Cosa vi ho nascosto:

L’archivio della rubrica «Elettronica»

Le cifre in rilievo

Le cifre e altri caratteri in rilevo sulle carte bancarie inizialmente avevano un senso pratico particolare. In sostanza, al momento del pagamento la carta veniva appoggiata sul piano di una particolare pressa, sopra la carta venivano appoggiate alcune copie di un modulo prestampate alterate con la carta di carbone, dopo di che veniva azionata la pressa. In questo modo venivano ottenute più copie dello stesso modulo di uno scontrino o fattura. Una copia rimaneva al possessore della carta, una al fornitore del bene o del servizio e una veniva spedita alla banca.
So che in alcuni posti (anche in alcune cittadine degli USA!) questo modo molto antiquato di giustificare i pagamenti con una carta bancaria è stato utilizzato fino alla fine degli anni ’90. E non penso che oggi qualche banca si dimostri disponibile ad accettare una stampa di questo tipo.

Ma la vera domanda è un’altra. Perché ora, nel XXI secolo, si continua a produrre le carte bancarie con i caratteri in rilevo? Tutte le informazioni necessarie sono ormai contenute sulla striscia magnetica e sul chip: possono essere trasmesse in via elettronica e, in caso di necessità, anche stampate in un modo a noi abituale.
Anzi, una soluzione ancora più moderna sarebbe quella di abolire le carte bancarie. Tanto, si può fare tutto con il telefono.


L’Occhio della Provvidenza

Non so se tutti hanno già appreso questa notizia tecnologica di dicembre: «A New Satellite Can Peer Inside Buildings, Day or Night». Io ho alcuni dubbi in merito a questa «innovazione», ma la gente paranoica può iniziare comunque a cercare o costruire qualche catacomba «sicuro» per viverci.
In sostanza, l’azienda statunitense Capella Space sarebbe in grado di ottenere dal proprio satellite delle immagini super dettagliate della superficie terrestre. Attualmente un pixel delle loro immagini corrisponde a un quadrato di 50×50 cm, ma in breve si aspetta di arrivare alla risoluzione di almeno 25×25 cm. Il satellite è in grado di riprendere lo stesso oggetto per una durata di tempo dai 20 ai 60 secondi.
Ma l’aspetto più interessante è il modo dichiarato di ottenere le immagini. Infatti, non vengono utilizzate delle semplici fotocamere. L’immagine si verrebbe ottenuta dal radar, il quale invia nel punto desiderato un potente radiosegnale e poi elabora i dati ottenuti. Trattandosi, appunto, di un radiosegnale, è possibile ottenere le immagini anche di notte o nelle condizioni di nuvolosità. Inoltre, come si sostiene, il radiosegnale sarebbe oltrepassare le mura (e i tetti) degli edifici, quindi si potrebbe vedere cosa succede dentro…
Insomma, a me sembra più una opera fantascienza, ma, comunque, una opera interessante.


In ogni caso, gli obiettivi della azienda sono puramente commerciali. Le immagini di maggiore definizione possono essere vendute solamente alle agenzie governative americane, ma quelle di qualità un po’ inferiore possono essere vendute anche ai clienti privati.


La prevedibilità

Ahahaha, ho vinto la scommessa con me stesso!
La Samsung imita [ancora una volta] la Apple: il nuovo modello Galaxy S21 Ultra non avrà il caricatore nella confezione. Evviva il coraggio di fare per primo / l’avidità ecologica / il riconoscimento del fatto che la gente ha troppi caricatori in casa! (sottolineare la versione preferita)

Comunque, non è l’unico (e nemmeno il principale) motivo per il quale provo pietà e compassione verso gli utenti dell’Android e del Samsung…


Una funzione da inventare

Su questo pianeta ci sono pochissime persone autorizzate a telefonarmi (soprattutto senza preavviso). Le telefonate provenienti da tutte le altre persone (a meno che queste ultime non mi conoscano ancora troppo poco) sono automaticamente classificate come spam vocale. L’organizzazione mentale e lavorativa mi rendono molto più comoda e facile la comunicazione tramite i messaggi di testo.
Una volta in x anni, però, anche le persone non autorizzate hanno qualcosa di importante da comunicarmi necessariamente a voce. Le vere necessità accadono proprio con quella frequenza, ma accadono.
Di conseguenza, negli smartphone mi manca una funzione importantissima: la possibilità di inviare o ricevere una richiesta di conversazione audio/video. Una funzione che me permetterebbe di accettare, indicare la fascia oraria ottimale e/o, eventualmente, rifiutare.


Il cane salvato

Scrivono che la Hyundai Motor stia acquistando la Boston Dynamics.
Cosa ci potrebbe essere di negativo in questo evento? Per esempio, il fatto che la Hyundai Motor si specializza nella produzione dei robot con le ruote. Quindi in futuro rischiamo di vedere meno video curiosi con dei «cani» metallici etc.
Cosa ci potrebbe essere, invece, di positivo sempre nello stesso evento dell’acquisto? Per esempio, il fatto che ultimamente la Boston Dynamics perdeva milioni di dollari all’anno. Quindi il mancato affare ci avrebbe dato la certezza di non vedere più altri video prima o poi.
Per il resto, non è una notizia capace di influire sulla nostra vita.


Un suggerimento al progresso

Ormai da alcuni anni sul mercato sono disponibili i giubbotti riscaldati: se cercate su Amazon o altri siti di e-commerce, ne trovate diversi modelli. Non quanto bene funzionino, ma il fatto rimane: esistono.

E ora poniamoci una domanda logica: perché non esistono ancora le mascherine [anche mediche] riscaldate? Visto che, nonostante l’entusiasmo collettivo per i primi successi nella ricerca del vaccino anti-Covid, dovremmo tenerci le fastidiose mascherine ancora per un po’, speriamo almeno che qualcuno inventi un modello adatto per l’inverno. Specialmente per le giornate di neve.


Forse sopravvive

L’americano Qualcomm, il più grande produttore dei processori per i dispositivi mobili, ha ottenuto l’autorizzazione del governo statunitense per fornire i chip 4G alla Huawei. Tale notizia va letta nel contesto di altre due, più datate: 1) il divieto per le aziende americane, vigente dal maggio 2019, di fornire le tecnologie ai produttori cinesi; 2) la conseguente decisione dei produttori di elettronica cinesi di utilizzare i processori della Samsung.
In sostanza, almeno ora l’amministrazione del presidente uscente ha capito che nel mondo globalizzato una guerra economica contro un altro Stato può facilmente trasformarsi in un suicidio economico. Così, per esempio, la «punizione» della Cina poteva comportare la fine di una grande azienda americana (la Qualcomm, appunto). Ma Trump, probabilmente, non può ammetterlo. Come non può nemmeno ammettere di avere permesso di evadere un proprio divieto.
Non so se e come la guerra economica con la Cina continuerà anche dopo l’insediamento del prossimo presidente. Ma sono sicuro al 99% che seguiranno altre autorizzazioni speciali per le aziende americane. Almeno dal punto di vista tattico sarà una scelta giusta. Allo stesso tempo dubito che qualsiasi presidente futuro sia capace a prendere le decisioni strategiche finalizzate alla creazione di un sistema produttivo nazionale che possa fare la concorrenza a quello cinese. (E nell’Unione Europea non si può nemmeno sognarlo.)


