Cosa vi ho nascosto:

L’archivio della rubrica «Cultura»

La musica del sabato

Il gruppo russo rave-pank Little Big ha pubblicato, il 4 giugno, un nuovo video epocale. La maggioranza dei miei lettori dovrebbe ricordare, purtroppo, la canzone originale che viene presa in giro:

Evito di postare l’originale soprattutto perché non corrisponde ai miei gusti musicali. In qualità del secondo video musicale metto, invece, quella canzone dei Little Big con la quale sono diventati largamente noti anche fuori dalla Russia. Si tratta della canzone «UNO», scritta per la partecipazione (non avvenuta per dei motivi ovvi) all’Eurovision 2020:

Non tendo però a sopravalutare le qualità musicali del gruppo: per me è soprattutto una fonte dello humor audio-visivo.


Rezo Gabriadze

La domenica 6 giugno è morto all’età di 84 anni lo sceneggiatore, drammaturgo, regista, artista e scultore georgiano Rezo Gabriadze. A differenza della maggioranza degli italiani, i miei lettori più fedeli dovrebbero conoscere (e potrebbero ricordare) alcuni dei cortometraggi di Gabriadze che mi era capitato di postare anni fa in una rubrica cinematografica.
E allora dedico ancora una volta il post del venerdì a questo simpatico personaggio della cultura: merita di essere ricordato.
Considerata l’occasione, potrebbe essere ricordato con uno dei cortometraggi che sono contengono un po’ di tristezza, ma anche un po’ di allegria: «La farfalla» del 1977.

Prima o poi, quando trovo abbastanza tempo, faccio i sottotitoli italiani a quei cortometraggi della serie che non ho ancora postato a causa della questione linguistica.


La musica del sabato

Il compositore Domenico Scarlatti fu italiano, ma passò quasi tutta la sua vita professionale tra la Spagna e il Portogallo (e fu influenzato molto dalla musica popolare spagnola). Lavorò all’epoca della prevalenza stilistica del barocco, ma con le proprie composizioni influenzò principalmente il classicismo musicale. Compose molto, ma al giorno d’oggi è noto prevalentemente per le sue sonate (che hanno avuto una certa influenza sulle tecniche moderne del suonare il pianoforte). E allora dedico il post musicale odierno proprio alle sonate di Scarlatti.
Inizio con la Sonata in Si minore (L. 449), suonata da Leonard Gilbert all’Arthur Rubinstein Piano Master Competition (maggio 2011, Tel Aviv):

E poi continuo con la Sonata in Re minore (K 141), suonata da Martha Argerich:

Arriverà il giorno in cui metterò anche qualche composizione di genere diverso di Domenico Scarlatti.


La musica del sabato

Un giorno mi sono improvvisamente ricordato che anni fa (tanti, ormai), durante l’adolescenza, nella mia vita era capitato un periodo in cui mi piaceva Bryan Adams. Non so proprio perché quell’interesse sia completamente sparito dalla mia memoria. Probabilmente, è una questione di vecchiaia: le mie preferenze musicali si sono ormai «stabilizzate» da tempo.
Ma siccome in questo specifico caso si tratta di un ricordo più positivo che negativo, non posso non onorarlo nella mia rubrica musicale.
La prima canzone di Bryan Adams scelta per il post odierno è la «Run to You» (dall’album «Reckless» del 1984):

E la seconda canzone è la «I Do It For You» (facente parte della colonna sonora del film «Robin Hood: Prince of Thieves» del 1991):

Forse un giorno proverò a vedere cosa abbia fatto negli ultimi anni…


Il deepfake cinematografico

L’azienda britannica Flawless ha prodotto il software TrueSync, il quale sincronizza la mimica degli attori con il doppiaggio. Proprio così: i doppiatori pronunciano il testo, mentre il programma «adegua» i movimenti dei volti degli attori alla lingua diversa da quella originale. In sostanza, l’uso del machine learning (per l’analisi della mimica degli attori) ora permette di portare il famoso deepfake anche a questo livello. Questo video mostra come funziona il sistema:

Boh, non so ancora come reagire a questa manifestazione del progresso. I doppiatori diventeranno degli attori a «pieno titolo» non dovendo più cercare di adattarsi alla mimica degli attori? Gli spettatori avranno una giustificazione in più per non approfondire la conoscenza delle lingue straniere? Le persone residenti negli Stati diversi avranno la sensazione di avere visto dei film diversi con lo stesso nome? Gli attori verranno apprezzati diversamente nelle zone linguistiche diverse del pianeta? O, semplicemente, sarà un po’ più comodo vedere i film stranieri?
Vedremo…


