Cosa vi ho nascosto:

L’archivio della rubrica «Elettronica»

Una webcam HD gratis (quasi)

Per dei motivi abbastanza ovvi negli ultimi mesi sono diventate particolarmente popolari le videoconferenze e le videochiamate. Più o meno tutti si sono dunque accorti che le webcam a basso costo hanno una pessima risoluzione video (lo stesso vale per le webcam di alcuni computer portatili), mentre le webcam di qualità possono costare anche diverse centinaia di euro.
Ebbene, esiste un modo di ottenere una webcam di altissima qualità praticamente gratis: con i mezzi già disponibili in quasi tutte le famiglie/case.
Oltre al computer connesso all’internet ci serviranno due cose: un qualsiasi smartphone e un programma. Il programma gratuito che posso consigliarvi io si chiama DroidCam: deve essere installato sul computer (il sito del programma) e sullo smartphone (eccolo sull’AppStore ed eccolo sul GooglePlay). Sì, nonostante il nome, il programma ha le versioni anche per i dispositivi della Apple.
Il computer e lo smartphone devono essere connessi alla stessa rete WiFi. L’app dello smartphone, una volta avviata, mostrerà un indirizzo IP:

Quell’IP dovrà essere inserito nell’apposito campo del programma avviato sul computer: Continuare la lettura di questo post »


Il contatto temporaneo

A volte mi capita di inserire nei contatti del telefono il numero di una persona che mi serve più o meno una volta nella vita. Per esempio, la segretaria o il manager di una azienda dove vado a fare un incontro occasionale. Oppure il contatto di un corriere.
In alcuni casi è tecnicamente impossibile scrivere un messaggio (in uno dei messenger) a una persona non inserita nei contatti. Allo stesso tempo, i contatti temporanei intasano la rubrica, la rendono difficile da utilizzare. E, soprattutto, mi costringono a fare delle periodiche pulizie manuali.
Ecco, dato che mi sono stancato di pensare a chi fossero i vari Mario Rossi ABC S.r.l., ho pensato che debba essere inventata la possibilità tecnica di creare i contatti temporanei. I contatti che si autoeliminano dopo x tempo. Oppure i contatti che si evidenziano in qualche modo particolare dopo y mesi o anni di inutilizzo.
Se avete delle conoscenze alla Apple, trasmettete pure questa proposta a loro.


I segnali celesti

In Australia esiste il leggendario osservatorio Parkes, situato a circa 20 chilometri dalla città di Parkes (nel sud-est del continente). Tra le altre cose, l’osservatorio fu utilizzato per ricevere il segnale della diretta televisiva della missione Apollo-11, il culmine della quale fu lo sbarco sulla Luna il 20 luglio 1969. Inoltre, l’osservatorio fu utilizzato per seguire Mariner-2, Mariner-4, le missioni Voyager, Giotto, Galileo e Cassini-Huygens. Grazie ai risultati scientifici raggiunti, l’osservatorio fu definito il miglior strumento scientifico mai costruito in Australia.
Ma non è tutto. Per 17 anni, a partire dal 1998, alcune volte all’anno l’osservatorio ha ricevuto dei segnali misteriosi. Quei segnali sono stati chiamati «Peryton»: in onore di una creatura mitologica, una renna volante che proietta l’ombra umana. Sono state avanzate diverse ipotesi sulla origine di quei segnali: per esempio, che venissero dalle altre galassie dopo la «trasformazione» delle stelle di neutroni in buchi neri.
E poi, finalmente, si è scoperto che quei segnali ricevuti dai telescopi erano causati dalla radiazione del microonde utilizzato dai dipendenti: si manifestavano ogni qualvolta i dipendenti dell’osservatorio aprivano la porta del microonde prima della fine del ciclo di lavoro impostato.

Gli autori della scoperta – ma pure gli utilizzatori del microonde – sono ancora in attesa del loro Nobel.


Come spiegare questo fenomeno?

Purtroppo, Dante non aveva previsto che il nostro povero pianeta potesse essere invaso dai pervertiti che realizzano i video verticali, quindi a soffrire – già nel corso della vita terrestre – sono i poveri consumatori dei suddetti video.
Un tentativo di allentare le sofferenze è stato fatto dalla Samsung che ha concepito il televisore The Sero.

La particolarità tecnica di quel televisore è un motore che in base all’orientamento del video gira lo schermo, dandone la posizione verticale o orizzontale.

Dal punto di vista tecnologico, la scelta di fissare il televisore su un supporto appoggiabile sul pavimento è stata quasi obbligata. In caso contrario, lo schermo orizzontale starebbe troppo in alto.

