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Le novità elettriche

Prevedibilmente, pure il Salone dell’automobile di Ginevra 2020 è stato annullato a causa del COVID-19. Ma anche grazie a tale notizia, che si inserisce in un trend mediatico un po’ fastidioso, ho fatto due piccole scoperte automobilistiche interessanti. Guardando i modelli elettrici più interessanti che avrebbero dovuto essere mostrati al Salone, posso ora constatare quanto segue.
In primo luogo, ho scoperto che pure la Fiat si è finalmente svegliata, ha visto il numero dell’anno sul calendario e ha deciso di produrre qualche auto elettrica e ibrida. La novità più curiosa è la Nuova 500 «La Prima». Dovrebbe poter fare fino a 320 kilometri a ciclo combinato con il 100% della carica, fino a 400 km a ciclo urbano e caricarsi dallo 0 all’80% con la carica veloce in 35 minuti (i restanti 20%, come su tutte le altre batterie, dovrebbero essere più lenti da caricare).
Rimane sempre una Fiat, ma almeno è un buon primo tentativo di rendere moderna una auto esteticamente interessante.

La seconda mia scoperta riguarda l’esistenza della auto elettrica Microlino 2.0. Continuare la lettura di questo post »


L’auto dei miei sogni

Nel 1985 il neo-eletto Segretario Generale del partito Comunista dell’Unione Sovietica annunciò l’inizio della perestroika. Nell’autunno del 1986 iniziò la progressiva liberalizzazione della economia. Nella primavera del 1988 le cooperative (l’unica forma di imprenditorialità autorizzata) ottennero il diritto di entrare in tutti i settori dell’economia. Cominciarono a comparire i primi ricchi legali. Assieme a questi ultimi cominciarono a comparire nelle città sovetiche anche le prime automobili straniere (capitavano anche prima, ma con la stessa frequenza delle auto targate «Danimarca» sulle strade italiane).

Proprio in corrispondenza di questa tappa della perestroika io sono entrato in quella età nella quale i ragazzini distinguono tutte le marche e tutti i modelli automobilistici. In sostanza, il mercato automobilistico russo dell’epoca si è formato e cresciuto assieme a me. Prima o poi ne scriverò in dettaglio, mentre per ora mi limito a dire che tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 in Russia arrivavano dall’estero tantissime automobili usate (forse addirittura più di quelle nuove).

Uno dei primi modelli stranieri che io ed i miei coetanei abbiamo imparato a riconoscere è stata la BMW della serie E30. Tale notorietà le era garantita da una larga diffusione e il design particolare (quasi extraterrestre per noi figli dell’URSS).

Tanti miei coetanei dicevano che «da grandi» avrebbero comprato una Mercedes, mentre io  Continuare la lettura di questo post »