Cosa vi ho nascosto:

L’archivio della rubrica «Nel mondo»

Gli scontrini cartacei

Gli scontrini fiscali cartacei è una delle cose più inutili al mondo.
Appositamente per gli ecologisti aggiungo che l’emissione degli scontrini è uno dei modi più fastidiosi di sprecare la carta e moltiplicare la quantità dei rifiuti.
Non escludo che a qualcuno gli scontrini possano anche servire. Ma non a me. Eppure i commercianti continuano a molestarmi tutti i giorni con la loro stampa.
Quando compro un pacchetto di caramelle da due euro, cosa mi faccio dello scontrino?
Quando faccio un acquisto serio pagando con una carta bancaria, mi arriva una notifica via sms e ne rimane pure una nota sul mio internet banking (per sempre). Cosa mi faccio dello scontrino?
Quasi la totalità degli scontrini finisce nella spazzatura entro tre secondi dalla loro stampa. Ma non escludo che qualcuno di voi possa conservarli per mesi, anni o decenni con lo scopo di farsi rimborsare le spese all’uscita definitiva da questo mondo.


Le notizie complementari

Certe notizie vanno lette in coppia…
Vedo che in Italia ci sono delle persone scontente per la elezione di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea (che cattiva: sostiene che non si può spende più di quello che si ha).
Allo stesso tempo non vedo le persone scontente per il fatto che la commissaria per la concorrenza Margrethe Vestager continui, nonostante il mandato quasi scaduto, a perseguitare quelle aziende le cui popolarità e grandezza sono dovute proprio alla concorrenza (sì, intendo il caso Amazon).

Quanto si starebbe bene in una Europa indebitata piena di aziende inefficienti…


I confini si riducono

Ho una salutare buona notizia per le persone che non si sono ancora decise sulle vacanze da fare questa estate. Stamattina il presidente ucraino Vladimir Zelensky ha firmato un decreto che liberalizza molti aspetti delle visite turistiche nella cosiddetta «zona di alienazione» di Chernobyl.
Di conseguenza, ricordo a tutti gli interessati il mio consiglio pratico dell’anno scorso.

P.S.: non ho ancora visto la nota serie della HBO, ma le persone affidabili dicono che è fatta abbastanza bene. Quindi in breve avrete il mio parere.


La crescita mentale

Nel mondo arabo sta scendendo il livello di religiosità. In base al recente sondaggio, rispetto al periodo 2012–2014 la quantità degli arabi che si autodefiniscono non religiosi è salita dall’8% al 13%. Sembra una variazione modesta, ma in alcuni Stati è notevolmente più alta rispetto alla media: in Tunisia i non religiosi sono aumentati dal 16% al 31% e in Libia dall’11% al 25%. Tra i giovani tale aumento è ancora più notevole.
Allo stesso tempo è scesa la fiducia verso i leader religiosi: per esempio, in Iraq è scesa dal 42% al 12%, in Sudan dal 49% al 24% e nei territori palestinesi dal 48% al 22%. Altrettanto forte è anche la diminuzione della fiducia nei confronti delle organizzazioni fondamentaliste (tra le quali, per esempio, Hamas, Hezbollah e Fratelli Musulmani).
Questi risultati mi rendono infinitamente felice: vedo che non solo l’Occidente, ma il mondo in generale sta crescendo, non si interessa più delle favole raccontate dai «nonni» professionali e preferisce la vita reale.

La fonte.


Individuare la notizia

Come forse avete già letto, oggi la procura olandese ha finalmente incriminato le prime quattro persone per l’abbattimento del Boeing della Malaysia Airlines (il volo MH17) sopra il sud-est ucraino, avvenuto il 17 luglio 2014. Si tratta dell’ex il ministro della Difesa dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk, dell’ex capo dei servizi di intelligence della medesima «repubblica», di un separatista che si trovava a capo di un’unità militare nella regione di Donetsk e, infine, di un personaggio il cui ruolo mi è rimasto poco chiaro.

Nei prossimi giorni tutti gli interessati avranno sicuramente molte occasioni di leggere qualcosa di interessante e informativo sull’argomento. Io, nel frattempo, ritengo importante sottolineare che la conferenza stampa degli investigatori olandesi ci ha fornito solo una notizia rilevante: il processo inizierà il 9 marzo 2020.
Effettivamente, non ci vuole un lavoro investigativo particolarmente approfondito per accusare quei dirigenti (anche se autoproclamati) di una entità territoriale, che già pochi minuti dopo l’incidente se ne erano attribuiti tutto il merito su Twitter. Come non ci vogliono delle capacità di analisi evolute per capire che quei quattro non verranno mai estradati per essere giudicati o almeno interrogati in patria.
Un semplice ragionamento può suggerirci, però, almeno altre due cose. Prima di tutto, la data precisa dell’inizio del processo indica la disponibilità di una alta quantità delle prove di qualità. In secondo luogo, e più nello specifico, possiamo supporre che agli inquirenti siano noti anche alcuni altri nomi (per esempio di almeno alcuni esecutori effettivi dell’abbattimento). Sarebbero i nomi delle persone non conosciute al pubblico, che non possono dunque essere nominati pubblicamente prima dell’inizio del processo. Perché? Per non far avvicinare la loro fine.


