Cosa vi ho nascosto:

L’archivio della rubrica «Urbanistica»

Scaldare le mani

Tanti bar e quasi tutti i ristoranti d’inverno attrezzano le proprie aree esterne con degli strumenti di questo tipo:

Ma andando al bar o al ristorante tutte le volte che sentiamo troppo freddo facciamo una brutta fine (non importa se in termini di salute o di soldi). Di conseguenza, ritengo che ogni inverno lungo le vie delle città debbano essere appesi degli asciugamani elettrici.

Avviate pure un referendum.


Il limite del parcheggio

Alla fine di aprile a Capriate San Gervasio (in provincia di Bergamo) avevo notato una misura semplice ma efficiente contro l’invasione dei marciapiedi da parte delle auto parcheggiate in modo perpendicolare.

Tale sistema sarebbe utile anche nelle città (o zone) con i marciapiedi meno stretti.

Sulla ultima foto vediamo l’esempio di via Lattanzio a Milano.


Restate positivi

Sicuramente è capitato anche a voi, negli ultimi mesi, di vedere dei mezzi a due ruote (biciclette, monopattini) in condivisione lasciati a caso in mezzo a un marciapiede.
Se anche a voi sembra una manifestazione di pigrizia / spensieratezza / negligenza (sottolineare l’opzione preferita), restate comunque positivi. Immaginate che quelle persone strane avrebbero potuto preferire il car sharing.


Il vento sprecato

I parchi eolici rovinano il paesaggio e sono di economicità dubbia (immaginate i costi economici, ambientali ed energetici di tutto il ciclo della loro produzione, installazione e manutenzione).
Allo stesso tempo è possibile fare due cose:
a) aumentare la loro produttività (quindi ridurre i costi di cui sopra) costruendoli nei luoghi dove oltre al vento naturale c’è anche quello artificiale,
e
b) ridurre il loro impatto estetico negativo costruendoli nei luoghi già compromessi.
A soddisfare entrambe le condizioni sono le autostrade e i binari delle ferrovie ad alta velocità. I mezzi che ci passano potrebbero far funzionare le eliche piccole (non quelle giganti che abbiamo tutti in mente).

Regalo l’idea alle start-up e ai laureandi in ingegneria.


Civico 3D

Penso che la maggioranza dei miei lettori conosca queste targhette dei numeri civici a basso costo:

Nel periodo pasquale ho scoperto che nella natura urbana esiste anche la loro versione in 3D:

Essendo molto più bella della versione piatta (in 2D) meriterebbe anche una vernice più resistente.


La segnaletica per l’autopilota

Le automobili autopilotate vengono testate ormai da anni negli USA e in Europa. Uno degli obiettivi principali dei test è verificare e perfezionare la capacità di quelle auto ad orientarsi sulla strada allo stesso modo dei guidatori umani: vedere gli ostacoli, interpretare la segnaletica etc..
La grande verità consiste nel fatto che è molto più facile adattare le strade alle automobili autopilotate che al contrario. Quando, finalmente, tale concetto diventerà evidente alla maggioranza degli ingegneri, imprenditori e amministratori (di vario rango territoriale), il futuro diventerà molto più vicino.

Sì, l’innovazione non è necessariamente solo un pezzo di elettronica.


L’accessibilità ferroviaria

Come sanno molti miei lettori, già da alcuni anni le stazioni ferroviarie italiane si stanno progressivamente attrezzando di ascensori che collegano i sottopassaggi alle banchine. Quei ascensori sono utili a molte categorie di passeggeri e hanno un aspetto estetico bello e moderno. È dunque veramente difficile esserne contrari.

Alla fine di dicembre, però, sono riuscito a trovare una eccezione all’ultima affermazione.
Si tratta della stazione ferroviaria di Arona (in provincia di Novara), dove su tutte le banchine storiche, accanto agli ascensori moderni, ho trovato delle strutture che sembrano degli ascensori d’epoca.

La stazione ferroviaria di Arona è stata attivata nel 1905 e gli ascensori (se sono effettivamente loro) sembrano appartenere alla stessa epoca. Le grosse sovrastrutture – sopra la tettoia della banchina – dovrebbero Continuare la lettura di questo post »


Le strane professioni (parte 2)

Mi è sempre piaciuta la tradizione italiana di indicare sulle targhe le professioni delle persone realmente vissute alle quali vengono dedicate le vie e le piazze (e ne avevo già scritto). È un modo ancor più esteso di coltivare la memoria.
Un buon esempio – prima di continuare il discorso più serio – potrebbe essere la via dedicata a Rita Levi-Montalcini trovata dal sottoscritto a Morbegno (il fotoracconto sarà pubblicato a giorni).

Complimenti alla Prefettura competente per avere ritenuto opportuno di non aspettare 10 anni dalla morte e per avere dunque usufruito della deroga prevista dalla legge per i casi delle persone particolarmente distinte.
Purtroppo, però, bisogna constatare che moltissime targhe con i nomi delle vie riportano delle diciture che confondono le persone anziché informarle. Faccio tre esempi che ho accumulato sul computer negli ultimi tempi: Continuare la lettura di questo post »


La navigazione al cimitero

Una delle scomodità più grandi del nostro mondo è la totale assenza delle mappe (o è meglio dire piante?) dei cimiteri.
Immaginiamo di avere saputo che un nostro parente, amico o conoscente è sepolto al cimitero X. Immaginiamo anche di voler andare a trovare la sua tomba…
Ecco, una volta arrivati al cimitero, siamo costretti a girare per ore come dei fantasmi persi fino al momento di imbattersi – per caso! – nella tomba giusta. Finché si tratta di un cimitero bello come il Monumentale di Milano, la rottura dei co****ni è un po’ meno forte, ma sempre sensibile: fatichiamo comunque a raggiungere il nostro obbiettivo.
Perché in nessun cimitero esiste un catalogo pubblico delle tombe con l’indicazione di esse sulla pianta? Non è così difficile da realizzare.


Come va costruita la metro

Per l’anniversario dell’11/9 è stata riaperta – restaurata – la stazione della metropolitana newyorkese che si trova(va) proprio sotto le Twin Towers.
Rileggete bene queste parole semplici: è stata riaperta la stazione.
Qual è la morale di questa notizia? I problemi, anche quelli gravissimi, di una stazione della metropolitana non possono e non devono causare il blocco della intera linea. Purtroppo dubito che i costruttori delle nuove linee della metropolitana milanese siano capaci di comprendere e/o di mettere in pratica tale principio.