Cosa vi ho nascosto:

L’archivio della rubrica «Russia»

Le forme d’arte

Domenica 15 agosto in centro di Mosca, sul lungofiume di fronte a un nuovo centro culturale (privato), è stato installato una nuova scultura. È alta 12 metri ed è realizzata in alluminio… Mosca è pienissima di sculture, la maggioranza di queste ultime è di una qualità nel migliore dei casi discutibile (soprattutto quando si tratta delle opere create negli ultimi venticinque anni). Ma quella di cinque giorni fa le ha superate tutte.
Provate anche voi a indovinare cosa raffiguri. E non vergognatevi a formulare le vostre ipotesi:

Ora che vi siete esercitati mentalmente – e forse non solo mentalmente – vi svelo il nome ufficiale.
Secondo l’autore della scultura, Urs Fischer, essa rappresenti un blocco di argilla – ingrandito di circa 50 volte – che è stato impastato nelle sue mani. Sicuramente avete pensato la stessa cosa…


L’utilità della censura

Ho sempre sospettato che la censura sia uno dei mezzi migliori di divulgazione dei materiali in qualche modo interessanti: ogni qualvolta qualcosa o qualcuno viene censurato, tante persone (spesso me compreso) vanno a informarsi sulla nuova vittima della suddetta pratica.
Ma nemmeno io avrei potuto sospettare che l’ente russo Roskomnadzor – teoricamente l’organo esecutivo federale responsabile del controllo e della supervisione dei media, ma in pratica uno dei principali organi di censura – sia capace di regalarmi delle nuove conoscenze con una frequenza così alta. La settimana scorsa mi ha fatto scoprire il più grande sito con i testi delle canzoni. Ieri, invece, mi ha informato dell’esistenza (bloccandolo in Russia) del sito DeviantArt, una galleria commerciale online fondata negli USA nel 2000 e considerata uno dei più grandi portali per artisti, illustratori, fotografi e scrittori.
Il motivo del blocco sarebbe il fatto che il sito «non ha limitato l’accesso a contenuti pericolosi, soprattutto per i bambini» (è inutile chiedersi cosa possa significare), ma non importa. L’importante è che ora lo conoscete anche voi. E, ovviamente, potete iniziare a consultarlo almeno in qualità di spettatori ed eventuali consumatori delle opere moderne interessanti.
Grazie alla censura. Soprattutto quella che si aggira con i VPN, ahahaha


Un problema inesistente

Non per fare delle battute in «stile Trump» sulle condizioni di salute e sulla preparazione di Joe Biden, ma devo ammettere che questa recente dichiarazione mi preoccupa un po’:

When I was with Mr. Putin, who has a real problem – he is – he’s sitting on top of an economy that has nuclear weapons and oil wells and nothing else. Nothing else. Their economy is – what? – the eighth smallest in the world now – largest in the world? He knows – he knows he’s in real trouble, which makes him even more dangerous, in my view.

La dichiarazione appena citata, infatti, testimonia una certa incomprensione della mentalità di Putin. Perché in base a quello che vedo da oltre vent’anni, si possono evidenziare almeno tre punti caratterizzanti le «preoccupazioni» del presidente russo:
1) è totalmente disinteressato alla politica interna (compresa quella economica) ed è poco informato su di essa;
2) ragiona per induzione: secondo egli, se un sistema funzionava ieri e funziona oggi, funzionerà anche domani. Quindi i sistemi funzionanti non si toccano finché non crolla il mondo;
3) il suo unico grande interesse è la politica estera, nella quale servono le armi di ogni genere. L’arma delle risorse naturali, in particolare, serve per comprare o ricattare gli stati esteri; le armi nucleari, invece, danno una certa sensazione di impunità militare.
Di conseguenza, potete facilmente intuire anche voi che la situazione descritta da Biden non è assolutamente vista da Putin come un problema. Resta da capire perché si sia espresso proprio in quel modo…


La raccolta dei testi

L’ente russo Roskomnadzor – teoricamente l’organo esecutivo federale responsabile del controllo e della supervisione dei media, ma in pratica uno dei principali organi di censura – ieri si è distinto per una ennesima mossa geniale. Ha predisposto il blocco del sito Genius.com su tutto il territorio della Federazione Russa. Il motivo ufficiale è la pubblicazione sul suddetto sito dei testi di alcune decine di canzoni contenenti, secondo la giustizia russa, delle dichiarazioni estremiste e degli inviti al suicidio.
Perché ho deciso di scriverne? Perché solamente grazie a questa notizia ho (finalmente?) saputo dell’esistenza del sito Genius.com. Eppure, si dice che sia la fonte dei testi delle canzoni più rifornita al mondo.
Ora lo sapete pure voi. Sarà utile a qualcuno?
Le persone residenti in Russia, intanto, continueranno a consultare tranquillamente il sito (come tutti gli altri siti bloccati) grazie all’uso dei VPN e anonymizer vari.


Lo sport e la politica

Pare che secondo WADA in Russia non esisterebbe più il programma statale di doping.
Secondo me, invece, qualsiasi programma statale può essere applicato pienamente solo in casa (come è infatti successo nell’occasione delle Olimpiadi a Sochi nel 2014). E, allo stesso tempo, dubito che una qualsiasi classe dirigente di uno qualsiasi Stato possa decidere, da un giorno all’altro, di comportarsi in un modo radicalmente diverso rispetto a qualche anno, mese o giorno prima. Gli appassionati dello sport lo potranno vedere con i propri occhi nel corso delle eventuali (sì, sono ancora eventuali) Olimpiadi di Tokyo.
Per non ripetere, per l’ennesima volta, che lo sport è l’ultimo tra gli aspetti rilevanti delle Olimpiadi, mi fermo qui.


Le innovazioni democratiche

Da anni ormai spiego ai miei amici e conoscenti occidentali che la Russia è un raro esempio della democrazia diretta contemporanea. La sua caratteristica distintiva consiste però nel fatto che si tratta di una democrazia diretta dall’alto.
Ma dopo oltre vent’anni è arrivato il momento – finalmente! – di proporre qualcosa di proprio, qualche innovazione democratica tipicamente russa che non sia in mente ai vicini occidentali (che delle democrazie dirette si intendono poco, ahahaha). Il processo tecnico-scientifico è stato lungo e impegnativo. Una delle sue tappe più interessanti aveva riguardato il modo di registrare i partiti politici nuovi: ogni qualvolta l’opposizione tentava di registrarne qualcuno, all’improvviso si manifestava un tizio (quasi sempre lo stesso) che aveva presentato la domanda di registrazione proprio per quel nome pochi giorni prima. Che spiacevole coincidenza…
Ma ecco che, finalmente, è arrivata l’invenzione. Due candidati alle elezioni per il consiglio comunale di San Pietroburgo hanno improvvisamente cambiato il nome e il cognome, diventando entrambi Boris Vishnevskij. Lo avranno fatto perché sono entrambi dei grandi fan di uno dei principali candidati dell’opposizione… provate a indovinare come si chiama.
Esatto: Boris Vishnevskij.
I patronimici dei tre Boris Vishnevskij sono diversi (quello originale è Lazarevich), ma penso che l’invenzione democratica funzioni comunque.

Se volete, si potrebbe provare a esportare il trucco anche in Italia.


Petr Mamonov

Il musicista e attore russo Petr Mamonov è già stato protagonista di alcuni miei post italiani. In più, so di certo che alcuni dei miei lettori lo hanno in almeno due film. Di conseguenza, non posso non scrivere che, purtroppo, ieri Petr Mamonov è morto in un ospedale moscovita a causa del Covid-19. Aveva 70 anni.

Per me, personalmente, è una grande perdita anche perché Mamonov è stato tra le sole tre persone che mi hanno insegnato ad ascoltare e capire la musica. Egli, in particolare, lo aveva fatto attraverso il suo programma radiofonico settimanale, dove faceva ascoltare la buona musica di ogni genere e corrente. Quindi lo ringrazio anche per la capacità trasmessami di cercare il bello praticamente ovunque. E io cercherò di trasmettere questa capacità agli altri.
O, forse, ho già iniziato tempo fa?


