Cosa vi ho nascosto:

L’archivio della rubrica «Auto»

MIMO 2021

È stato bellissimo vedere, la settimana scorsa, uno dei primi eventi pubblici post-(?)-Covid a Milano. Infatti, dal 10 al 13 giugno attorno alla piazza Duomo erano esposte i nuovi modelli dei produttori automobilistici partecipanti al MIMO-2021.
Ma, dato che senza la possibilità di salire (almeno quello!) sulle auto esposte è stato comunque un evento un po’ noioso, vi aggiorno su un interessante fenomeno culturale. Ebbene, almeno la metà dei russi pronuncia (e scrive in cirillico) il nome della Lamborghini con la «gi» invece che con la «ghi». Il produttore potrebbe quindi farsi pubblicità promuovendo l’inserimento del nome del marchio nei libri della grammatica italiana per gli stranieri. Gli studenti maschi – ma forse anche alcune femmine – saranno grati per un esempio pratico di larga popolarità (come a me e a molti miei compagni degli studi era piaciuto tantissimo, anni fa, il libro di un avvocato che menzionava tantissime auto e chitarre elettriche).

A tutti coloro che sono interessati alle auto esposte devo comunicare di non avere fatto in tempo a scattare molte foto. Ne ho scattata qualcuna Continuare la lettura di questo post »


Il subconscio alterato

È sempre curioso osservare come il mutamento della quotidianità influisca — mescolandosi con il bagaglio culturale personale — sul subconscio della persona. Per esempio: ieri sera, andando a casa, ho avvistato a un semaforo una macchina rara per le strade italiane. E il mio primo pensiero è stato: «finalmente sono arrivati i Covidbusters!»…

Alcuni attimi dopo ho riso e ho pensato che i quattro vecchietti hanno perso i riflessi di prima: sono arrivati un po’ in ritardo.
Oppure è meglio tardi che mai?


Un aggiornamento epocale

Il mondo automobilistico russo e il mondo (micro-, ma pur sempre esistente, a giudicare dalle mail che mi scrivono i visitatori del mio sito) degli amatori delle auto russe/sovietiche stanno per essere scossi. Fortemente scossi.
L’UAZ-452, in produzione dal 1965 senza delle modifiche particolari, sta per essere dotato – finalmente – dell’aria condizionata! Ma non preoccupatevi: tale aggiornamento clamoroso riguarderà solo la versione «camper». La produzione in serie dovrebbe partire «a breve».

Prevedendo già una nuova ondata delle domande sul come portare legalmente questa auto in Italia, inizio subito a preparare una guida dettagliata. Le persone non troppo pigre possono iniziare, nel frattempo, a organizzare una start-up che faciliti l’importazione, ahahahaha


Il controllo della qualità

Per puro caso mi è capitato di vedere un brevissimo video che confronta i modi di controllare la qualità di assemblaggio delle automobili in Germania e in Russia.

P.S.: non preoccupatevi che lo «Sputnik V» eventualmente dedicato all’Europa non verrà prodotto in Russia, ahahaha


L’autopilota di Tesla Model 3

Un tipo appassionato ha deciso di eseguire il test dell’autopilota (Full Self-Driving) della Tesla Model 3 cercando di andare da San Francisco a Los Angeles senza mai toccare il volante. Lo ha fato e ha filmato per noi tutto il processo. Il risultato è mostrato in un video accelerato che dura appena 15 minuti. I commenti in inglese sono dello stesso autore del test.

Il test è di una portata notevole, dato che la distanza percorsa è di quasi 400 miglia (poco più di 600 chilometri). Al momento della partenza la batteria della macchina non era completamente carica, quindi nel test sono state ricomprese due uscite dalla autostrada per raggiungere i punti di ricarica posizionati lungo delle strade provinciali. Nel corso di tutto il viaggio il volante è stato toccato solo una volta: già a Los Angeles il tipo si era spaventato per l’improvviso avvistamento di una grossa pietra davanti alla macchina (ma è successo ormai sul territorio di Los Angeles, quindi il test può essere ritenuto superato).
Insomma, si può dire che nonostante alcuni cambi di corsia inspiegabili, il Full Self-Driving funziona bene. Purtroppo, con la stessa convinzione si può anche dire che i fan italiani della Tesla ancora per molti anni si dovranno accontentare di vedere il Full Self-Driving solo su YouTube: il legislatore italiano non è particolarmente fiducioso della innovazione (in tutti i sensi).


