Cosa vi ho nascosto:

Gli indovini anonimi

(23 novembre 2015)

Ogni persona con un livello di istruzione digitale minimo sa benissimo che l’anonimato e un account web ufficiale sono due cose incompatibili. Di conseguenza, non sapremo mai il «parere ufficiale» dell’Anonymous circa i futuri attacchi dell’ISIL in Occidente. Ma non ci deve nemmeno interessare. Ci devono interessare le prove tempestive, documentate e verificabili.

In particolare, non vorrei che l’Anonymous decida, un giorno, di diventare un ennesimo predicatore (collettivo) della fine del mondo. Ce ne sono già abbastanza.

P.S.: bisogna pure precisare che la progettazione di un attentato non è sempre compatibile con l’utilizzo dell’internet, ma terroristi sono a) non dei grandissimi intellettuali; b) amanti di alcune comodità offerte dal XXI secolo.

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