Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del tag «animali»

Ancora a pony

Dopo avere visto, qualche tempo fa, il film «The Last Duel» (bello e molto attuale nonostante essere ambientato nel XIV secolo, sicuramente da vedere), per l’ennesima volta mi ero chiesto: come facevano i semplici cavalli dei cavalieri a reggere il regime del combattimento con tutto quel carico di metallo sopra? Considerando anche il fatto che le tecnologie dell’epoca non consentivano di creare le protezioni e le armi tanto leggeri…
Ebbene, la settimana scorsa ho avuto una interessante risposta.
Solitamente si presume che nel Medioevo i cavalieri avessero combattuto utilizzando dei grossi cavalli (destrières), simili agli attuali Percherons, Brabansons e Charières.
Ma i ricercatori, dopo avere studiato le ossa di oltre due mila cavalli del periodo tra il IV e il XVII secolo trovati nei castelli o nei cimiteri speciali dei cavalli, sono giunti alla conclusione che quelli dei cavalieri furono dei cavalli molto piccoli, non più alti di 4 piedi e 10 pollici (147 centimetri). Quella è l’altezza di un pony dei giorni nostri.

Di conseguenza, vanno riviste quelle modalità dei duelli che abbiamo sempre avuto in mente grazie al cinema. Compresi i loro ritmi.

P.S.: e, ovviamente, ricordo a tutti che la storia non si impara dai film, nemmeno quando Ridley Scott finalmente si decide di farne uno scientificamente molto più attendibile dei precedenti.


Il necrologio è cambiato

Non so se tutti si siano accorti di una beffa colossale che gli ecologisti di tutto il mondo hanno subito proprio ora, pochi giorni dopo il COP26.
In sostanza, su Nature – una delle riviste scientifiche più autorevoli del mondo – è stato pubblicato un articolo che illustra i risultati di una interessante ricerca. I mammut si sarebbero estinti non per colpa dell’uomo-cacciatore, ma a causa dei cambiamenti climatici.
Certamente: i problemi della ecologia non vanno sottovalutati. Ma, allo stesso tempo, mi diverte tantissimo l’immagine di certi attivisti i cui cervelli saranno ora andati in corto circuito per lo svanire di uno dei tasselli del sistema semplicistico (a loro tanto comodo) «attività umana – cambiamento climatico».
Ah, se e quando trovate del tempo, leggete pure l’articolo: potrebbe risultarvi interessante indipendentemente dal vostro punto di vista circa il clima.


Un po’ di populismo alimentare

Ho letto solo ieri che in Sud Corea il presidente ha proposto – finalmente? – di valutare l’opportunità di vietare i hot dog locali (ehm, che battuta…).
Di fronte a questa notizia, mi sono improvvisamente accorto di essere assolutamente indifferente, dal punto di vista estetico, al «donatore» della carne che mangio. La maggioranza degli animali vivi mi è simpatica, ma in in qualità del cibo mi piacciono (non sempre, ma di solito) allo stesso modo. L’unico mio desiderio è quello non vedere nemmeno un pezzo del percorso che fanno dalla «stalla» alla cucina.
Però non posso non constatare che in una realtà politica più simile a quella occidentale (non solo dal punto di vista visuale, come, per esempio, l’abbigliamento formale) in questo periodo i sudcoreani avrebbero iniziato da altri rappresentanti della fauna.


Per gli amanti dei gatti

Le persone eventualmente interessate possono assistere a questo convegno internazionale dei musicisti amanti dei gatti:

Io non sono un grande fan degli animali domestici, ma riconosco che il suddetto video è guardabile.


Un lupo video-blogger

I membri dell’organizzazione The Voyageurs Wolf Project (che si occupa dello studio dei lupi nella zona del parco nazionale Voyageurs nel Minnesota) hanno attaccato un collare con una videocamera a un lupo per scoprire di cosa si occupa durante il giorno. La videocamera era programmata per funzionare per 30 secondi all’inizio di ogni ora.
Sulla pratica il pelo del lupo ha un po’ limitato visuale, ma il risultato è comunque interessante:

Molto probabilmente, il lupo era riuscito a fare ancora più cose (per esempio, prendere più pesci), ma noi non possiamo saperlo. Per ora: perché la sperimentazione continuerà.


Pensateci bene prima di andarci

Da piccole le capre gulabi sembrano particolarmente belle:

Ma poi crescono, diventando adulte e mature: Continuare la lettura di questo post »


Si può chiamarla pazienza?

Lo shetland (è una razza di pony) di nome Simon sta manifestando una pazienza incredibile mentre una gazza sta cercando di staccargli un capello della coda:

Ho sempre pensato che una passività del genere sia tipica solo agli asini… E invece no:

Ora ho uno stereotipo in meno almeno sul mondo degli animali.


Una soluzione tecnologica

Viviamo in un mondo sempre più strano. Nei giorni scorsi ho scoperto che su YouTube esistono dei video creati solo (e appositamente) per i gatti. Il video con il quale è avvenuta la scoperta dura quasi due ore e mezzo e mostra delle linee che si muovono come se fossero delle corde. Se qualcuno avesse la necessità di impegnare il proprio gatto in una attività autonoma per un po’ di tempo ed è pronto a «scarificare» uno schermo, si serva pure:

Dicono che funziona:


Sul relativo canale di YouTube, intanto, non è l’unico video per i gatti.


La pace e la tranquillità

Esistono diversi modi di raggiungere la pace e la tranquillità (ma pure la serenità). Qualcuno, per esempio, compra (o adotta) un animale domestico. Qualcun altro suona uno strumento musicale. Esistono tantissimi modi diversi…

P.S.: a me piacciono gli animali, ma solo fino al momento in cui diventano domestici.


La gare canini

Il commentatore sportivo della BBC Andrew Cotter non ha alcun impegno lavorativo in questo periodo. Di conseguenza, si annoia un po’ (come tutti noi).
Quindi per non perdere la forma ha deciso di commentare le competizioni vitali dei suoi labrador Olive e Mabel. Si tratta di gare cariche di tensione, a volte vinte all’ultimo secondo:

Alcune gare, purtroppo, vengono vinte non dallo sportivo migliore, ma da quello favorito dalla consegna anticipata dell’attrezzo: