Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del tag «calendario»

1 gennaio

La data odierna è poco adatta alle pubblicazioni divertenti: quando ci svegliamo, dobbiamo pensare solo a riprenderci dal grande divertimento appena fatto (anche se in modo adeguato ai tempi che corrono). Quindi ripetiamo una grande verità…
Probabilmente non lo sapevate.
Oppure speravate che qualcuno fosse più fortunato di voi.
Ma, in ogni caso, non fa assolutamente male ripeterlo.
Ebbene, ho una notizia triste per voi: in tutto il mondo occidentale – e non solo per voi – il primo gennaio è una giornata inesistente.
La gente si sveglia di pomeriggio, si rende conto di non poter bere o mangiare, non sa di preciso cosa avesse fatto prima di essersi addormentata e cosa dovrebbe fare ora. Nel momento in cui le persone riacquistano una minima parte della capacità di intendere e volere, è già la sera.
Nel frattempo le vie delle città restano vuote, non succede alcunché in giro per il mondo.
In sostanza, sui libri scolastici si potrebbe tranquillamente scrivere che un anno normale ha 364 giorni. E ciò sarà vero.
In conclusione del post illuminante di oggi vorrei esprimere le mie più sincere condoglianze a tutti coloro che l’1 di gennaio sono costretti ad andare al lavoro. Nella prossima vita verrete premiati generosamente.

P.S.: oh, ma posso vedere il trailer del 2023?!


1 gennaio

La data odierna è poco adatta alle pubblicazioni divertenti: quando ci svegliamo, dobbiamo pensare solo a riprenderci dal grande divertimento appena fatto. Quindi ripetiamo una grande verità…
Probabilmente non lo sapevate.
Oppure speravate che qualcuno fosse più fortunato di voi.
Ma, in ogni caso, non fa assolutamente male ripeterlo.
Ebbene, ho una notizia triste per voi: in tutto il mondo occidentale – e non solo per voi – il primo gennaio è una giornata inesistente.
La gente si sveglia di pomeriggio, si rende conto di non poter bere o mangiare, non sa di preciso cosa avesse fatto prima di essersi addormentata e cosa dovrebbe fare ora. Nel momento in cui le persone riacquistano una minima parte della capacità di intendere e volere, è già la sera.
Nel frattempo le vie delle città restano vuote, non succede alcunché in giro per il mondo.
In sostanza, sui libri scolastici si potrebbe tranquillamente scrivere che un anno normale ha 364 giorni. E ciò sarà vero.
In conclusione del post illuminante di oggi vorrei esprimere le mie più sincere condoglianze a tutti coloro che l’1 di gennaio sono costretti ad andare al lavoro. Nella prossima vita verrete premiati generosamente.

P.S.: oh, ma posso vedere il trailer del 2022?!


La differenza tra le date natalizie

Riprendendo, in un certo modo, l’argomento del Babbo Natale, potrei finalmente scrivere di quel fenomeno che ormai da diversi anni commento nelle conversazioni tematiche con gli amici e conoscenti italiani. Si tratta delle date diverse del Natale cattolico e quello ortodosso.
Più o meno tutti sanno che il Natale ortodosso si festeggia il 7 di gennaio perché la Chiesa ortodossa segue [ancora] il calendario giuliano. Non tutti però sanno che per la Chiesa ortodossa la data della suddetta festività è fissa: infatti, nel corso dei secoli si è progressivamente spostata dal 23 dicembre al 7 gennaio dell’anno solare successivo. E, soprattutto, il processo dello spostamento della data non si dovrebbe fermare fino al momento della scomparsa del nostro sistema solare. Così, per esempio, a partire dal 2101 il Natale ortodosso si festeggerà l’8 di gennaio.
Il fenomeno dello spostamento della data è dovuto al fatto che il calendario giuliano — che è elevato al rango di un dogma e non può essere cambiato — considererà, a differenza del calendario gregoriano (quello seguito dalla Chiesa cattolica), l’anno 2100 come bisestile perché il suo numero si divide per 4. Secondo il calendario gregoriano, invece, l’anno 2100 non è bisestile perché il suo numero non si divide perfettamente per 400. Di conseguenza, nel calendario giuliano (quello ortodosso) compare un giorno «di troppo»: il 29 febbraio 2100 (che non può essere buttato via per una serie di motivi, la commemorazione di alcuni santi compresa). Questo comporta lo spostamento della data del primo Natale seguente al 29/II 2100 dal 7 all’8 di gennaio 2101. Sempre dalla data del 29 febbraio 2100 la differenza tra i calendari delle due Chiese sarà di 14 giorni e non più di 13.
Naturalmente, non è la prima volta che una cosa del genere si verifica in oltre due mila anni di storia. Quindi vi propongo una tabella che mostra come è cambiata la differenza in giorni tra il calendario giuliano e quello gregoriano. In sostanza, questa tabella mostra, secolo per secolo, quanti giorni vanno aggiunti al 25 dicembre per stabilire la data del Natale ortodosso in vigore per il secolo scelto.

