Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del 17 settembre 2022

La musica del sabato

Nel corso delle ultime due settimane mi capitato di (ri)ascoltare – per un motivo triste – diverse canzoni occidentali dedicate a Mikhail Gorbachev. In tal modo mi sono ricordato di alcuni esempi notevoli del trash epocale (come, per esempio, la canzone «Tovarish Gorbachev» dei Midnight Moscow pubblicata nel 1987 o la canzone «Clap Your Hands (Michael Gorbachev)» del 1988 di Eva Csepregi). Ma, allo stesso tempo, mi sono ricordato anche di alcuni brani relativamente ascoltabili. Quindi provo a riportare due esempi di questi ultimi nel post musicale di oggi.
Inizierei con il gruppo The Shamen, che ha incluso il brano «In Gorbachev We Trust» nel proprio album omonimo del 1989. Sovrapponendo i ritmi ai filmati dei telegiornali, gli indie-rockers scozzesi hanno suggerito di vedere il leader sovietico come un guru spirituale il cui messaggio porta «giovinezza e libertà», mentre la sua comparsa sulla scena politica come il secondo avvento.

E poi aggiungerei il popolare video musicale/comico «Rock the Wall – Gorby 2» di Ronald Knapp (il vincitore del concorso americano per i sosia di Gorbaciov, che ha recitato con successo il Segretario Generale in programmi televisivi e cerimonie). Faccio notare che il video è stato realizzato nel 1987: due anni prima del crollo del muro di Berlino.

Bene, il post di oggi è stato più storico che musicale, ma abbiamo comunque ripassato un po’ di storia culturale del XX secolo.


L’Istitute for the Study of War (ISW) ha pubblicato una analisi – neanche lunghissima, ma interessante – nella quale si sostiene che a causa degli insuccessi militari in Ucraina il Cremlino starebbe intensificando la mobilitazione (dei futuri combattenti) segreta senza creare le condizioni per una mobilitazione generale ufficiale. In particolare, gli autori dell’articolo ipotizzano che le autorità russe abbiano deciso di abbandonare l’idea di escludere i residenti di alcune regioni dal reclutamento in Ucraina. Questo cambiamento riguarda, prima di tutto, i residenti di Mosca e della relativa provincia.
Un altro modo per rafforzare la presenza militare russa in Ucraina, secondo l’ISW, potrebbe essere il trasferimento delle intere unità dalle basi militari nelle ex repubbliche sovietiche.
Direi che entrambe le osservazioni dell’ISW corrispondono pienamente a ciò che leggo ormai da qualche settimana negli articoli dei vari media non statali russi. Per quanto riguarda la mobilitazione segreta, posso confermare, per esempio, che il reclutamento dei detenuti di ogni tipo nelle carceri di tutta la Russia sta diventando uno strumento sempre più popolare (e preoccupante per la gente mentalmente sana). Per quanto riguarda il secondo punto – quello sullo spostamento delle truppe russe dalle varie zone dell’ex URSS – posso comunicare che le prime conseguenze serie si vedono già: per esempio, la notte tra il 12 e il 13 settembre si è riacceso il conflitto armato tra l’Azerbaijan e l’Armenia (proprio perché in mezzo non ci sono più quei militari russi che prima garantivano il rispetto degli accordi di pace).
Insomma, voi leggete quella analisi dalla quale sono partito, e poi, più avanti, vedremo meglio tutti gli argomenti connessi.