Cosa vi ho nascosto:

L’archivio della rubrica «Nel mondo»

Con la testa propria

Nella seconda metà di ottobre si era diffusa su internet la notizia di una misura radicale contro le copiature all’esame adottata in un college dello Stato di Karnataka (in India):

(la fonte 1 e la fonte 2)
Io, da parte mia, prometto pubblicamente di organizzare degli esami nel corso dei quali gli studenti dovranno cercare, selezionare e interpretare delle informazioni. Utilizzando tutti i mezzi disponibili a una persona normale. Qualora mi dovesse mai venire in mente l’idea di diventare un insegnante scolastico, applicherei comunque lo stesso metodo.
Allo stesso tempo, molte cosa vanno capite, imparate e conservate nella testa. Mentre I professori vorrebbero accertare l’efficienza del proprio lavoro. Quindi ho pensato di raccogliere nello stesso post un po’ di esempi noti e simili a quello trattato oggi. Meno male che i professori e gli insegnanti sono poco aggiornati sui modi altamente tecnologici di copiare!

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Un suggerimento al Governo

In Cipro hanno revocato 26 passaporti (quindi cittadinanze) concessi in cambio degli investimenti. Si tratterebbe di nove russi, otto cambogiani, cinque cinesi e membri delle loro famiglie.
Dato che la cittadinanza cipriota attualmente costa 2,5 milioni di euro (una delle più care al mondo), non è l’unica acquistabile e rappresenta una merce abbastanza richiesta tra le persone provenienti dagli Stati non particolarmente tranquilli (Russia compresa), trovo importante sottolineare un concetto.
L’acquisto (nel senso finanziario) di una qualsiasi cittadinanza è uno dei modi migliori di sprecare i soldi. Certo, libera l’acquirente da una notevole quantità di problemi burocratici all’estero, permette di viaggiare nel mondo più liberamente e soggiornare di più all’estero. Ma nemmeno un sceicco con dieci mogli e venti figli riuscirebbe a spendere almeno un milione di euro per i visti e per i permessi di soggiorno (indipendentemente dal loro nome locale in ogni determinato Paese) in tutta la sua vita.
Allo stesso tempo, la vendita delle cittadinanze sarebbe un modo molto facile per dare un po’ di vita al bilancio pubblico. Anche all’Italia converrebbe adottarlo: tantissimi ricchi «Pinocchi» in cerca di una via di fuga legale verso l’estero sarebbero felici di approfittarne. Mentre agli italiani verrebbe risparmiata qualche tassa inutile.


Il male degli estremi

Da diversi anni l’industria della moda viene accusata della induzione alla anoressia…

… ma, purtroppo, quasi nessuno si sta accorgendo del fatto che i produttori di abbigliamento vengono spinti, dalla pressione pubblica, verso l’estremo opposto. Eppure, l’obesità è un problema di importanza non inferiore.

Io, personalmente, nel mio mondo circostante vedo molti più obesi che anoressici.
Nella vita reale e sulle foto vorrei vedere le donne normali: non esageratamente magre, ma nemmeno grasse.
P.S.: no, caro T. B., a me non piacciono le «donnone», ahahahaha


Dear Nikita

Ho sempre visto la Hillary Clinton come una donna politicamente corretta da far morire di noia (come la maggioranza dei politici occidentali, tra l’altro). Ma poi ho letto, per caso, questo suo tweet di domenica sera e ho quasi cambiato idea.


Si tratta della presa in giro di questa lettera di Donald Trump a Recep Erdogan:


Ma per resistere dal prendere in giro Trump bisogna essere un cadavere.


Chi indovina meglio

Il lunedì 14 ottobre Vladimir Putin è arrivato in Arabia Saudita con una visita ufficiale. Nell’aeroporto di al-Riyāḍ egli è stato accolto con tanto onore. L’orchestra locale ha pure suonato l’inno russo. O, almeno, ci ha provato:

Se non vi ricordate bene la musica originale dell’inno russo/sovietico, eccola:

In realtà, non è la prima volta che l’inno russo viene interpretato in una maniera… ehm… fantasiosa. Nel 2010 è già successo in Siria: Continuare la lettura di questo post »


La lotta alla povertà

La motivazione di assegnazione del premio Nobel per l’economia di quest’anno – «per l’approccio sperimentale nella lotta alla povertà globale» – non mi faceva pensare ad alcunché di buono o almeno interessante. Ma alla fine, cercando di superare i propri pregiudizi, sono andato a informarmi sui dettagli degli studi premiati.
In sostanza, i tre economisti premiati (Abhijit Benerjee, Esther Duflo e Michael Kremer) stanno conducendo gli studi, fondati sulla loro matrice di dati, circa l’efficienza delle politiche statali volte al contrasto della povertà. La conclusione alla quale giungono è semplice, scontata e condivisibile: la povertà si sconfigge non con la distribuzione degli aiuti materiali, ma con le politiche che garantiscono la crescita economica nazionale. Mentre se lo Stato non si arricchisce, non si risolve nemmeno il problema della povertà.
Non si tratta, secondo me, di chissà quale scoperta, ma allo stesso tempo immagino che sarebbe stato politicamente scorretto non riconoscere l’impegno nello studio dell’argomento. Direi dunque che la premiazione sia stata dettata più dalla moda che dal valore scientifico degli studi.
A questo punto avrei voluto spendere qualche «buona» parola nei confronti degli ultimi due Governi italiani, ma evito. Tanto avete capito.