Il secolo I periodi (in anni) del calendario giuliano La differenza in giorni Il secolo I periodi (in anni) del calendario giuliano La differenza in giorni
dal 1/III al 29/II dal 1/III al 29/II
I 1 100 –2 XII 1100 1200 7
II 100 200 –1 XIII 1200 1300 7
III 200 300 0 XIV 1300 1400 8
IV 300 400 1 XV 1400 1500 9
V 400 500 1 XVI 1500 1600 10
VI 500 600 2 XVII 1600 1700 10
VII 600 700 3 XVIII 1700 1800 11
VIII 700 800 4 XIX 1800 1900 12
IX 800 900 4 XX 1900 2000 13
X 900 1000 5 XXI 2000 2100 13
XI 1000 1100 6 XXII 2100 2200 14

Ovviamente, il cambiamento della differenza tra i due calendari comporterà — come ha comportato anche nel passato — lo spostamento anche di tutte le altre festività ortodosse.
La differenza tra i due calendari appare spesso una cosa bizzarra, scomoda, poco sensata etc. Entrambi i calendari, però, sono accumunati da un medesimo problema di logica: se nell’Occidente gli anni si contano dalla nascita di Gesù, perché la data della sua nascita è sempre diversa dalla data dell’inizio dell’anno? Perché secondo il calendario gregoriano l’anno inizia sei giorni più tardi e secondo quello giuliano sette (per ora) giorni prima?
Certo, nemmeno i teologi sono d’accordo tra loro sulla data precisa della nascita di Gesù: sanno solo che sarebbe nato verso la metà dell’inverno. Ma tale incertezza sarebbe un bel motivo aggiuntivo per abbandonare entrambi i calendari (gregoriano e giuliano) e passare a un calendario comune, nel quale la data del Natale sarà fissata per il 31 dicembre. Sarebbe una grande vittoria della logica.
Ma, purtroppo, l’eventualità di un largo consenso tra i rappresentanti dei gruppi concorrenti è un sogno tanto idillico quanto l’attesa delle azioni logiche intraprese da una qualsiasi Chiesa.


Propongo una indagine

I sociologi che dispongono i mezzi necessari per raccogliere le opinioni delle larghe masse potrebbero organizzarsi per svolgere una interessante ricerca a livello nazionale o, addirittura, mondiale… Anzi, sarebbe interessantissimo confrontare i risultati Stato per Stato e poi cercare delle correlazioni con il modo di affrontare la pandemia del Covid-19 adottato in ogni singolo Stato.
L’indagine che intendo ha solamente una domanda:
«Voi, gli umani viventi nel 2021, quale anno intendete con l’espressione l’anno scorso? Intendete il 2020 o il 2019?»
La domanda mi è venuta in mente già un paio di mesi fa, quanto mi ero improvvisamente accorto di pensare al 2019 proprio nei termini dell’"anno scorso". Non considero il 2020 del tutto perso e/o inutile: sono riuscito a produrre qualcosa di interessante e vivere diversi mesi secondo un ritmo molto simile a quello abituale. Ma, allo stesso tempo, le varie restrizioni imposteci hanno reso il 2020 un po’ povero di avvenimenti memorabili (rispetto agli anni precedenti). Quindi spesso, ricordando qualche evento, penso automaticamente che sia successo l’"anno scorso".
So di non essere l’unico a osservare tale fenomeno nella propria testa. Di conseguenza, sarei curioso di scoprire la sua portata.


