Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del tag «apple»

L’icona di stile

Il 21 gennaio l’Intesa San Paolo ha pubblicato le immagini della futura sede di Torino delle Gallerie d’Italia (dovrebbe aprire tra due anni). La mia attenzione è stata subito attirata da questo rendering:

Perché? Perché mi ricorda troppo l’Apple Store di Milano (aperto il 27 luglio 2018):

Insomma, ora la Apple detta la moda non solo nella elettronica, ma anche nella architettura. Tim Cook potrebbe trarne le giuste considerazioni.
Mentre noi dobbiamo constatare che la fantasia non si compra con i soldi. Certo, il settore bancario-finanziario si è sempre distinto per un alto livello di conservatorismo, ma per ogni singola azienda il rischio di non essere all’avanguardia può sempre rivelarsi fatale.


Una lettura medica

Stamattina ho pensato di essere diventato un daltonico:

Ma poi ho scoperto che è invece un fenomeno normale, che la mela diventa rossa per le Giornate mondiali contro l’AIDS. E quindi passiamo alle cose più interessanti.
È vero che la maggioranza delle persone non è particolarmente aggiornata sulle infezioni da HIV, ma non so quanto possa essere socialmente utile l’iniziativa neozelandese di creare una banca di sperma per gli uomini positivi.
Mentre ci penso, leggete pure voi l’articolo: https://www.nzherald.co.nz/nz/news/article.cfm?c_id=1&objectid=12287990


Come aiutare a fingere

In questi giorni in Russia viene avviato un esperimento sociale interessantissimo, il quale può arrivare, con una buona probabilità, anche in Europa.
La catena re:Store — il distributore ufficiale dei prodotti della Apple in Russia — ha lanciato un nuovo servizio: la possibilità di noleggiare gli iPhone. Tale opzione si applica a tre versioni dell’ultimo modello (l’iPhone 11) e alle due versioni del modello precedente (l’iPhone XS). Le condizioni non sembrano particolarmente vantaggiose: per 12 mensilità di utilizzo si pagherebbero tra l’80% e il 90% del prezzo d’acquisto. Mentre l’acquisto dell’apparecchio già noleggiato costerebbe addirittura circa un quinto in più rispetto al prezzo normale.
Chi osserva almeno in modo superficiale la politica produttiva della Apple, sa bene che ogni anno esce un nuovo modello dell’iPhone. Ma non tutti gli amatori del marchio sono economicamente in grado di aggiornare il proprio apparecchio con tale periodicità. Allo stesso tempo, più o meno tutti sanno che nel mondo è largamente diffusa la tendenza di apparire, agli occhi degli altri, più ricchi di quello che si è. Addirittura, meno una persona è abbiente, e più tende a spendere gli ultimi soldi per gli oggetti costosi (in una certa misura potrebbe essere anche una forma di autoinganno). Mentre i «ricchi» semplicemente comprano le cose che piacciono, indipendentemente dal prezzo.
Ecco, ora in Russia è un po’ più facile apparire ricchi. Ma anche ingannare se stessi.
L’Europa, dunque anche l’Italia, non ha alcun modo si sfuggire a questa moda. Di conseguenza, trovo altamente probabile che in breve qualcuno tenti di esportarla.

P.S.: ovviamente invito tutti ad agire in modo razionale anche nell’ambito degli acquisti. Il telefono, come la maggioranza degli altri oggetti, è prima di tutto uno strumento. Uno strumento che ognuno sfrutta nei limiti delle proprie capacità e fantasia.


iShaver 11

Per pura curiosità ho guardato se siano state comunicate delle grandi novità alla presentazione dell’iPhone 11 dell’altro ieri. Purtroppo, nulla di rivoluzionario. Anzi, l’unica innovazione interessante riguarda il servizio Apple TV+. Provate a vedere voi in cosa consiste. Inoltre, ora ha i prezzi incredibilmente bassi non solo per gli standard della azienda-produttrice, ma anche per il mercato in generale.
In tema degli iPhone nuovi, ci sono state due conseguenze meritevoli di attenzione.
La prima è semplicemente positiva: sono scesi i prezzi dei modelli meno recenti degli iPhone. Coloro che erano in dubbio fino a due giorni fa, ora possono andare a rivederli ancora.
La seconda conseguenza è semplicemente curiosa: la gente ha iniziato quasi subito a prendere in giro i tre obiettivi del nuovo iPhone 11. Questa, secondo me, è la reazione migliore:

Chissà se arriverà mai il giorno in cui la Apple inizierà a seguire l’esempio della Xiaomi, producendo ogni tipo di oggetti elettronici e non.


Qualcosa di naturale

Nel video domenicale odierno vediamo un esempio della pubblicità del McDonald’s in stile Apple:

Non andandoci più da qualche anno, non so se al McDonald’s si possano prendere le mele…


AirPods testati

Alla fine di dicembre del 2016 erano finalmente stati messi in commercio gli AirPods (e a marzo di quest’anno ne è stata annunciata la seconda generazione). Fin dal momento della loro comparsa sono stato molto scettico nei confronti della loro funzionalità e, inizialmente, non intenzionato a diventarne possessore. Ma poi è intervenuta la vita reale: mi sono stufato di estrarre la polvere dallo slot audio del mio iPhone. Sì, quella polvere che a volte impedisce il corretto funzionamento (o addirittura l’inserimento) del jack degli auricolari «normali».
Insomma, sono diventato un felice possessore degli AirPods e dopo due mesi dei test posso dire: il mio scetticismo era infondato. Quindi ora commento molto brevemente quegli aspetti che vengono più frequentemente criticati o comunque visti come cause di potenziali problemi. Ne ho evidenziati sei, ma non escludo l’eventualità di averne dimenticato qualcuno importante.

