Cosa vi ho nascosto:

L’archivio della rubrica «Senza categoria»

1 gennaio

La data odierna è poco adatta alle pubblicazioni divertenti: quando ci svegliamo, dobbiamo pensare solo a riprenderci dal grande divertimento appena fatto. Quindi ripetiamo una grande verità…
Probabilmente non lo sapevate.
Oppure speravate che qualcuno fosse più fortunato di voi.
Ma, in ogni caso, non fa assolutamente male ripeterlo.
Ebbene, ho una notizia triste per voi: in tutto il mondo occidentale – e non solo per voi – il primo gennaio è una giornata inesistente.
La gente si sveglia di pomeriggio, si rende conto di non poter bere o mangiare, non sa di preciso cosa avesse fatto prima di essersi addormentata e cosa dovrebbe fare ora. Nel momento in cui le persone riacquistano una minima parte della capacità di intendere e volere, è già la sera.
Nel frattempo le vie delle città restano vuote, non succede alcunché in giro per il mondo.
In sostanza, sui libri scolastici si potrebbe tranquillamente scrivere che un anno normale ha 364 giorni. E ciò sarà vero.
In conclusione del post illuminante di oggi vorrei esprimere le mie più sincere condoglianze a tutti coloro che l’1 di gennaio sono costretti ad andare al lavoro. Nella prossima vita verrete premiati generosamente.

P.S.: oh, ma posso vedere il trailer del 2022?!


Una truffa banale

Potrebbe sembrare strano, ma le truffe via sms esistono ancora. Anzi, non solo esistono, ma negli ultimi mesi mi sembrano addirittura più «attive» di prima. Sicuramente un giorno pubblicherò la mia collezione degli esempi migliori, ma oggi volevo raccontare di un caso recentissimo e stilisticamente molto diverso da quello che mi capita, solitamente, di ricevere.
Ebbene, un truffatore (truffatrice?) ha finalmente deciso di fingersi una persona privata che, all’apparenza, dovrebbe essermi nota:

Il bello è all’inizio della settimana aspettavo di essere contattato di una persona che non conoscevo ancora di persona. Però dovevo essere contattato per un motivo abbastanza formale, quindi un messaggio del genere non sarebbe dovuto arrivare…
Ma secondo questo (questa?) genio – l’autore del messaggio – non sono andato a controllare le chiamate senza risposta sul telefono e sui vari messenger? Dirò di più: come al solito, sono pure andato a cercare entrambi i numeri su Facebook (molti account sono legati al numero del proprietario, quindi si riesce a vedere di chi è il numero sconosciuto) e su Google. Quest’ultimo, in particolare, già tra i primi risultati mi ha fornito una risposta banalissima: il messaggio strano mi stava proponendo di chiamare un numero a pagamento.
Qual è la morale di questa storia? Ce ne sono ben due. Prima di tutto, state attenti con i messaggi sospetti. E poi, non pensate che sia del tutto inutile cercare su internet i numeri sconosciuti.
P.S.: se avete bisogno di sfogarvi insultando qualcuno, scrivete pure al numero italiano in cima all’immagine ahahahaha


L’idea e l’applicazione

L’idea di imporre delle limitazioni «da zona gialla / arancione / rossa» solo alle persone non vaccinate ha una sua logica interna e, in un certo senso, anche un po’ di giustizia nel suo senso supremo. Chi, dopo oltre un anno e mezzo della pandemia, non si è ancora convinto della utilità del vaccino ha sicuramente fatto due cose: ha calcolato tutte le possibili conseguenze (almeno quelle burocratiche) e si è moralmente preparato a subirle. Il comportamento di queste persone continua a essere irresponsabile e irrazionale, ma noi, ormai, ci possiamo fare poco.
Purtroppo – per tutti noi – ci possono fare poco anche gli ideatori delle restrizioni riservate ai non vaccinati. Infatti, posso anche immaginare, più o meno, come possano essere codificate dal legislatore, ma non riesco a immaginare come possano essere messi in pratica. Per esempio: durante le «zone rosse» e «arancioni» passate (compreso anche il periodo strano del maggio 2020) nessuno mi aveva mai chiesto l’autocertificazione (anche se la preparavo quasi sempre). Chi e come farà i controlli con tutta la gente in giro?
Insomma, non vorrei mandarvi in depressione, ma io sul Natale 2021 vedo già delle brutte ombre.


L’11/XI

Il Shrine of Remembrance a Melbourne fu inizialmente dedicato ai militari caduti nella Prima guerra mondiale. Col tempo, poi, è diventato un monumento a tutti gli australiani caduti nelle guerre.

Al centro dell’edificio che vedete sulla prima foto si trova la Pietra di Commemorazione (Stone of Remembrance) con la frase Continuare la lettura di questo post »


I telefoni di notte

Non ho mai capito quelle strane persone che spengono i telefoni per la notte. Non solo perché si privano da soli di una sveglia abbastanza comoda, ma anche perché la modalità «Non disturbare» funziona benissimo senza mandare il telefono nell’offline: i messaggi e le chiamate arrivano, ma non fanno suonare e/o vibrare il telefono.

Io, comunque, molto spesso non attivo nemmeno questa funzione perché se una delle poche persone autorizzate a telefonarmi dovesse decidere di farlo di notte, io presumo che abbia un motivo realmente serio per farlo. E, ovviamente, capisco quanta «fortuna» abbia avuto per riuscire a scegliere per la chiamata esattamente una di quelle cinque ore del mio sonno…
P.S.: chissà se le stesse persone che spengono i telefoni, staccano / staccavano dalla presa anche i telefoni fissi.


Esistono le persone convinte che sia molto facile evitare gli scarichi di polvere in aria durante la trapanatura delle pareti: basterebbe avvicinare il tubo dell’aspirapolvere acceso alla punta del trapano. E poi esistono le persone (forse la maggioranza) che usano l’aspirapolvere dopo la fine dei lavori.
Qualche tempo fa ho scoperto che entrambe le categorie di persone sbagliano. Di conseguenza, sbagliavo pure io.
La polvere di cemento, di calcestruzzo e di mattoni è molto sottile, quindi una certa quantità di essa oltrepassa tutti i filtri e finisce direttamente nel motore dell’aspirapolvere. Intasando inevitabilmente i cuscinetti, la polvere fa morire l’elettrodomestico. La tipologia dell’aspirapolvere domestico non ha alcuna importanza: la suddetta polvere passa ogni tipo di filtro, compresi i sacchetti di carta o di tessuto.
Provate a vedere la documentazione del vostro aspirapolvere. Al 99,99% troverete una nota, più meno chiara, secondo la quale la garanzia non si applica più se esso è stato utilizzato per raccogliere la polvere edilizia.
Non avendo mai prestato attenzione a quel genere di avvisi, non lo sapevo (ma ora capisco il perché della morte di almeno un esemplare). E l’ho scoperto relativamente poco fa grazie al post di un amico tecnico, il quale ricorda l’opportunità di utilizzare gli aspirapolvere speciali per l’edilizia. Io, da parte mia, aggiungerei che in realtà si potrebbe anche usarne uno vecchio normale (che ormai è prossimo alla morte naturale) oppure uno nuovo a basso costo (per la morte del quale non si piangerebbe troppo).
Sul manuale del vostro aspirapolvere, probabilmente, si dice poco sull’argomento:

Mentre le condizioni di garanzia sono già un po’ più chiare:

Spero che sia una informazione utile a qualcuno.


Una nuova (per me) Coca-Cola

Ogni stagione… Anzi, ogni mese dell’anno si possono fare delle scoperte gastronomiche molto specifiche. Così, la mia scoperta di questo agosto – pur non potendo essere collocata nell’ambito dell’alta cucina – è abbastanza specifica, caratteristica di questo periodo dell’anno.
Ho scoperto che ora in Italia viene venduta la Coca-Cola al limone. Le rispettive bottiglie sono facilmente riconoscibili dal colore giallo del tappo e della etichetta.

Per quanto riguarda il gusto, si tratta in sostanza di una normale Coca-Cola con una sensibile (ma non esagerata) presenza del limone. Potrebbe essere ideale per gli amanti di tale mix che non hanno la voglia o la possibilità tecnica di aggiungere con le proprie mani del succo di limone appena spremuto. E, soprattutto, mi è sembrata assolutamente bevibile. Direi buona.
Per gli appassionati delle etichette informative aggiungo, comunque, anche questa foto: Continuare la lettura di questo post »


A destra o a sinistra?