Le altre caratteristiche tecniche di Samsung The Sero QE43LS05TAUXZT non hanno alcunché di particolare: lo schermo 43″ QLED, definizione 4К, Smart TV e la connessione wireless con il telefono (senza di esso il modello non avrebbe molto senso).
In Italia è preordinabile a 1499 euro: infatti, anche gli amanti dei video verticali devono soffrire!
Ma perché ho deciso di scrivere di questo argomento? No, non l’ho fatto per l’interesse o curiosità verso il modello. L’ho fatto perché sono sorpreso dal fatto che nel 2020 vengano ancora prodotti i televisori e sviluppati dei nuovi modelli.
Pensiamo, per esempio, alle macchine da scrivere. Spesso sono esteticamente belle, producono dei suoni curiosi, scrivono bene se conservate come si deve e provocano degli attacchi di nostalgia alle persone di una certa età. A volte possono anche essere utilizzate: per divertimento o se non si è molto aggiornati sulle alternative tecnologicamente più avanzate. Ecco, lo stesso vale per i televisori.
Evidentemente, le persone appartenenti all’età dei televisori sono ancora abbastanza numerose.


Le mie scoperte smartphoniche

Il 1° gennaio 2017 ero entrato in possesso del mio primo smartphone. Non avevo fatto particolarmente tanta fatica a imparare a usarlo (non sono mica un novantenne!), ma alcune sue funzionalità mi sono comunque rimaste sconosciute per molto tempo.
Solo a febbraio del 2020, per esempio, ho finalmente pensato di studiare attentamente la sezione «Salute». E ho scoperto che il mio telefono ha un contapassi incorporato!

Non so quanto sia preciso questo strumento. Però a me interessa, prima di tutto, vedere la tendenza: cammino poco, tanto o normale?
Nel 2019, per esempio, avevo camminato pochissimo. I picchi di aprile e di agosto si spiegano con i miei viaggi turistici e personali; non mi ricordo cosa era successo a luglio e ottobre; all’inizio di novembre è leggermente cambiata la mia vita professionale e io, di conseguenza, avevo ricavato un po’ di tempo per fare a piedi alcune piccole parti delle mie tratte abituali.

Nel 2020 avrei dunque dovuto continuare con la stessa media di novembre/dicembre, ma il 9 marzo ci è stata imposta la quarantena. Dal 9 marzo al 10 maggio compresi riuscivo a sfruttare alcune possibilità legali di camminare, ma i risultati numerici naturalmente sono stati scarsi.

Il lunedì 11 maggio, approfittandomi della tanto attesa «fase-2», ho ricominciato a utilizzare il mio amatissimo ufficio, ma il solo questo fatto non spiega l’intensità delle mie camminate del mese di maggio (per un motivo sconosciuto il contapassi del telefono non ha registrato alcun dato per il 22 e il 23 maggio). Ebbene, si tratta della attuazione del mio piano annunciato due settimane fa: camminare di più per far passare alcuni effetti della lunga quarantena. Il «ponte» del 2 giugno è stato d’aiuto nella missione dichiarata, ma questa è una storia da raccontare separatamente.
In assenza delle prove contrarie mi autoproclamo il campione dell’«urban walking» tra i visitatori di questa pagina ahahaha


Protezione individuale tecnologica

No, non ho deciso di dedicare tutto il mio blog a un unico argomento. È la vita che attuale che ha una fantasia un po’ scarsa. Quindi leggete pure…
Di colpo, le mascherine chirurgiche sono entrate a far parte dell’insieme dei beni di prima necessità. E, di conseguenza, gli sviluppatori delle nuove tecnologie si sono interessati anche a questi oggetti.

L’istituto tecnologico israeliano Technion ha creato il prototipo di una mascherina chirurgica che si autodisinfetta. Lo strato interno di questa mascherina è realizzato in fibra di carbonio. Quando la mascherina viene collegata, tramite un cavo USB, a una presa di corrente 5V 2A, la fibra si scalda fino ai 65–70°C. Si sostiene che questo sarebbe sufficiente per la eliminazione fisica dei microrganismi patogeni «residenti» sulla mascherina. Verrebbe dunque ucciso anche il COVID-19.