La differenza tra le professioni

Esistono i poliziotti: intervengono quando lo ritengono necessario e decidono di farlo in base a una serie di principi.
Esistono le guardie: essendo dei dipendenti delle strutture private, intervengono solo quando lo vuole il cliente.
Il lavoro del poliziotto è pagato con le tasse di tutti i residenti in territorio a cui appartiene; il lavoro di una guardia è pagato interamente dal cliente.
In questi giorni mi è capitato di vedere le persone che per anni o decenni si sono lamentate del ruolo da «poliziotto del mondo» degli USA, ma li rivogliono in quella qualità proprio ora. Proprio quando gli USA stanno lasciando quell’incarico. Le persone perennemente scontente, allo stesso tempo, non sono disposte a ingaggiarli in qualità della guardia, pur sapendo che con il presidente imprenditore è possibili trattarne.
Dopo il 2020 o, nel peggiore dei casi, dopo il 2024 il poliziotto molto probabilmente tornerà, ma per i curdi siriani potrebbe essere un po’ tardi. Nonostante ciò, molte persone attorno a noi non impareranno nulla e torneranno a lamentarsi del poliziotto del mondo.


“Stop Celebrating Genocide”

Si dice che negli Stati Uniti aumenta la quantità delle persone che si rifiutano di festeggiare il Columbus Day (il secondo lunedì di ottobre di ogni anno) per protesta contro il genocidio della popolazione locale che accompagnò la colonizzazione del continente. In alcuni Stati, addirittura, lo stesso giorno si festeggia la Giornata delle popolazioni aborigene.
Io continuo a non capire come si possa valutare i fatti accaduti secoli fa con gli standard morali del XXI secolo (molto diversi, se qualcuno non lo sapesse). Ancora meno mi è chiaro il ruolo di Cristoforo Colombo nel genocidio – chiamiamolo pure con questo termine moderno – degli indigeni. Eppure…
Il monumento a Providence:

Il monumento a San Francisco:

Il monumento a Detroit:

Con questa moda di rivalutare tutto, comprese le cose emotivamente ormai nulle per il 99,99% della popolazione terrestre, tra qualche anno sentiremo che Eva è stata violentata da Adamo… Ma per un agnostico come sarà una bella notizia: migliorerà molte teste.


Aleksej Leonov

Ieri, all’età di 85 anni, è morto il cosmonauta Aleksej Leonov. A marzo del 1965 divenne il primo umano a uscire nello spazio, mentre a luglio del 1975 fu il comandante dell’equipaggio sovietico nel famoso programma Apollo-Sojuz.
Ma non vedo alcuna utilità nello scrivere il riassunto della biografia ufficiale facilmente reperibile anche negli articoli della Wikipedia. Trovo più interessante — dal punto di vista informativo — ricordare ai miei lettori anche l’eredità artistica lasciataci da Aleksej Leonov. Già dalla età giovanissima Leonov mostrava infatti dei buoni risultati nella pittura. Essendo però l’ottavo figlio di una famiglia povera (le condizioni economiche furono aggravate dal fatto che il padre zootecnico rimase vittima delle repressioni politiche degli anni ’30), non ebbe la possibilità di continuare gli studi. Scelse dunque un istituto che oltre alla professione avrebbe potuto fornirgli anche vitto e alloggio: quello della aeronautica militare. Da lì inizio la carriera da pilota, trasformatasi nel 1960 in quella da cosmonauta.
Ma continuò comunque a disegnare per quasi tutta la sua vita. I voli nello spazio influenzarono fortemente la sua visione artistica. Le opere originali e curiose di Aleksej Leonov possono essere consultate, per esempio, seguendo questo link.

Intanto concludo il post con due foto. Aleksej Leonov negli anni di attività da cosmonauta:
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Molto seriamente

Ho appena letto che il noto quadro di Banksy «Devolved Parliament» è stato venduto a 9,9 milioni di sterline all’asta di Sotheby’s, il venditore e l’acquirente sarebbero sconosciuti.
Ma a me sembra evidente che siano, rispettivamente, Theresa May e Boris Johnson.
Altrettanto evidente è che relativamente a breve dovrebbe verificarsi un nuovo cambio del proprietario dell’opera.

Dopo il Brexit poi – se accadrà nel corso della nostra vita, lo vedremo – il quadro si autodistruggerà.