo di vacanza popolare sull’isola di Wight (1928):

Due ragazze inviano delle lettere: a Belfast nel 1927 (a sinistra) e sull’isola Wight nel 1928 (a destra).

I partecipanti al concorso «Britannia and her colonies and dependencies» seduti sull’erba a Southampton (1928).

Un contadino con il suo carro a Crowland (1928).

Due militari a Hythe nel Kent (1928) e due ragazze a Chillington (1928).

Due signore bevono il thè davanti al Clock House in Buckinghamshire che era originariamente un ospizio (1928).

I veterani, conosciuti come i Chelsea Pensioners, seduti sui gradini del Royal Chelsea Hospital di Londra (1928).

Un ritratto di alcuni boy scouts ad Abinger Hammer (un villaggio del Surrey situato tra Dorking e Guildford) durante un’escursione domenicale.

Una signora cammina lungo una via di Clovelly (a sinistra) e un bambino appoggiato al muro dell’albergo «The Cat and the Fiddle Inn» a Exeter (a destra) nel 1931.

I passeggeri del treno «Billy» utilizzato nella località balneare Margate nel Kent (1931).

Due bambini e una signora in piedi davanti a un cottage nell’Hampshire (1931).

Una parte della compagnia di Yeomen, conosciuti come Beefeaters, al Tower di Londra.

Un capo guardiano, un guardiano e un caposquadra posano alla Tower di Londra nel 1929.

Due giovani seduti sull’erba su una roccia vicino all’acqua nel villaggio di Rottingdean nell’East Sussex (1931).

E poi c’è anche un’altra fonte delle fotografie di Clifton R. Adams, dove le immagini sono altrettanto interessanti, ma non commentate. Ho scelto alcuni esempi anche tra quelle:






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