Economia creativa

L’analisi della politica internazionale (ma anche quella nazionale) molto spesso assomiglia alle scommesse sportive: si raccolgono dei piccoli segnali apparentemente poco significativi e si proiettano sul futuro.
Ma facciamo subito un esempio pratico. L’altro ieri la più grande compagnia aerea cargo russa – la Volga-Dnepr – ha annunciato di voler evitare, nelle occasioni dei propri voli, lo spazio aereo bielorusso. Noi conosciamo già il fatto passato che avrebbe determinato tale scelta: l’atterraggio forzato dell’aereo di Ryanair con un oppositore bielorusso e diversi cittadini europei a bordo. Ma noi vogliamo interpretare i fatti politici del presente e del futuro. Quindi io potrei ipotizzare quanti segue.
Le grandi aziende russe – private o statali che siano – non hanno una assoluta libertà nel prendere le decisioni importanti. Come minimo, i loro dirigenti si consultano con qualche dirigente statale russo. Di conseguenza, si potrebbe ipotizzare che a livello statale si voglia in qualche modo «punire» o «mettere in guardia» Lukashenko. quest’ultimo, però, è uno dei pochi «amici e alleati» della Russia.
A questo punto dobbiamo ricordare almeno due cose:
1) da decenni ormai la Bielorussia è di fatto finanziata dai soldi pubblici russi (prestiti coperti con altri prestiti fino all’infinito, prezzi favorevoli del gas e del petrolio etc);
2) le recenti sanzioni europee dovrebbero far perdere alla Bielorussia circa cinquecento milioni di dollari all’anno.
Come cercherà Lukashenko di recuperare le perdite? Esatto: chiedendo altri soldi a Putin.
Il risultato della analisi: la ripresa dei voli della (o delle) compagnia aerea russa sarà una delle forme dei futuri aiuti. In sostanza, sarà una questione di contabilità e non dei soldi realmente regalati. Perché la liquidità è limitata un po’ per tutti.
Anche da questa storia, impariamo pure un po’ di contabilità creativa ahahaha


Assegnare i ruoli

Alla fine di maggio Vladimir Putin e Aleksandr Lukashenko (potreste avere già sentito questi due nomi) hanno avuto un incontro lungo due giorni a Sochi. Il principale risultato politico dell’incontro è un nuovo «prestito» (si traduce in italiano come regalo) all’ospite Lukashenko: 500 milioni di dollari statunitensi per la continuazione della sua fantastica politica interna.
Ma a un lettore italiano medio potrebbero anche non interessare questi dettagli.
Un lettore italiano medio potrebbe invece provare ad apprezzare lo humor popolare circa il tempo passato dai due politici su una barca:

Le persone che risiedono sul territorio europeo potrebbero provare a indovinare – senza temere le conseguenze fatali – chi due personaggi ritratti abbia la parte maschile e a chi, invece, rimanga quella femminile…
P.S.: la sorte della loro nave comune sarà l’oggetto di un esercizio mentale futuro.


Il bagno peggiore

Anche quest’anno il produttore dei detersivi Domestos ha organizzato in Russia un concorso particolare. Tutte le persone interessate potevano caricare sull’apposito sito la foto del bagno della propria scuola (o della scuola dei propri figli). I bagni-vincitori — quindi quelli riconosciuti come peggiori — saranno poi ristrutturati a spese della Domestos. Inoltre, le rispettive scuole riceveranno una scorta annuale dei detersivi prodotti dalla stessa azienda.
Perché vi racconto tutto questo? Perché questo sabato vi propongo un passatempo un po’ (un po’?) particolare: vedere le foto presentate al concorso 2021.

Probabilmente, alcuni di voi cambieranno l’idea sui bagni pubblici visitati nella propria vita quotidiana…
Nella mia scuola moscovita i bagni non erano perfetti, ma nemmeno disastrosi. Il problema principale era il grado di pulizia.