Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del tag «abbigliamento»

L’influenza sulla moda

Molto probabilmente vi è capitato di notare una differenza sistemica (solo per non dire «sessista») tra l’abbigliamento maschile e quello femminile.

Sui vestiti maschili i buttoni sono a destra e su quelli femminili a sinistra.
Esiste una spiegazione storica a questo fenomeno. I primi buttoni comparsi in Europa erano in sostanza una simbiosi tra un buttone e un gioiello. Di conseguenza, potevano permetterselo solo le persone ricche. Le signore ricche, in particolare, non si vestivano da sole: lo facevano con l’aiuto delle serve. E siccome la maggioranza delle persone hanno la mano destra più operativa (sono destri), sui vestiti femminili i buttoni si fissavano a sinistra esclusivamente per la comodità delle serve. In sostanza, è stata la servitù a influire la moda per secoli in avanti.
Però non riesco a capire perché tale tradizione venga mantenuta tuttora.
Come non so perché le femministe non si lamentino di questa «disparità». Perché loro si vestono da uomini o perché in realtà sono poco attente al mondo circostante?


Watermark

Una idea interessante per la gente paranoica che non vorrebbe essere fotografata per strada:

Quando, finalmente, torneremo alla vita normale, si potrà fare lo stesso con l’abbigliamento o con i cappelli.
P.S.: per coloro che non hanno proprio capito il trucco, aggiungo un solo link.


Le camicie

Esiste qualcosa di più osceno delle camicie maschili con le maniche corte?
Solo le camicie maschili di colore rosa.

Bisogna essere proprio un [censured] per comprarle e indossarle.


Le perversioni della moda

Non tutti se ne rendono conto, ma è assolutamente possibile ignorare serenamente tutte le cosiddette «regole della moda».
Sono tutte delle stronzate assurde le affermazioni che sarà capitato di sentire migliaia di volte anche a voi: non si indossano i calzini con i sandali, non si chiudono tutti i buttoni della giacca, la cintura non va fatta passare sotto il rettangolo con il marchio dei jeans etc..
Non sono delle regole (che nella moda non possono proprio esistere), ma frutti delle credenze popolari infondate. Non hanno alcun significato e non incidono su alcunché. È solamente un insieme di richieste casuali volte a verificare la conformità della persona a un modello inesistente e quindi incomprensibile.
Si può vestirsi in qualsiasi modo che sia funzionale e/o bello per voi.
Chi non è d’accordo è il vero pervertito.


Due mondi

Nei giorni scorsi molti di noi hanno visto una curiosa iniziativa cinese volta al garantire la «distanza sociale» tra gli scolari. I bambini e i ragazzi della città di Hangzhou sono infatti stati obbligati a portare una specie dei copricapo del X secolo chiamati «futou»:

Cosa possiamo dedurre da questa iniziativa curiosa? Possiamo dedurre che i cinesi ragionano in un modo perfettamente «perpendicolare» rispetto agli occidentali. Infatti, vediamo che secondo i cinesi il coronavirus arriva sempre da destra o da sinistra, ma mai da dietro o da davanti. Secondo gli occidentali, invece, il coronavirus si sposta avanti-indietro e mai a lati: infatti in diverse file (negozi, uffici pubblici etc) è segnata solo la distanza in quel senso, ma non la distanza tra due file parallele.
Due mondi…


Una alternativa al trucco

Lunedì mattina nel centro di Mosca sono stati fermati – ma poi rilasciati – quattro dei giovani attivisti che si sono inventati una strana missione: insegnare alle persone il trucco che permetterebbe di ingannare le telecamere di videosorveglianza con la funzione del riconoscimento facciale. La funzione di riconoscimento, in particolare, è entrata in funzione all’inizio di febbraio, ma almeno oggi non volevo scrivere di essa.
Volevo dare un prezioso consiglio a tutti i paranoici del mondo.

Se volete evitare di essere immortalati dalla videosorveglianza, dai turisti cinesi o invasori marziani, servitevi del pretesto forniteci dai Testimoni del Coronavirus, indossate pure una mascherina medica (abbinata con dei vestiti scuri non originali, vi renderà quasi completamente irriconoscibili). Una mascherina attira meno attenzione delle forze dell’ordine in tutto il mondo, quindi il vostro anonimato resterà impunito.
Anzi, dato che le mascherine mediche sono progettate per non infettare gli altri (e non al contrario!), molta gente cercherà anche di starvi lontana.


Tenetevi anche questa

Un appello alle donne dal lontano 1955:

Volendo potete stamparlo e appenderlo all’ingresso della spiaggia più vicina.
Io non sono un frequentatore delle spiagge, ma sulla base delle mie osservazioni urbane posso ipotizzare che manca poco alla soddisfazione della suddetta richiesta anche per le vie delle nostre città.


Le mie scoperte tessili

In realtà si tratta di una scoperta abbastanza banale, ma per me è comunque una conoscenza nuova.
Ho scoperto che esiste un sistema abbastanza preciso per riconoscere lo Stato di provenienza di un arabo in base al suo modo di vestirsi.

Lo stesso vale per una araba:


Finalmente un argomento serio!

Domenica nel cantone svizzero San Gallo si è svolto un referendum sul divieto di «dissimulare o nascondere il proprio viso» nei luoghi pubblici: il 67% dei votanti si è espresso a favore.
Io, di fronte a tale notizia, provo dei sentimenti un po’ contradditori. Da una parte, sono a favore del burqa estivo obbligatorio per tutte le donne (sì, proprio per quelle donne che escono di casa quasi nude, distraggono gli uomini e spesso danno pure dei maniaci a questi ultimi). Dall’altra parte, conosco l’opinione di molte donne musulmane su questo capo di abbigliamento: «ci permette di non sentirci osservate dagli uomini».
A quali conclusioni posso giungere in base a questi due elementi? Prima di tutto, posso constatare che tutte le donne vedono il mondo circostante popolato dei maniaci sessuali, ma almeno quelle musulmane comprendono la necessità di non provocare. In secondo luogo, deduco che la maggioranza raggiunta al referendum svizzero sia composta dai voti degli uomini (stanchi dalle accuse infondate) e delle donne di scarsa responsabilità civica.


Le alte tecnologie tessili

Non ci ho mai pensato che i jeans con dei disegni bianchi e/o con dei buchi venissero creati con l’uso del laser: