Cosa vi ho nascosto:

L’archivio della rubrica «Computer»

Windows ****** ** *******

Avvisto tutti gli interessati che l’ultimo aggiornamento del Windows 10 può impiegarci anche più di tre ore a installarsi e configurarsi (la durata affettiva dipende anche dal computer).
Spero che lo abbiate letto prima di avere compromesso questa vostra giornata lavorativa di inizio agosto. Ma anche prima di avere aggiornato i vicini sulla ricchezza del vostro bagaglio lessicale.
Io, nel frattempo, continuo a sperare che dopo 35 anni di esistenza la Microsoft impari, finalmente, ad avvisarci del tempo necessario per l’installazione degli aggiornamente. Almeno in un modo approssimativo.


La miglior password peggiore

Nei giorni scorsi ho scoperto – non so se per la prima volta nella vita – che il primo giovedì di maggio è la Giornata mondiale della Password.
E allora scriviamo qualcosa sull’argomento.
Per esempio: se qualcuno dovesse chiedervi un consiglio sul principio da applicare nella invenzione delle password, potete sempre indicare quello delle date importanti. Per esempio, in qualità di una password sicuramente non indovinabile potrebbe andare bene l’anno in cui Eric XI Eriksson tornò sul trono di Svezia dopo la morte di Canuto II.

E ora che avete chiuso l’articolo della Wikipedia, vi ricordo che i miei consigli sulle password efficaci non sono variati rispetto alla fine del 2018. Controllate se siete protetti bene.
E ricordatevi di cambiare ogni tanto le vostre password.


La Giornata mondiale del backup

Ricordo a tutti i lettori che a partire dal 2011, tutti gli anni, il 31 marzo si celebra la Giornata mondiale del backup.
Perdere i propri file è un gravissimo rischio, quindi il backup andrebbe fatto con una periodicità maggiore di una volta all’anno. La Giornata di oggi potrebbe però essere una ottima motivazione per rivedere e aggiornare tutti i propri archivi, avviando dunque una sessione del controllo completo straordinario. Se oggi siete al lavoro, fatelo con i file aziendali (soprattutto se ciò rientra nelle vostre mansioni professionali), mentre per i dati personali scrivete un promemoria per il primo giorno libero che avete.
Le regole fondamentali del buon backup sono:
1) salvare i dati in tre esemplari (l’originale e tre copie);
2) una delle copie di riserva va tenuta su un disco esterno e l’altra in un deposito online protetto (per esempio, in cloud);
3) non tenere tutti e tre esemplari (o entrambe le copie) nello stesso luogo;
4) autorizzare il backup automatico quando è possibile (una misura da aggiungere e non sostituire alle prime tre, già realizzabile sulla maggioranza dei computer e smartphone).
I file non sono delle regine, li salveremo solo noi!


L’Android su un PC

Tempo fa avevo già scritto di essere un caso unico o, almeno, rarissimo: essendo nel 2017 passato da un cellulare d’epoca direttamente a un iPhone, non sono mai stato un utente dell’Android. A eccezione delle rarissime occasioni in cui qualche persona non giovanissima mi aveva chiesto un aiuto per la impostazione di uno smartphone, non ho dunque mai avuto la sfortuna di dover interagire con quell’equivoco informatico. Ma sono comunque rimasto incuriosito dalla notizia che ora l’Android è utilizzabile anche in qualità di un sistema operativo per il personal computer (sì, al posto del Windows).

Google non si è ancora deciso di fare la concorrenza alla Microsoft sul campo delle OS per il PC, ma un gruppo di programmatori appassionati volontari è riuscito a adattare una versione dell’Android già esistente al computer. Il prodotto semi-artigianale supporta l’Ethernet, il Wi-Fi, il Bluetooh, le scede audio e video, le webcam e molte altre cose.
Inoltre, è stato creato un emulatore che permette di lanciare le app per il processore ARM sul processore x86.
A giudicare dagli screenshot pubblicati, funzionano pure i vari servizi del Google.

Il nuovo sistema operativo – chiamato Android-x86 – può essere installato sul disco fisso di un computer oppure essere avviato da una chiavetta USB.
Gli ISO delle varie versioni dell’Android-x86 possono essere scaricate dal sito ufficiale del progetto: https://www.android-x86.org/
I più curiosi possono provare il nuovo giocattolo.
I più razionali, invece, possono finalmente decidere di passare alla MacOS.


Cina senza il software americano

Qualche tempo fa ho letto della decisione del Governo cinese di abbandonare l’uso del software e del hardware americani negli enti statali e nelle aziende che lavorano per tali enti (penso che si tratti a questo punto di almeno la metà dei computer utilizzati sul territorio cinese). Formalmente si parla di tutto il software straniero ma, considerata l’intenzione di sostituire anche il sistema operativo, è facile individuare la «vittima» principale che ci perderà più di tutti gli altri (quindi l’azienda che ha almeno un suo prodotto su ogni computer cinese). Entro la fine del 2022 sui computer degli enti statali non deve rimanere nemmeno una copia del Windows.
Il programma statale di sostituzione dei prodotti stranieri si chiama «3—5—2»: si intende di sostituire il 30% del hardware e del software entro la fine del 2020, il 50% nel 2021 e il restante 20% nel 2022.
La volontà di certi Stati di isolarsi dal mondo sviluppato non mi è mai stata tanto chiara e non è di essa che vorrei scrivere. Nell’ottica della notizia di cui sopra, mi interessano tanto le conseguenze della scelta cinese sul futuro della industria dei computer.
La Xiaomi e la Huawei sanno già produrre i computer di qualità accettabile e venderli a prezzi competitivi. Resta dunque creare un sistema operativo abbastanza comodo da poterlo fare usare da subito a una altissima quantità di lavoratori cinesi.
Tra parentesi: sono sicuro al 99% che il nuovo sistema operativo sarà creato sulla base di Linux. Addirittura, potrebbe essere una nuova versione del Deepin Linux elaborato dalla Huawei in seguito alle sanzioni statunitensi. Parentesi chiusa.
E ora pongo la grande domanda: se in Cina riescono a creare un sistema operativo comodo, poco costoso e testato su milioni di utenti obbedienti, il mercato occidentale come reagirà?
Insomma, oltre a studiare il cinese (c’è chi lo consiglia già da anni), vi conviene anche informarvi sulle funzionalità del Linux.


Ciao Windows 7

Ricordo a tutti gli interessati che il martedì 14 gennaio la Microsoft cesserà di pubblicare gli aggiornamenti della sicurezza del Windows 7. Quel giorno diventerà dunque la data di morte ufficiale della «7». A tutti i gerontofili digitali che vogliano continuare a utilizzare il suddetto sistema operativo, io potrei consigliare due cose:
1) scaricate e installate tutti gli aggiornamenti disponibili,
2) dopo il 14 gennaio evitate i contatti del vostro computer con l’internet e con i dispositivi di archiviazione esterni (chiavette usb, hard disk esterni, varie schede SD etc.).
Se non siete dei sistemisti di un impianto industriale a regime speciale e, di conseguenza, del tutto logicamente giungete alla conclusione che il rispetto del secondo punto rende quasi inutile il computer dotato del Windows 7, seguite pure il mio saggio consiglio. Con tanta serenità migrate verso il Windows 10: a differenza del Windows 8, il 10 è un sistema operativo bello e comodo.
Avete tutto il weekend per decidere e organizzarvi.
P.S.: giustamente, qualcuno potrebbe chiedermi: come aggiornare gratuitamente il Windows 7 a Windows 10 nel 2020?
Ebbene, è possibile ed è facilissimo. Continuare la lettura di questo post »


Il montaggio video

Un mese fa avevo scritto dei tre metodi di creare i video-screenshot sul computer e, parlando di un software gratuito, avevo detto di conoscerne uno bello e gratuito per il montaggio dei video. Finalmente mi sono ricordato di scriverne.
Il programma si chiama VSDC Free Video Editor (esiste anche la versione Pro a pagamento, ma un utente medio, occasionale o comunque non professionista nell’ambito cinematografico può benissimo farne a meno). Non sostengo che sia il migliore o l’unico nel suo genere. Semplicemente, è stato il primo programma che mi ha soddisfatto in tutti i sensi e dunque ho evitato, dopo averlo scoperto, di cercarne altri.
Le principali funzionalità del programma si trovano facilmente e si riconoscono già sulla prima schermata (e io non mi ricordavo nemmeno che si potessero fare pure i video-screenshot):

Per creare un video partendo dalle immagini già acquisite (video e/o foto) bisogna creare un nuovo progetto. Conviene compilare bene subito la form che compare: Continuare la lettura di questo post »


Come fare un video screenshot

Alcuni giorni fa ho avuto bisogno di creare un video screenshot (la registrazione video di quello che accade sullo schermo) sul computer… Mi sembra che in tutta la mia vita sia stata appena la seconda o la terza occasione di doverlo fare, quindi, ovviamente, non mi ricordavo assolutamente come si facesse. Inoltre, attualmente non sono in grado di immaginare se e quando mi possa capitare ancora di doverlo fare. Per me futuro o per voi che leggete nel vostro presente, pubblico le mie scoperte tecniche in materia dei video screenshot.
Considerando che la creazione di quel tipo di video è per me una necessità molto rara, ho escluso sin da subito tutti i programmi a pagamento. Sempre da subito ho escluso le versioni-prova gratuite dei programmi a pagamento (per esperienza so che possono aggiungere dei grossi watermark oppure imporre delle restrizioni sulla qualità o dimensioni del video).
Di conseguenza, al giorno d’oggi mi sono noti tre metodi meritevoli di attenzione di creare i video screenshot.
Metodo № 1. Con grande stupore ho scoperto che tale funzionalità è già inclusa nel Windows 10. Se premete i tasti WIN+G, sullo schermo appaiono i comandi necessari:

La funzionalità è molto semplice da usare; è possibile scegliere se registrare anche la voce; il tasto stop e sempre presente sullo schermo ma non viene incluso nel video. La registrazione parte 3 secondi dopo il click sul «record».

Penso che questo metodo possa andare bene per gli utenti occasionali poco esigenti, mentre io ho riscontato alcuni problemi tecnici. Un video di 19 (diciannove) secondi in formato mp4 pesa 8,02 MB (ma ha la velocità dati 3017 kbps e 20,16 fotogrammi al secondo). Inoltre, dal video sono scomparsi alcuni elementi che ci dovevano essere (continuando con il presente post capirete quali).

Metodo № 2. Ancora più sorprendente è stata la scoperta della interessante funzionalità del Power Point. Continuare la lettura di questo post »


La differenza fondamentale

Le istituzioni e gli enti statali statunitensi non possono più acquistare e utilizzare i prodotti di Kaspersky. Il divieto temporaneo in vigore dal 1 ottobre 2018 è dunque diventato definitivo.
Posso capire gli autori del divieto: non possono tollerare un minimo dubbio quando si tratta della sicurezza nazionale. Non tanto per l’ipotesi fantasiosa che gli Stati Uniti possano essere cancellati dalla faccia della Terra solamente grazie alle presunte funzionalità nascoste di un antivirus, ma per una questione di responsabilità. A chi di voi piacciono troppe responsabilità? Chi non cerca di minimizzare i relativi rischi?
Allo stesso tempo vorrei ricordare a tutti che un cittadino comune che ci tiene alla propria salute psichica non può tollerare le paranoie nella propria testa. Tutti giorni utilizziamo una molteplicità di programmi sui computer e telefoni personali, ci attacchiamo al WiFi pubblico, ci spostiamo nei luoghi sorvegliati da telecamere, parliamo a voce più o meno alta dei fatti personali, banalmente cazzeggiamo su Facebook. E allora perché dovremmo pensare male di un antivirus specifico?
La cosa molto più sensata e utile consiste nell’imparare a impostare le corrette misure di sicurezza sui propri dispositivi digitali. Potrei scriverci un manuale sull’argomento (prima trovando qualcuno che possa pagarmi quelle settimane di lavoro), ma pubblicandolo a parte.


I bug celebrali moderni

La conferenza europea dei programmatori in PHP – la quale avrebbe dovuto svolgersi dal 4 al 6 ottobre a Dresda – è stata annullata per un motivo interessantissimo. Gli organizzatori sostengono di non avere trovato alcun relatore non bianco non uomo. E questa sarebbe una brutta manifestazione del razzismo.
Allo stesso tempo gli organizzatori scrivono che avrebbero ammesso tutte le persone intenzionate a tenere una propria relazione, ma solamente gli uomini bianche si sono registrati come candidati. Alla scoperta del fatto, alcuni dei relatori già approvati hanno disdetto la propria partecipazione (non chiedetemi perché: certe idee mi sembrano veramente incomprensibili). La conferenza si è dunque disintegrata prima di iniziare.
Ecco, a questo punto io avrei due grandi domande.
Prima di tutto: perché gli organizzatori non hanno cercato una afrotedesca disabile originaria della America Latina, possibilmente anche lesbica e femminista? Avrebbero potuto darle un foglietto con il testo di una relazione qualsiasi e un po’ di soldi. E la conferenza sarebbe stata salvata.
La seconda domanda: certi personaggi non capiscono che la cancellazione di una conferenza a causa della presenza di soli bianchi è già una manifestazione di razzismo? Preciso che per me il razzismo non è una graduatoria delle persone fatta in base alla razza, ma il solo semplice fatto della distinzione delle razze (ma è un argomento complesso, prima o poi ne parlerò in un testo a parte).
Trovo veramente strano il fatto che quei programmatori siano così poveri delle capacità logiche necessarie per la soluzione di un problema banalissimo.

P.S.: beh, tanto le conferenze a me utili si tengono tutti i giorni sui forum specializzati.