Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del 19 settembre 2020

La musica del sabato

Il cantante e musicista Little Richard appare oggi come un grande romanzo classico: tutti lo conoscono, ma quasi nessuno lo legge ascolta. Oppure lo dico solo perché non sono abbastanza anziano? Boh… In ogni caso, non è possibile negare che Little Richard sia stato uno dei primi rocker «praticanti» al mondo: sia dal punto di vista musicale che quello estetico rappresenta la versione canonica del rock l’n roll. Di quel rock l’n roll che all’ascoltatore di oggi potrebbe sembrare un po’ ingenuo e quasi primitivo.
Purtroppo, Little Richard non ha saputo tenere il passo della evoluzione della musica in generale e del suo genere preferito in particolare. Di conseguenza, viene prevalentemente ricordato come una leggenda degli anni ’50 del secolo scorso.
Ma tutto questo non significa che non dobbiamo conoscere le origini di uno dei generi musicali più fortunati della storia. Quindi per il post musicale di oggi ho scelto due canzoni abbastanza scontate.
La prima è la «Long Tall Sally» (dall’album «Here’s Little Richard» del 1957):

E la seconda è la «Keep A Knockin’» (dall’album «Little Richard» del 1958):


Ig Nobel Prize 2020

Una delle letture migliori che possano essere fatte in questo finesettimana è sicuramente quella sui vincitori dell’Ig Nobel Prize 2020.
(Ricordo che si tratta di un premio «scientifico» per le ricerche e le scoperte più assurde o divertenti dell’anno.)
Non so se quest’anno il premio migliore sia quello per il management (ai killer cinesi in subappalto) oppure quello per la pace (ai diplomatici indiani e pakistani che reciprocamente bussavano alla porta di notte).
Ma in ogni caso sono felice per il fatto che pure quest’anno diverse persone hanno trovato le forze morali e mentali per ridere o per svolgere la ricerca scientifica seria.