Sempre attuale

All’inizio di giugno si ricordava la protesta di piazza Tienanmen di trent’anni fa.
Io, invece, solo oggi ho trovato (per caso) una delle analisi più approfondite di quanto era successo in quelle settimane del 1989:

Come potete vedere, è sempre possibile spiegare con una sola immagine che alcuni problemi non si risolvono per decenni.


La disunione europea

Ho trovato una mappa d’Europa del 1500 ben fatta. Seguendo il link e cliccando sulla immagine che si apre, potrete studiarla in ogni dettaglio.

Colgo l’occasione per precisare: non vedo alcunché di male nella frammentazione degli Stati appartenenti alle unioni interstatali forti come, per esempio, la UE: al loro interno i confini e le appartenenze dei territori hanno sempre meno senso pratico. Per il mondo in generale tale principio, purtroppo, vale ancora in una misura minore.
Allo stesso tempo capisco che gli Stati-membri delle unioni non accetteranno mai la conservazione automatica della appartenenza alla loro unione delle regioni indipendentiste.


Un’altra vittoria attesa

Come avete probabilmente sentito da qualche parte, la domenica 9 giugno in Kazakistan si sono tenute le elezioni del nuovo Nazarbaeyev presidenziali. Kassym-Jomart Tokayev – il candidato sostenuto dall’ex presidente Nursultan Nazarbaeyev – ha vinto con appena il 70% dei voti. Si tratta del risultato peggiore di sempre per un presidente kazako: Nazarbaeyev in 30 anni di potere solo una volta era sceso sotto il 90%.
Il principale concorrente del vincitore, Amirjan Qosanov, ha preso il 16,02% dei voti ed è il miglior risultato di sempre per l’opposizione kazaka.
A questo punto devo precisare una cosa importante. Qualora vi dovesse capitare di leggere qualcosa sulle elezioni kazake, non credete a quei giornalisti occidentali che parlano di una catastrofe elettorale per il «clan» di Nazarbaeyev. Anzi, sappiate che il scrivente è un ignorante. Infatti, l’Asia, molto spesso, si misura non con i numeri ma con dei principi e tradizioni. Per esempio, non si può mostrare di avere più forza (fisica, morale, politica etc) del capo anziano. Di conseguenza, se Tokayev avesse realmente raccolto il 100% dei voti, si sarebbe resa necessaria una falsificazione per difetto. Il risultato migliore del suo padre politico Nazarbaeyev è stato del 97,7% (nel 2015).

P.S.: Lo stesso principio vale anche per i risultati elettorali di Putin e di altri dirigenti russi.


Un principio universale

Il nuovo presidente ucraino Vladimir Zelensky è in carica solamente dal 20 maggio, ma si trova già in una situazione particolare. Nonostante il fatto che il suo programma elettorale avesse avuto alcune tendenze al populismo, dopo la inaugurazione Zelensky ha intrapreso una serie di passi concreti per la realizzazione del suddetto programma (no, non è ancora questa la grande particolarità). Il suo obbiettivo è ben comprensibile: con il proprio operato deve aiutare il proprio partito neocostituito a raggiungere un buon risultato alle elezioni parlamentari anticipate del 21 luglio (sperando che si facciano).
Ecco, la particolarità della situazione di Zelensky consiste in una statistica triste: al giorno d’oggi il Parlamento ucraino attualmente in carica si è rifiutato di discutere di tutte le sue proposte di Legge. Tra queste ultime si trovano anche la Legge sull’arricchimento illegittimo dei funzionari statali e sulla procedura di impeachment.
La morale della storia è semplice: non chiedete troppo alle persone che avete promesso di licenziare appena avete assunto la propria carica da Grande Capo. Il principio vale in tutto il mondo e in tutte le organizzazioni.


Ho un piano

Di tutta la storia sulla caduta del governo austriaco mi interessa veramente tanto solo un dettaglio: chi è realmente la tipa con la quale stava «trattando» l’ex vice-cancelliere. Nel nostro mondo profondamente informativo lo scopriremo presto, ne sono certo.
Nell’attesa di tale scoperta vi propongo un gioco molto probabilmente ancora più interessante. Immaginate che ci sia un governo europeo che volete far cadere. Io so come aiutarvi!
Il mio piano è molto semplice:
1) mi autoproclamo nipote di Vladimir Putin (egli preferisce non pubblicizzare le proprie parentele, dunque nessuno potrà contraddire me);
2) mi incontro con un qualsiasi ministro del governo da voi scelto e gli prometto dei finanziamenti in cambio di qualche favore da parte sua (per esempio, gli chiedo di poter comprare le sigarette senza pagare le accise);
3) faccio filmare di nascosto le mie trattative con il suddetto ministro e poi carico il video su YouTube.
4) il governo del suddetto ministro cade.
Per l’attuazione del piano che avete appena letto mi serve solo una modesta somma di denaro motivazionale. Sul mio sito troverete la lista dei metodi di fornirmela:)