Come vanno festeggiati i cambiamenti

Non tutti se ne sono ancora accorti, ma all’inizio dell’anno la Kia Motors Corporation ha cambiato il proprio logo:

Per festeggiare tale evento l’azienda ha organizzato uno show con dei fuochi d’artificio che è entrato nel Guinness dei primati per il numero dei droni utilizzati: ben 303 pezzi. Ma a noi non interessa la quantità dei droni. A noi interessa la loro sincronizzazione:


Per i collezionisti delle auto

Nei giorni scorsi mi hanno segnalato che su un noto sito specializzato europeo è stato pubblicato l’annuncio di vendita di un Moskvich-2137. L’auto si trova a Mantova e viene venduta a 16.500 euro.

Il modello in questione è un diretto «discendente» del Moskvich-408 (un modello diffusissimo nell’URSS ed esportato, ai suoi tempi, pure in alcuni Paesi europei). Dal punto di vista tecnico il Moskvich-2137 – prodotto dal 1976 al 1985 dalla fabbrica moscovita AZLK – non è proprio un capolavoro della industria automobilistica ma, almeno, ha un design esterno decente, tipico alle auto prodotte a cavallo tra gli anni ’60 e ’70. Inoltre, lo studio delle foto dell’esemplare in vendita mi porta alla conclusione che la vettura sia nelle condizioni molto vicine all’originale (l’unico pezzo palesemente moderno è la batteria, ma questo è normale).
Di conseguenza, penso che quella macchia possa essere interessante per i collezionisti e gli appassionati delle auto d’epoca. Al giorno d’oggi è un pezzo rarissimo a livello mondiale, quindi segnalatelo alle persone che si interessano all’argomento dal punto di vista pratico. Non mi azzardo a ipotizzare quanti altri Moskvich-2137 possano essere trovati in Europa…
O siete voi stessi dei collezionisti?..


Un bel loop

Moltissime persone in giro per il mondo sono erroneamente convinte che le auto elettriche non siano inquinanti. Capita: se non sai come (e/o da cosa) vengono prodotte l’elettricità o le batterie utilizzate nelle automobili, dormi meglio.
Ancora più persone sono convinte che le auto elettriche siano meno inquinanti di quelle con il motore a combustione interne. Tale categoria di persone è già molto più vicina alla verità. Ma il post di oggi non è dedicato nemmeno a questa teoria.
Volevo solo sottolineare un curiosissimo loop logico che è stato recentemente «raggiunto» in Germania. Solo ieri ho appreso la notizia del fatto che la battaglia giudiziaria dei verdi ha portato al blocco – pare, almeno per ora, temporaneo – della costruzione di una grande fabbrica della Tesla a Grünheide perché i lavori comporterebbero la deforestazione di una grande area. In sostanza, si tenta di difendere l’ecologia da una innovazione ecologica.
A questo punto non saprei se continuare a essere pessimista o provare a fare una piccola eccezione. Nel primo caso dovrei predire che l’idea dei piccoli sacrifici necessari odierni per il raggiungimento di un effetto positivo nel lungo termine sia troppo difficile per le teste fissate con la lotta contro ogni forma di progresso. Perché la natura, si sa, potrebbe subire dei mutamenti anche qualora si decida di costruire in mezzo a un deserto. Nel secondo caso, invece, potrei supporre che il caso venga prima o poi risolto con l’equivalente di una bella quantità di carta stampata di edizione statale.
Ah, no: non sono due ipotesi in contraddizione tra loro… E non potrei nemmeno stabilire quale delle due sia la «più» pessimistica.
Questo mondo è fatto così.


Da tenere in cantina

Nel 1929 l’ingegnere tedesco Engelbert Zaschka presentò a Berlino una automobile «pieghevole» di propria invenzione.

Si tratta di una auto leggera che poteva essere facilmente smontata o montata anche da una sola persona in massimo 20 minuti. Infatti, l’auto era composta da tre blocchi che dovevano solo essere collegati tra loro prima dell’uso. L’auto smontata poteva essere conservata in un qualsiasi locale. Continuare la lettura di questo post »


Dove è la concessionaria?

Ci sto pensando da anni: esiste un modo legale e relativamente semplice di comprare una auto della Formula 1 per l’uso personale?

Capisco che per essere utilizzata sulle strade comuni una macchina del genere avrebbe bisogno di essere completa almeno delle luci e dei supporti per le targhe, ma tutto questo non costituisce una modifica del veicolo particolarmente impegnativa dal punto di vista tecnico. Pure sulla Plymouth Prowler (la quale aveva alcune somiglianze estetiche) avevano ai tempi trovato lo spazio per tutti degli elementi obbligatori.

Quindi, secondo me, i produttori potrebbero fare contenti gli appassionati ricchi e mettere sul mercato le versioni «da strada» delle proprie macchine da Formula 1. Si potrebbe farlo almeno con i modelli vecchi, quelli che non contengono più dei segreti tecnici rilevanti per le vittorie sportive.