Una volta mi è capitato di leggere di un curioso gioco storico: bisogna ricordare (o trovare), raccontare e spiegare la scelta «più sbagliata» presa da un essere umano. Provo a riportare alcuni esempi che mi è capitato di leggere in qualità delle risposte a questo gioco: oggi è un giorno adatto per farlo.
Negli anni ’60 del secolo scorso l’ecologista zimbabwese Allan Savory giunse alla conclusione che sarebbero gli elefanti a causare la desertificazione. Questa idea portò all’abbattimento di circa quaranta mila animali. Ma poi si è scoperto che in realtà gli elefanti impediscono la desertificazione.
La decisione di Mao sullo sterminio di passeri. Il risultato è noto: milioni di persone sono morte di fame.
La decisione della commissione d’esame di non ammettere Adolf Hitler all’Accademia delle Arti di Vienna. Chissà se sarebbe riuscito a sfogarsi in qualche modo alternativo a quello noto…
La decisione degli scozzesi di invadere l’Inghilterra durante l’epidemia di peste a metà del XVII secolo.
La decisione di un falegname – che eseguì dei lavori per un povero pittore – di farsi pagare con una bottiglia di vino invece che con un quadro. Le opere di Edvard Munch non gli piacevano proprio.
La decisione di George W. Bush di invadere l’Iraq nel 2003. Si sostiene che sia stata una delle cause della nascita dell’ISIS.
La decisione del 1947 sul tracciamento della Linea Radcliffe che divideva l’India britannica in India e Pakistan. Radcliffe non era mai stato in India prima di quella occasione e questo ultimo fatto era visto come un vantaggio: non poteva essere accusato di (s)favorire una delle due parti. I risultati dei conflitti sulla base religiosa sono ormai noti.
La decisione del sultano Murad IV di esiliare nella provincia l’inventore Hezarfen Ahmet-Chelebi che volò per 3,5 chilometri attraverso il Bosforo con le sue ali artificiali nel 1632. Il sultano avrebbe invece potuto investire già allora nella aviazione.
La decisione di Ronald Wayne, uno dei cofondatori della Apple, di vendere la propria quota del 10% per 800 dollari nel 1976. Oggi quelle azioni valgono circa 228 miliardi di dollari.
La decisione della Xerox, che di fatto ha inventato il computer moderno (Xerox Alto del 1973), di non produrre i computer in serie.
La decisione della famiglia Eltsin sulla scelta del successore di Boris.
La decisione di David Cameron di indire il referendum sulla Brexit.
La decisione di Anatoly Dyatlov su come testare la modalità «runaway turbine generator» a Chernobyl.
La decisione di un gruppo di amici di comprare due grandi pizze per 10.000 bitcoin nel 2010. Oggi quei bitcoin valgono quasi 380 milioni di dollari.
La decisione di Kaiser Guglielmo di licenziare il cancelliere Bismark. Questo portò a un cambiamento nella politica tedesca e pose le basi della Prima guerra mondiale.
La decisione del sultano egiziano Al-Ashraf di acquistare venti mila schiavi dall’Orda d’Oro e di trasformarli in un esercito mamelucco invincibile. Ma sono stati proprio i Mamelucchi a prendersi il potere in Egitto.
Insomma, di esempi più o meno noti ce ne sono tantissimi. Un gioco del genere non finirà di certo per l’esaurimento degli esempi storici.


Un assaggio azzardato

La situazione è un po’ strana: da anni so dell’esistenza dei cioccolatini «Presidente», ma solo nel 2021 ho l’occasione di assaggiarli.

Il Novichok non è indicato tra gli ingredienti, quindi non vi saluto.
P.S.: sì, in teoria andrebbero mangiati bevendo la vodka «Putinka», ma io ultimamente cerco di non esagerare anche con i liquidi meno pesanti.


Le mie scoperte: la pronoia

Poco fa ho scoperto che la condizione psichica opposta alla paranoia non solo esiste, ma ha pure un suo nome ufficiale: pronoia.
La persona affetta dalla pronoia è convinta che tutto il mondo circostante stia cospirando per farla stare bene. Ora che lo sapete anche voi, potete provare a interpretare tutti gli avvenimenti sotto questa ottica. Per esempio: il social network X è stato inventato per metterci in guardia contro la gente senza cervello. Oppure: un cuoco anonimo orientale ha sperimentato in un modo originale con la carne cruda per mettere fine alla tendenza nazionale alla contraffazione. Volendo, si possono inventare tantissimi esempi più o meno positivi.
In più — o in alternativa — potete finalmente capire perché alcune persone sembrano perennemente felici: non sono dei pazzi ottimisti o drogati, ma solo dei pronoici (una situazione mentale un po’ meno grave).