1 gennaio

Probabilmente non lo sapevate.
Oppure speravate che qualcuno fosse più fortunato di voi.
Ma, in ogni caso, non fa assolutamente male ripeterlo.
Ebbene, ho una notizia triste per voi: in tutto il mondo occidentale – e non solo per voi – il primo gennaio è una giornata inesistente.
La gente si sveglia di pomeriggio, si rende conto di non poter bere o mangiare, non sa di preciso cosa avesse fatto prima di essersi addormentata e cosa dovrebbe fare ora. Nel momento in cui le persone riacquistano una minima parte della capacità di intendere e volere, è già la sera.
Nel frattempo le vie delle città restano vuote, non succede alcunché in giro per il mondo.
In sostanza, sui libri scolastici si potrebbe tranquillamente scrivere che un anno normale ha 364 giorni. E ciò sarà vero.
In conclusione del post illuminante di oggi vorrei esprimere le mie più sincere condoglianze a tutti coloro che l’1 di gennaio sono costretti ad andare al lavoro. Nella prossima vita verrete premiati generosamente.

P.S.: oh, ma posso vedere il trailer del 2021?!


1 gennaio

Probabilmente non lo sapevate.
Oppure speravate che qualcuno fosse più fortunato di voi.
Ma, in ogni caso, non fa assolutamente male ripeterlo.
Ebbene, ho una notizia triste per voi: in tutto il mondo occidentale – e non solo per voi – il primo gennaio è una giornata inesistente.
La gente si sveglia di pomeriggio, si rende conto di non poter bere o mangiare, non sa di preciso cosa avesse fatto prima di essersi addormentata e cosa dovrebbe fare ora. Nel momento in cui le persone riacquistano una minima parte della capacità di intendere e volere, è già la sera.
Nel frattempo le vie delle città restano vuote, non succede alcunché in giro per il mondo.
In sostanza, sui libri scolastici si potrebbe tranquillamente scrivere che un anno normale ha 364 giorni. E ciò sarà vero.
In conclusione del post illuminante di oggi vorrei esprimere le mie più sincere condoglianze a tutti coloro che l’1 di gennaio sono costretti ad andare al lavoro. Nella prossima vita verrete premiati generosamente.

P.S.: oh, Dioniso, ma perché tutte quelle bottiglie sono vuote?!


Con il presente post presento, finalmente, le tre nuove funzionalità del mio sito.
All’inizio di gennaio avevo letto (e poi scritto) del Calendario Internazionale Fisso. Proprio in quei giorni mi ero ricordato di una mia vecchia idea mai realizzata: quella di trasformare in un servizio-web uno dei capitoli del libro «Giochi ed enigmi matematici» di Martin Gardner. In quel capitolo si spiega il metodo di determinare il giorno della settimana per qualsiasi giorno di qualsiasi anno. Ho quindi pensato di non mettere a una ulteriore prova la propria memoria e di non rischiare a fare morire la mia vecchia idea per la seconda volta. Non è certo di chissà quale originalità, ma una idea realizzata è sempre una fonte di soddisfazione.
Informandomi sulle funzioni del PHP più adatte alla realizzazione dell’idea, mi sono però ricordato che non è più necessario scrivere un algoritmo difficile quanto quello di Gardner. La maggior parte del lavoro è stata fatta dagli svilupatori del HTML e del PHP: i due linguaggi si sono evoluti tantissimo anche nella gestione delle date. Sono quindi riuscito a elaborare la parte del calcolo con una velocità anomala (almeno per i miei standard).
Insomma, evito di sovracaricare i miei lettori con dei dettagli tecnici e passo subito a presentare il risultato. Lo faccio così tardi solo perché il perfezionamento di alcuni dettagli era stato messo in pausa per dare la precedenza agli impegni lavorativi più urgenti.
Ora sul mio sito sono disponibili ben tre nuovi strumenti:
1. Il generatore dei calendari – è lo strumento che permette di generare il calendario di qualsiasi anno scelto dall’utente a partire dall’1 d.C..
eugigufo.net/it/tools/calende/
2. Il calcolatore dei giorni della settimana – è lo strumento che calcola il giorno della settimana corrispondente a qualsiasi data scelta dall’utente:
eugigufo.net/it/tools/chenonsiaunlunedi/
3. Il misuratore del periodo – è lo strumento che calcola la distanza temporale tre le due date scelte dall’utente, mostrando la quantità degli anni, dei mesi e dei giorni compresi nel periodo indicato.
eugigufo.net/it/tools/daquantotempo/
Ecco, attualmente sto pensando sulla opportunità di dare la possibilità di salvare il risultato prodotto da ognuno dei tre strumenti in formato PDF. Certo, un utente medio dovrebbe essere capace di farlo anche con le funzionalità del proprio browser, ma forse un buttone presente direttamente sulla pagina potrebbe essere un giocattolo in più apprezzato da una parte dei visitatori?
In ognicaso, sono sempre benvenuti i consigli dei visitatori circa la creazione dei nuovi strumenti e il miglioramento di quelli già esistenti.


Il calendario della liberazione

Il 23 febbraio dovrebbe essere il giorno più adatto per riprendere un argomento…
Il fotografo russo Andrei Budaev ha pubblicato già a dicembre il proprio calendario chiamato «Liberazione». Sulle immagini in esso contenute si vedono alcuni noti politici russi coraggiosamente abbelliti (con più capelli e meno grasso rispetto alle loro immagini comunemente note) e alcuni noti politici ucraini coraggiosamente presi in giro.
Ma, dato che i miei lettori non conoscono la maggioranza dei personaggi ritratti, io mi concentrerei sulla copertina. Prima di tutto vediamola:

Ad alcuni di voi questa immagine potrebbe ricordare qualcosa. Ebbene, ora vi faccio vedere un’altra immagine: Continuare la lettura di questo post »


Il sogno di un contabile

Nel 1902 Moses Bruine Cotsworth, il contabile della britannica North Eastern Railway Company, presentò il Calendario Internazionale Fisso elaborato da egli stesso. Relativamente al calendario tradizionale, Cotsworth fu insoddisfatto della quantità diversa dei giorni e delle settimane nei mesi e del fatto che i giorni della settimana cambiassero di continuo la data. Inventò quindi un calendario di 13 mesi composto ognuno da 28 giorni (13 × 28 = 364). Ogni mese ebbe quattro settimane e ogni data corrispose a un giorno della settimana preciso: il primo giorno del mese fu sempre di domenica e il 13 sempre di venerdì (una scelta interessantissima, probabilmente Cotsworth non amava la superstizione).
Il 13-esimo mese dell’anno fu chiamato Sol in onore del solstizio d’estate e inserito tra il giugno e il luglio: proprio quando avviene il solstizio. Per portare la quantità dei giorni fino ai 365, Cotsworth aggiunse il Giorno dell’Anno dopo il 28 dicembre. Il Giorno dell’Anno dovette essere un giorno festivo globale, non appartenente ad alcun mese e alcuna settimana. Il giorno aggiuntivo dell’anno bisestile fu messo alla fine del Sol.
Il Calendario Internazionale Fisso piacque molto al fondatore della Kodak George Eastman. Quest’ultimo adottò quindi il calendario di Cotsworth nella propria azienda ai fini finanziari e produttivi. La Kodak utilizzò il Calendario Internazionale Fisso dal 1928 al 1989.


I pensieri del giorno dopo

Come può una persona normale impiegare le poche briciole della vita sensate che ci lascia quel buco temporale chiamato «1 gennaio»?
Per esempio, può contemplare la bottiglia vuota da 1,5 L della «Veuve Cliquot» e capire che nella vita di una persona completa dovrebbero capitare tante altre occasioni – legate al merito e non al calendario – per svuotare alter bottiglie del genere.