La musica del sabato

Nella cultura popolare contemporanea la figura del compositore tedesco Georg Philipp Telemann viene spesso in un certo senso «oscurata» dai suoi grandi contemporanei: per esempio, Johann Sebastian Bach. Ma è un fenomeno infinitamente ingiusto. Bisogna tentare di correggere un po’ la situazione…
In oltre sessant’anni di attività Telemann compose tantissimo e, soprattutto, riuscì a seguire con successo tutta l’evoluzione della musica classica che si manifesto nel corso della sua vita. Di conseguenza, è quasi inutile scegliere qualcosa di rappresentativo. E allora vado [quasi] a caso.
Inizio con il concerto per tromba, archi e basso continuo (composto tra il 1708 e il 1714):

E poi continuo con il concerto per viola, archi e basso continuo (composto tra il 1716 e il 1721):


La musica del sabato

Per fortuna, nella vita sono «riuscito» a evitare l’uso degli smartphone con l’Android in generale e di quelli della Samsung in particolare. Di conseguenza, non conosco benissimo tutti i loro suoni. Ma mi sembra comunque vero che sia stato il gruppo svedese «Dirty Loops» a registrare la melodia della Samsung «Over the Horizon». Il brano originale è «Over the Horizon 2016: Samsung Galaxy Brand Sound»:

Del resto, il gruppo non sembra – almeno per ora – particolarmente interessante. Solo per tradizione aggiungo la seconda canzone del post. Per esempio, potrebbe essere la «Breakdown»:


La musica del sabato

Recentemente [molto recentemente] ho pensato: perché ho postato così poche opere liriche nella mia rubrica musicale?
Non saprei… Ma non è mai tardi rimediare! Quindi oggi posto l’opera in un atto unico «Il banchetto durante la peste» del compositore russo Cezar Kjui. È possibile attivare i sottotitoli in inglese.

Quando scelgo a caso, succede un po’ così, ahahaha


Da cannibale a imperatore

Qualcuno dei presenti potrebbe ricordare che oggi è il duecentesimo anniversario della morte di Napoleone Bonaparte. Tale data storica è, secondo me, un buon pretesto per sfatare uno dei piò grandi miti legati alla figura del suddetto personaggio storico.
Penso che sia capitato a molti di leggere, almeno una volta nella vita, dei titoli giornalistici pubblicati sulla stampa francese nei giorni del ritorno di Napoleone dalla isola d’Elba. Mentre Napoleone si stava avvicinando a Parigi, i giornali avrebbero pubblicato questa sequenza di comunicati:
1. L’antropofago è uscito dalla sua tana.
2. L’orco della Corsica è appena sbarcato al Golfo di Juan.
3. La tigre è arrivata a Gap.
4. Il mostro ha dormito a Grenoble.
5. Il tiranno è passato per Lyon.
6. L’usurpatore è stato visto a sessanta leghe dalla capitale.
7. Bonaparte avanza a grandi passi, ma non entrerà mai a Parigi.
8. Napoleone sarà domani sotto i nostri bastioni.
9. L’imperatore è arrivato a Fontainebleau.
10. Sua Maestà Imperiale e Reale ha fatto il suo ingresso ieri nel suo castello delle Tuileries in mezzo ai suoi fedeli sudditi.
Ebbene, si tratta di un grandissimo esempio di fake news. Si distingue dagli altri solo per il fatto della notorietà del suo autore: Alexandre Dumas (padre). Nella vita reale tale sequenza di comunicati non è mai esistita.
Ma, in ogni caso, aggiungo anche una mappa:

Purtroppo o per fortuna, ognuno ha la possibilità di riscrivere la storia modiale un po’ come gli pare…


I monumenti sulle panchine

I sostenitori della esistenza del cosiddetto «governo mondiale» potrebbero prendere in considerazione una nuova — poco ovvia — conferma della ragionevolezza delle loro teorie complottistiche. È probabile, infatti, che sia stato proprio il suddetto governo a ordinare l’installazione in tutte le città del mondo dei monumenti molto simili tra loro. Intendo quei monumenti costituiti dalla scultura di un personaggio storico seduto su un lato di una panchina. Pochi giorni fa ho scoperto un esemplare abbastanza recente pure a Milano:

Non faccio nemmeno finta di conoscere il poeta bulgaro Pencho Slaveykov, ma mi limito a constatare che lo scultore stava Continuare la lettura di questo post »