Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del 16 ottobre 2021

La musica del sabato

Scrivendo del compositore Nikolai Amani avevo pensato: perché non pubblico da così tanto tempo qualcosa di uno dei suoi maestri, Nikolai Rimskij-Korsakov? Solo una volta avevo postato la sua suite sinfonica «Shahrazād» diretta da Valerij Gergiev. Eppure, Rimskij-Korsakov è uno dei miei compositori preferiti.
È arrivato il momento di correggersi. Oggi vi propongo il quadro sinfonico «Sadkò» (del 1867), una delle prime composizioni orchestrali di Rimskij-Korsakov. L’idea di questo quadro sinfonico appartiene al critico musicale V. V. Stasov, il quale la propose in precedenza ad alcuni altri compositori, senza però riuscire a farli interessare.
Sadkò è il nome di un personaggio leggendario russo – sarebbe stato un commerciante e musicista del XII secolo – imprigionato dal fiabesco proprietario del lago nel suo regno subacqueo e liberatosi grazie all’aiuto di San Nikolai. Tra gli altri elementi musicali, nel suddetto quadro sinfonico sono presenti anche le melodie che intonano il suono di gusli, lo strumento musicale di Sadkò.

Venticinque anni più tardi Nikolai Rimskij-Korsakov utilizzò parzialmente le idee musicali di «Sadkò» per comporre la propria opera lirica chiamata sempre con lo stesso nome: «Sadkò».


Qualche tempo fa ho scoperto un interessante termine giapponese: kuchisabishii. Esso si riferisce alla situazione in cui una persona «non ha fame, ma mangia perché la sua bocca si sente sola».
Effettivamente, esistono delle persone che «visitano» il frigo più volte al giorno solo perché non hanno niente di interessante da fare. E, al contrario, si dimenticano di mangiare quando sono impegnati in qualche impresa di alta importanza.
(Al posto di persone potete mettere, se preferite, situazioni).

P.S.: quale augurio si potrebbe fare in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione? Per esempio, posso augurare a tutti di avere sempre qualcosa da fare: in tal modo avrete qualcosa da mangiare e, allo stesso tempo, non cercherete di riempire il vuoto con il cibo superfluo.