In questo modo la mascherina diventa dunque multiuso.
Attualmente si sta cercando il modo di avviare la produzione di massa di queste mascherine. E io spero tanto che la produzione parta presto: mi sono un po’  rott  stancato di trattare con l’alcol le mie mascherine monouso ahahaha
P.S.: ancora più forte è la mia speranza di vedere ridurre – presto e fortemente – gli obblighi sull’utilizzo delle mascherine. Ma, purtroppo, il mondo è governato dalle persone che preferiscono i semplici effetti visivi agli interventi medico-sanitari seri e impegnativi.


In quale ambito investire

Il presente post in parte riguarda il tristemente noto COVID-19. Di conseguenza, le persone che temono di morire per l’overdose informativo sono pregate di allontanarsi dai monitor (non voglio rispondere nemmeno della vostra salute psichica).
Bene, ora posso iniziare.
L’azienda statunitense Xenex da alcuni anni produce i sistemi mobili per la disinfettazione. Ma è nel 2020 che è arrivato il suo momento di gloria: nel mondo è iniziata la famosa pandemia.
test hanno dimostrato che l’apparecchio della Xenex chiamato LightStrike uccide il coronavirus su tutte le superfici di un ambiente chiuso in appena due minuti. Inoltre, si è rilevato che l’apparecchio disinfetta al 99,99% le maschere N95 (quelle più avanzate delle semplici maschere mediche).

Purtroppo non ci sono fornite tutte le caratteristiche tecniche, ma possiamo apprendere che l’apparecchio emette dei lampi di radiazione nell’intervallo 200–315 nm: 4300 volte più potenti di una semplice lampada a raggi UV.

L’apparecchio è definito un robot perché prima di iniziare la disinfettazione scannerizza la stanza per verificare l’assenza degli umani. Solo dopo essersi assicurato della loro assenza inizia sterminare ogni entità viva nell’ambiente.
Il funzionamento è mostrato in questo video: Continuare la lettura di questo post »


Per le case dei comuni mortali

Qual è uno degli acquisti più inutili che fanno gli esseri umani? Giusto: sono le cyclette che costano non sempre tantissimo, ma quasi sempre si trasformano velocemente in appendiabiti un po’ ingombranti. Dopo la fine vera della quarantena ne vedremo ancora più di prima nelle case dei nostri amici, parenti e conoscenti. Probabilmente crescerà anche il mercato dell’usato, ma questo non è l’argomento del post odierno.
In termini dello spazio vitale sprecato, al secondo posto (dopo le cyclette) si piazzano i ventilatori. Certo, occupano meno spazio e sono utilissimi per tre o quattro mesi all’anno, ma per altri otto o nove mesi la loro presenza tra i piedi da un po’ di fastidio.
Ebbene, solo alcuni giorni fa ho scoperto che è stata trovata una soluzione almeno a questo problema. Sono stati inventati i ventilatori pieghevoli!

Ora la Xiaomi produce i ventilatori che hanno una asta telescopica (quindi possono essere messi sia sul tavolo che sul pavimento) e funzionano con le batterie. In più, il ventilatore può essere piegato fino a una posizione orizzontale compatta per i periodi di inutilizzo. Il ventilatore pesa 1,5 kg, le sue misure sarebbero queste: Continuare la lettura di questo post »


Larry Tesler

Ho appena scoperto che il 17 febbraio negli Stati Uniti è morto l’informatico Larry Tesler, il santo protettore di tutti gli studenti mediocri. Alla fine degli anni ’70, lavorando alla Xerox, Tesler aveva infatti inventato i comandi «copia» e «incolla».

La morte è un evento normale nel nostro mondo. L’accesso dei fanatici del «copia e incolla» al mondo lavorativo, purtroppo, lo è anche.
Questa è la versione sintetica del racconto sul triste destino di tutte le invenzioni inizialmente belle.


La super radio car

L’ingegnere bulgaro Dimitar Tilev per circa un anno ha lavorato sulla realizzazione di una Oldsmobile Dynamic 88 Wagon del 1963 (in scala 1:10) radiocomandata. L’obiettivo del lavoro è stato quello di creare una auto realistica non solo nell’aspetto estetico, ma anche nel comportamento «sulla strada».
La carrozzeria è stata realizzata con una stampante 3D. All’interno della macchina si trovano, in particolare, quattro servomotori (uno per ogni ruota), un accelerometro e un circuito Arduino (che analizza le informazioni ricevute dall’accelerometro e fa derapare l’auto).
Il video illustra quanto può essere realistica una auto di appena 3,5 kg.

Prima di aggiungere anche il video un po’ più lungo, vi do due link per l’approfondimento:
– il sito del progetto,
– la pagina FB del progetto. Continuare la lettura di questo post »