Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del tag «cina»

Vedere la diffusione

Ho scoperto un progetto bello, che a qualcuno potrebbe sembrare angosciante. La mappa della diffusione mondiale del coronavirus cinese, aggiornata in tempo reale: https://gisanddata.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html?fbclid=IwAR02yFNGbySDIzfdZ-MDrgoRRuT5nJFl_c6Muocm9G2x5Zzrv3ukSgvqnhQ#/bda7594740fd40299423467b48e9ecf6

Possono essere visualizzate la mappa e le varie tipologie di dati.
Il sito non respira, quindi aprite con serenità.


Cina senza il software americano

Qualche tempo fa ho letto della decisione del Governo cinese di abbandonare l’uso del software e del hardware americani negli enti statali e nelle aziende che lavorano per tali enti (penso che si tratti a questo punto di almeno la metà dei computer utilizzati sul territorio cinese). Formalmente si parla di tutto il software straniero ma, considerata l’intenzione di sostituire anche il sistema operativo, è facile individuare la «vittima» principale che ci perderà più di tutti gli altri (quindi l’azienda che ha almeno un suo prodotto su ogni computer cinese). Entro la fine del 2022 sui computer degli enti statali non deve rimanere nemmeno una copia del Windows.
Il programma statale di sostituzione dei prodotti stranieri si chiama «3—5—2»: si intende di sostituire il 30% del hardware e del software entro la fine del 2020, il 50% nel 2021 e il restante 20% nel 2022.
La volontà di certi Stati di isolarsi dal mondo sviluppato non mi è mai stata tanto chiara e non è di essa che vorrei scrivere. Nell’ottica della notizia di cui sopra, mi interessano tanto le conseguenze della scelta cinese sul futuro della industria dei computer.
La Xiaomi e la Huawei sanno già produrre i computer di qualità accettabile e venderli a prezzi competitivi. Resta dunque creare un sistema operativo abbastanza comodo da poterlo fare usare da subito a una altissima quantità di lavoratori cinesi.
Tra parentesi: sono sicuro al 99% che il nuovo sistema operativo sarà creato sulla base di Linux. Addirittura, potrebbe essere una nuova versione del Deepin Linux elaborato dalla Huawei in seguito alle sanzioni statunitensi. Parentesi chiusa.
E ora pongo la grande domanda: se in Cina riescono a creare un sistema operativo comodo, poco costoso e testato su milioni di utenti obbedienti, il mercato occidentale come reagirà?
Insomma, oltre a studiare il cinese (c’è chi lo consiglia già da anni), vi conviene anche informarvi sulle funzionalità del Linux.


Copieranno gli altri

L’amministrazione di Pechino ha vietato le insegne arabe dei ristoranti e negozi alimentari.
Il fatto in sé mi interessa relativamente poco (è solo una piccola curiosità locale), mentre il suo probabile effetto «internazionale» no: potrebbe essere molto più meritevole di osservazione. Sarebbe infatti curioso vedere i vari nazionalisti europei a prendere – forse per la prima volta nella storia – apertamente l’esempio dalla Cina; oppure, al contrario, i cosiddetti «multiculturalisti» a sostenere che solo nella «dittatura cinese» poteva nascere un divieto del genere.
In ogni caso, finalmente non saranno i cinesi a copiare.
E, sempre in ogni caso, nell’Europa populista questa notizia ci verrà riproposta ancora. Quindi mi salvo la fonte.


Sempre attuale

All’inizio di giugno si ricordava la protesta di piazza Tienanmen di trent’anni fa.
Io, invece, solo oggi ho trovato (per caso) una delle analisi più approfondite di quanto era successo in quelle settimane del 1989:

Come potete vedere, è sempre possibile spiegare con una sola immagine che alcuni problemi non si risolvono per decenni.


Il coordinamento

Oggi vediamo un piccolo pezzo del concerto di Capodanno 2019 del China Media Group.
La grande particolarità di questo video sta non nella sincronizzazione dei movimenti (di solito è la musica ad aiutare), ma nel coordinamento di tutta quella folla. Ogni suo membro finisce sempre nel punto preciso al momento preciso.


La confluenza della plastica

Il 95% dei rifiuti di plastica portati dai fiumi finisce negli oceani attraverso questi dieci fiumi:
Fiume Azzurro (Yangtze, in Cina),
Fiume Giallo (Huang He, in Cina),
Fiume delle Perle (Zhujiang, in Cina),
Fiume Nero (Hai He, in Cina),
Mekong (passa per Cina, Birmania, Laos, Thailandia, Cambogia e Vietnam),
Amur (una notevole parte di esso fa da confine tra Russia e Cina),
Indo (passa per Cina, India e Pakistan),
Gange (passa per India e Bangladesh),
Nilo (passa per Burundi, Ruanda, Tanzania, Uganda, Sudan del Sud, Sudan ed Egitto),
Niger (passa per Guinea, Mali, Niger, Benin e Nigeria).
È interessante osservare che il Fiume Azzurro trasporta tanti rifiuti plastici quanti gli altri nove fiumi messi insieme.

E mi sa che molte delle campagne di sensibilizzazione organizzate dagli ecologisti in Europa sono… ehm, come dire… degli sforzi sprecati. Un po’ come se fossero andati negli asili per spiegare ai bambini che non va bene essere pedofili.


Anche i cinesi sbagliano

Pare che la storia dell’interessante progetto cinese TEB (Transit Elevated Bus) sia già finita.

Pensandoci bene, posso constatare che anche nel caso di successo sarebbe l’invenzione in questione sarebbe stata applicabile solo nelle città di recente costruzione (quindi prevalentemente quelle asiatiche)… Ma mi dispiace comunque per il dissolversi di questo sogno futuristico del XXI secolo.

Avevo espresso alcuni dubbi sulle caratteristiche di quel mezzo di trasporto già in occasione del suo primo viaggio.


Please do not shoot the pianist…

Il destino vuole che pure questa domenica si faccia un video-post musicale. Ma questa volta l’aggettivo «musicale» andrebbe appunto messo tra le virgolette.

Vladimir Putin periodicamente decide di suonare il pianoforte in pubblico. Così è successo anche il sabato 13 maggio in Cina, dove Putin doveva incontrare Xi Jinping nella residenza di quest’ultimo. Poco prima dell’incontro ha casualmente trovato un pianoforte incustodito (sempre casualmente in zona c’erano anche delle telecamere autorizzate a riprendere) e si è messo a suonare, senza dei risultati eccezionali, alcune melodie:

Alcuni sudditi hanno deciso di salvare il presidente con due Coub.

№ 1

№ 2


La vita da pennuto

Nelle ultime settimane il fagiano dorato (chrysolophus pictus) dello zoo di Hangzhou è diventato molto popolare tra i visitatori. Indovinate il perché.


Foto © China Stringer Network / Reut


TEB-1

Questa domenica assegno il titolo del video della settimana a quello sul primo viaggio del TEB-1 in Cina (a Qinhuangdao).

E’ sicuramente meglio realizzare queste opere tecnologiche invece di moltiplicare la quantità delle strade e cavalcavie. L’unica cosa che in un certo senso mi insospettisce è l’altezza tra il suolo e il fondo dell’autobus: ci passano le auto normali, me i furgoni (comprese, per esempio, le ambulanze) secondo me no. Comunque si tratta di un progetto interessantissimo.