Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del tag «collezionismo»

Si può trovare qualsiasi cosa

Prima o poi scriverò un bel manuale su come collezionare le monete da tutto il mondo anche senza andare in terre lontane. Certo, spero che la pandemia duri ancora per poco (e che non ne capitino altre) e che si riesca presto ad andare liberamente dove si vuole, ma le possibilità temporali ed economiche resteranno comunque più o meno limitate per la maggioranza delle persone. Quindi il mio libro sarà in ogni caso utile.

Volete sapere da dove venga il nuovo pezzo della mia collezione? Continuare la lettura di questo post »


Per i collezionisti delle auto

Nei giorni scorsi mi hanno segnalato che su un noto sito specializzato europeo è stato pubblicato l’annuncio di vendita di un Moskvich-2137. L’auto si trova a Mantova e viene venduta a 16.500 euro.

Il modello in questione è un diretto «discendente» del Moskvich-408 (un modello diffusissimo nell’URSS ed esportato, ai suoi tempi, pure in alcuni Paesi europei). Dal punto di vista tecnico il Moskvich-2137 – prodotto dal 1976 al 1985 dalla fabbrica moscovita AZLK – non è proprio un capolavoro della industria automobilistica ma, almeno, ha un design esterno decente, tipico alle auto prodotte a cavallo tra gli anni ’60 e ’70. Inoltre, lo studio delle foto dell’esemplare in vendita mi porta alla conclusione che la vettura sia nelle condizioni molto vicine all’originale (l’unico pezzo palesemente moderno è la batteria, ma questo è normale).
Di conseguenza, penso che quella macchia possa essere interessante per i collezionisti e gli appassionati delle auto d’epoca. Al giorno d’oggi è un pezzo rarissimo a livello mondiale, quindi segnalatelo alle persone che si interessano all’argomento dal punto di vista pratico. Non mi azzardo a ipotizzare quanti altri Moskvich-2137 possano essere trovati in Europa…
O siete voi stessi dei collezionisti?..


Errore fortunato

È stata una di quelle rarissime – direi tendente a singolare – occasioni in cui non mi sono lamentato per avere ricevuto il resto sbagliato, ma, al contrario, sono corso via dalla tabaccheria temendo di essere fermato:

Ahahaha… Sì, sono un collezionista pazzo. E spero che qualche commerciante ancora più pazzo di me un giorno mi dia il resto in lire italiane: in totale mi mancano ancora venti varianti delle monete per completare la sezione italiana della mia collezione.


Le monete bielorusse

La settimana scorsa sono diventato un fortunato (e felice) possessore di alcune monete bielorusse:

In pratica, ora me ne mancano solo due: da 1 kopeika e da 50 kopeiki. Spero di riuscire a trovarle presto. Ma questo mio desiderio non è il vero argomento del post odierno.
Nella Bielorussia indipendente le monete sono state emesse in circolazione per la prima e l’unica volta molto recentemente: il 1° luglio 2016 (ed è per questo che non mi era ancora capitato di vederle dal vivo). Fino a quella data la Bielorussia fu uno dei pochissimi Stati al mondo a utilizzare solamente i soldi cartacei (anche a causa di una continua forte inflazione) e a coniare solo le monete commemorative di fatto non utilizzate come dei mezzi di pagamento nella vita quotidiana.
Le monete introdotte nel 2016 portano tutte il 2009 come l’anno di cogno. Il rovescio di tutte le monete bielorusse (tranne forse quella da 1 rublo) assomiglia a quello delle monete dell’euro:

L’aspetto del dritto, invece, assomiglia tantissimo a quello delle monete sovietiche cognate tra il 1961 e il 1991:

Infatti, appena ho visto le nuove monete bielorusse, sono stato travolto da una valanga di ricordi infantili… Ma poi sono passato a riflettere sul valore simbolico di questo incontro dei due modelli economici sulle monete dello stesso Stato. Da una parte, l’ex Repubblica Sovietica continua a dipendere economicamente dall’ex centro dell’URSS (per esempio, attraverso i prestiti finanziari mai restituiti, i prezzi del petrolio e del gas molto favorevoli e la possibilità di fornire i prodotti europei rietichettati a prezzi maggiorati). Dall’altra parte, vuole sottolineare di essere uno Stato indipendente libero di passare, almeno in teoria, in qualsiasi momento a un’altra alleanza.
Sarà un messaggio in codice, una manifestazione della crisi di identità o qualcos’altro? Si potrebbe fare una bella ricerca politologica su tale argomento.