Sarà una nuova tendenza

Come probabilmente sapete, l’altro ieri la Apple ha presentato i nuovi iPhone 12. Nel corso della presentazione è stato comunicato un dettaglio al quale dovrebbero prestare attenzione anche coloro che non sono dei fan (o semplicemente utenti) del marchio.
Infatti, più o meno tutti i giornalisti che scrivono dell’elettronica si sono già in qualche modo scandalizzati per il fatto che la Apple abbia deciso di non includere più nelle confezioni degli iPhone il caricatore i gli auricolari: verrà fornito solo il cavo usb (quello del formato della Apple, il type-C – Lightning). Tale scelta è stata ufficialmente giustificata dal fatto che si riuscirebbe a fare le scatole di confezione più piccole e, dunque, più ecologiche. E, con una certa logica, a prima vista questo potrebbe sembrare solo una ennesima manifestazione della famosa avidità della Apple: è noto che gli accessori di quest’ultima costano tanto, quindi costringere tante persone a comprarli a parte è una garanzia delle entrate aggiuntive.
Ma, come al solito, la verità è come quella figura tridimensionale illuminata da più lampade che avete sicuramente visto su molti meme diffusi su internet. Da una parte, dobbiamo ricordare che fino a oggi la Apple ha sempre fornito assieme agli iPhone i caricatori più «lenti» tra gli esistenti: quelli da 5V. Quindi l’utente che voleva caricare il telefono in meno tempo doveva comprarsi un caricatore con l’output maggiore. Dall’altra parte, chi comprava un iPhone nuovo non aveva alcun motivo di buttare via il caricatore, il cavo usb (che può essere attaccato al caricatore o essere utilizzato da solo) e gli auricolari comprati assieme al modello precedente. Nelle case dei fan dell’iPhone si accumulavano dunque gli accessori nuovi spesso mai utilizzati.
E ora, improvvisamente, proviamo a vedere come sono messi gli utenti dell’Android. Come ben sapete, già da diversi anni – più di dieci, mi sa – tutti gli smartphone con l’Android hanno lo stesso attacco per il caricatore (usb type c). Ogni volta che viene comprato uno smartphone nuovo, anche qualora dovesse trattarsi sempre delle marche diverse, alla collezione personale dell’utente si aggiunge un nuovo caricatore tecnicamente identico a quello del telefono precedente.
Cosa possiamo dedurre da questa osservazione? Possiamo dedurre che pure la scelta della Apple appena trattata – come moltissime altre negli anni passati – sarà presto imitata da altri produttori degli smartphone. Questa volta seguire la moda non costerà nemmeno tanto…
Preparatevi e non buttate via gli accessori funzionanti.


Che svista…

Il 24 settembre l’Amazon ha presentato una serie di nuovi prodotti, tra i quali era presente anche il drone-guardiano Always Home Cam (prodotto dalla società controllata Ring). Il principio di funzionamento del drone è abbastanza semplice: quando, in assenza del proprietario, qualcuno entra in casa, il drone invia un avviso sul suo telefono o tablet, si stacca dalla propria doc-station e vola verso l’ospite indesiderato filmandolo e trasmettendo il video in diretta sul telefono del proprietario.

L’idea non è particolarmente originale, ma nelle condizioni normali dovrebbe funzionare con una utilità simile a quella della videosorveglianza fissa. L’unica differenza è la visibilità del drone che potrà essere notato e quindi «abbattuto» in fretta. Ma io ne scrivo per un altro motivo.
Non vi sembra che la pubblicità – e quindi in parte anche l’idea – non tenga assolutamente conto di alcune importanti specificità del momento?


Chi risparmia ci perde

Cominciamo con due immagini.
Sulla prima immagine vediamo gli auricolari AirPods della Apple (avevo già scritto della mia esperienza positiva con essi):

Sulla seconda immagine vediamo gli auricolari OnePlus Buds, palesemente copiati dagli AirPods della Apple:

Se non vi piace la parola copiati, leggetela pure come fortemente ispirati.
Però ora potete leggere questo brevissimo articolo sui doganieri statunitensi dell’aeroporto JFK che si vantano di avere fermato il carico di 2000 AirPods contraffatti che stavano viaggiando dalla Cina verso il Nevada. Lo hanno scritto pure sul twitter ufficiale:

Sulla foto, però, si vede chiaramente che si tratta di una partita dei OnePlus Buds. Che sono, come abbiamo visto, copiati dagli AirPods ma che si trovano comunque nel libero commercio.
La OnePlus ha già chiesto alla dogana la restituzione della merce (valore complessivo 158 mila dollari), ma i doganieri hanno smesso di fingere di essere svegli e vigili, non reagendo dunque in alcun modo alla richiesta.
Non so bene come e quando possa finire questo caso. Ma già ora posso indicare la morale: risparmiare sullo sviluppo e copiare le idee altrui potrebbe costare caro. Indipendentemente dalla eventualità di una causa giudiziaria da parte dell’autore della idea. Semplicemente, interverrà qualche «genio alternativo».
P.S.: i bravi avvocati della Apple potrebbero ora tentare di difendere la proprietà intellettuale del proprio cliente partendo da questo episodio di «inganno dei consumatori» riconosciuto istituzionalmente ahahaha