1. Gli AirPods sarebbero facili da perdere. Dipende tutto dalla forma delle vostre orecchie: ad alcune persone gli AirPods cadono spesso, mentre altre persone riescono pure a correre o andare in bici senza perderli. A me non sono mai caduti, ma nelle prime settimane la paura è stata abbastanza fastidiosa. Involontariamente, ho pure iniziato a camminare lontano dai tombini per l’acqua piovana.
2. Gli AirPods sarebbero tanto leggeri da far dimenticare di averli nelle orecchie. Boh, a me sin da subito sono sembrati non meno pesanti degli auricolari normali, forse anche un po’ più pesanti. Appositamente per il presente post ho pure eseguito un confronto scientifico (si veda la foto). Secondo me i proprietari si dimenticano di loro a causa dell’assenza del cavo. Viva la spensieratezza!

3. Chi indossa gli AirPods non sentirebbe cosa succede attorno. Un buon livello di ANR è la caratteristica distintiva di tutte le cuffie e auricolari di qualità, quindi è un pregio e non un difetto. In ogni caso, l’arrivo delle auto un po’ si sente comunque, quindi non si rischia la vita. Con o senza gli auricolari, bisogna prestare un minimo di attenzione a ciò che succede attorno.
4. Gli AirPods indurrebbero all’autolesionismo. Questo è vero: quando per qualche motivo al primo «doppio tap» sull’auricolare non segue l’azione attesa (per esempio, non si riesce a rispondere a una telefonata) il possessore inizia a picchiare con una violenza crescente (letteralmente!) il proprio orecchio. Io vi invito alla moderazione.
5. Gli AirPods farebbero venire il mal di testa. Mai notato.
6. Nella scatola-caricatore degli AirPods entra la polvere. È vero. Ma è altrettanto vero che ne entra pochissima (quantità omeopatica) ed essa è facile da togliere, per esempio, con un semplicissimo bastoncino per la pulizia delle orecchie.
Ecco, erano questi i sei punti che volevo illustrarvi. Spero che vi siano utili per decidere sull’eventuale acquisto degli AirPods.
Concludo con l’osservazione fondamentale: la qualità dell’audio è buona (per quanto possa essere buona negli auricolari). Inoltre, gli AirPods, connettendosi via bluetooth, possono essere utilizzati anche con gli smartphone con l’Android e con i computer portatili con il Windows.


Il duro processo logico

Dopo lunghi ragionamenti, studi, discussioni e ricerche alla Apple hanno probabilmente iniziato a sospettare che il calo delle vendite degli iPhone possa essere dovuto ai prezzi alti. I 1189 euro per uno smartphone, anche se dicono che è di una qualità realmente alta, sono un po’ tanti.
Alla Apple, però, non possono ammettere sin da subito di avere esagerato con il prezzo (i prezzi esagerati fanno parte della loro politica da oltre un decennio). Quindi hanno deciso di abbassare i prezzi solo «in alcuni Stati». E, finché il concetto di alcuni Stati non è diventato abbastanza ampio, riflettete sul principio secondo il quale sceglierete la prossima meta di un viaggio all’estero, ahahaha


Pubblicità divina

Devo ammettere che le mie speranze non si sono avverate. E il miracolo, purtroppo, non si è verificato: il maxi-schermo pubblicitario della Samsung si è semplicemente trasferito dalla parte opposta del transetto del Duomo milanese. Quindi per altri x anni lo status dell’edificio più famoso della città sarà ridotto a quello di un cartellone pubblicitario. Tanta tristezza.


In compenso, nelle prossimità dell’Apple Store il wi-fi funziona alla grande (come avviene in tutti i posti analoghi del mondo).


Una stranissima coincidenza

Molto probabilmente sapete già che oggi a Milano (in piazza Liberty) viene finalmente inaugurato il primo vero Apple Store italiano. La tradizionale componente in vetro sembra un moncherino (chi ha visto l’Apple Store di New York capirà), ma spero che diventi comunque una fonte di wi-fi gratuito e potente (chi ha visto l’Apple Store di New York capirà).

Inoltre, molto probabilmente sapete (o ricordate) che per molti anni il Duomo di Milano ha svolto la funzione di «reggipubblicità» della Samsung. Infatti, per circa cinque anni (ma forse anche più, ormai non mi ricordo) il braccio nord del transetto del Duomo è stato completamente coperto dai ponteggi, i quali a loro volta erano coperti dalla pubblicità della Samsung e, soprattutto, da uno maxi-schermo che trasmetteva in continuazione sempre la pubblicità della Samsung. Ho paura di immaginare l’ammontare complessivo della spesa sostenuta dalla società coreana. Ebbene, da ieri quella pubblicità non c’è più. Per pura coincidenza è sparita poco prima della apertura dell’Apple Store (a poche decine di metri dal Duomo).

Non so se dobbiamo ringraziare la Apple per la fine della barbarie architettonica pluriennale (deplorata e derisa anche dai turisti). I funzionari del Comune di Milano, non volendo finire in un luogo ben custodito, non lo diranno mai. Nemmeno io voglio finire in quel luogo ben custodito, quindi mi limito a fare il peccato di pensare male.


Il design telefonico

Se, un giorno, l’Apple deciderà di creare uno smartphone triangolare, gli altri produttori la seguiranno.