Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del tag «covid-19»

Osservare le statistiche

Come avete sicuramente letto, dal venerdì 15 ottobre al venerdì 31 dicembre (ehm, per ora) il green pass sarà obbligatorio per tutti i lavoratori dei settori pubblico e privato. Ultimamente mi sento un po’ più cattivo di prima e quindi ammetto di non essere particolarmente dispiaciuto per la sorte dei numerosi no-vax che dovranno inventarsi delle fonti di reddito alternative: il terrorismo biologico «deve» autofinanziarsi per morire soffrendo.
N.B.: non si tratta di una affermazione astratta perché conosco almeno una persona che è già passata a quelle condizioni con un buon anticipo. E so che è ben informata della mia posizione in merito.
L’aspetto che sarei particolarmente interessato a scoprire è una ricerca – magari anche solo di carattere statistico – sulla vitalità del mercato del lavoro italiano nel periodo in questione: dal 15 ottobre a fine anno. Non posso escludere che alcuni no-vax siano dei professionisti tanto preziosi da poter essere sicuri di una riassunzione alla fine dello stato di emergenza attuale, ma dubito che siano in tanti. Avrebbe infatti logico aspettarsi che le scarse capacità cognitive siano scarse in tutti gli aspetti della vita di ogni persona concreta. Quindi chissà se alla fine qualche persona mentalmente sana dovrà ringraziare il Covid e la stupidità altrui…


Una censura valida

Lo avrete già letto: il Telegram ha bloccato due canali dei «novax» covidici – uno italiano e uno tedesco – che incitavano alla violenza contro il personale medico impegnato nella vaccinazione contro il Covid-19, pubblicando anche i dati personali delle persone (scusate la tautologia) concrete. Il creatore del Telegram Pavel Durov descrive bene quella decisione (in inglese), quindi non mi metto a riassumere le sue parole.
La cosa che posso constatare io è semplice: anche qualora non ci fossero stati degli inviti alla violenza e/o la pubblicazione dei dati personali, avrei pienamente appoggiato questa forma di censura. Perché grazie a quei [censured censured censured censured censured] dei novax si diffondono e continuano a mutare non solo i virus come il Covid-19, ma pure tante di quelle malattie che l’umanità riteneva di avere superato già decenni o secoli fa: la peste, la pertosse, la difterite, il morbillo, la poliomielite etc.
Quindi, cari novax, chiudetevi in casa e godetevi la vostra libertà di schiattare per le malattie obsolete senza violare la libertà di vivere di tutte le altre persone.


Libertà legalizzata

Fino a pochi giorni fa pensavo che il mio green pass – ottenuto grazie alla vaccinazione – fosse destinato a fare la stessa fine delle numerose autocertificazioni preparate durante le zone «rosse» e «arancioni». Pensavo che non me lo avrebbero mai chiesto: questa volta non a causa dalle mie riserve apparentemente infinite di fortuna (o, forse, dell’elevata capacità di non destare sospetti? ahahaha), ma perché da anni non frequento certi luoghi chiusi.
Ebbene, almeno il green pass mi è stato chiesto. È successo ieri: il primo giorno della sua totale obbligatorietà nelle università italiane. E io mi sono divertito tanto a sentirmi una creatura legalizzata. Soprattutto quando, passando in una area comune, mi ero accorto di alcuni studenti in fuga dai controlli preannunciati.
Passando dalle considerazioni personali a quelle generale, posso testimoniare di avere intuito l’imminente obbligatorietà di fatto della vaccinazione anti-Covid già verso la metà della primavera. Nel senso: il vaccino non è obbligatorio, ma il certificato della vaccinazione avvenuta sì. Non so se sia una manifestazione della furbizia o della impotenza legislativa, ma in ogni caso potrebbe rivelarsi un bel stimolo per la popolazione non ancora vaccinata.
Anche chi, per qualche strano motivo, ha paura del vaccino o – al contrario – pensa di poter ignorare completamente il Covid-19, dovrebbe essere interessato a provare la gioia della libertà legalizzata. Io posso confermare che è una sensazione da provare.


Ricordarsi che cosa è la vita

Chiedo anticipatamente scusa per la fonte della notizia, ma il fatto di cronaca in questione merita di essere ricordato. Una signora inglese di Weymouth non è uscita di casa per 9 mesi a causa della paura per il Covid-19; terminato l’isolamento volontario, è stata travolta da un camion all’inizio della prima uscita di casa, mentre stava cercando la mascherina nella borsa.
Ecco, questa non è una semplice notizia di cronaca. Non è nemmeno una ennesima notizia sul Covid. È una notizia sulla pandemia del panico. Sulla pandemia alimentata da oltre un anno e mezzo dai giornalisti, dai governi e dai vari isterici da Facebook. Sulla pandemia che ha fatto dimenticare a moltissime persone in giro per il mondo la differenza tra l’esistenza biologica e la vita. La crescente preoccupazione per la prima ha indotto molte persone a dimenticare come si vive nel mondo reale. Ha fatto dimenticare anche le cose banalissime: per esempio, la necessità di prestare una minima attenzione a dove si cammina in un mondo popolato anche da altri esseri viventi.
Io non capisco – e forse non capirò mai – a cosa possa servire l’esistenza biologica senza la vita. Che senso può avere?
Però capisco che il Covid è solo uno degli elementi negativi della vita di cui tenere conto: come delle tegole che possono cadere dai tetti, dei coperchi dei tombini fissati male o delle macchine che veloci. E tanti altri pericoli di questo mondo imperfetto. Questa comprensione mi permette di vivere serenamente una vita normale. Nonostante l’impegno di tutti coloro che continuano ad alimentare la pandemia del panico.


L’utilità delle voci

Il primo – penso che sia il caso di dire «per ora» – decreto sulla obbligatorietà del «Green pass» prevede meno restrizioni di quanto ci si aspettava fino a ieri mattina. Non so se sia una cosa più positiva o negativa. Senza toccare l’enorme argomento delle libertà dei cittadini (tutto ciò che è successo anche nei 18 mesi precedenti dal punto di vista giuridico è un casino indescrivibile), devo invece constatare che dal punto di vista sociale era molto positiva la recente indecisione sui luoghi accessibili con il suddetto «Green pass».
Infatti, ogni proposta più o meno fantasiosa sull’argomento spingeva qualche altra persona a vaccinarsi, superando le proprie paure o convinzioni antiscientifiche. E con ogni persona vaccinata in più il rischio della ennesima ondata del Covid (ma anche del panico istituzionale) si riduce. Di conseguenza, spero che non smettano di circolare le voci su altri luoghi visitabili con la famosa certificazione: perché sono le prime voci realmente utili di tutta la storia della pandemia.
Qualora fosse invece necessario un commento più serio, posso ricordare a tutti i presenti che il comma 2 dell’articolo 32 della Costituzione permette di rendere la vaccinazione contro il Covid obbligatoria. Non so perché questa via sia stata per ora esclusa. Non penso che ci sia il timore di non avere a disposizione le dosi del vaccino necessarie. Sospetto, invece, che si stia ancora lavorando sul perfezionamento dei meccanismi organizzativi. Lo sospetto, perché non conosco la situazione reale, quella «pratica», in ogni Regione italiana (e leggo con tanto stupore che anche in alcune zone del Nord presentate come «storicamente serie» molte persone aspettano da molto tempo la prima o la seconda dose). Ma almeno in Lombardia non ho osservato alcun problema: avevo prenotato facilmente la vaccinazione alla prima occasione utile ed ero addirittura riuscito a scegliere il giorno e la fascia oraria per la prima dose (questo mi ha permesso di riservare del tempo per gli eventuali effetti collaterali).
Insomma, voglio proprio vedere per quanto tempo dura l’obbligatorietà mascherata.


Finalmente una giusta motivazione

Se dico che il mondo è pieno di gente strana, non faccio una grande rivelazione. Ma, allo stesso tempo, posso sottolineare una cosa un po’ meno evidente: alcune persone sono tanto strane (nel senso negativo) da anticipare gli eventi come se fossero dei veri geni (o, se preferite, «visionari»). Per esempio: già diverse settimane fa qualcuno – residente in Italia – mi ha chiesto se la vaccinazione contro il covid sia obbligatoria in Italia e/o in Europa. Io, in quella occasione, avevo risposto più meno nel senso che nessuno è obbligato – per fortuna o purtroppo – a preoccuparsi per la salute propria e dei propri contatti fisici.
Tra ieri e oggi, invece, ho letto diverse discussioni sulla sempre più probabile applicazione del cosiddetto «green pass» anche per l’accesso a diversi servizi (e in alcuni casi pure lavori) sul territorio nazionale: non solo in Italia, ma anche, per esempio, in Francia e in Germania. A chi piace vedere la pura sostanza delle cose, preciso: secondo me si sta andando verso l’obbligatorietà di fatto della vaccinazione.
E io ne sono infinitamente contento: con i livelli di vaccinazione raggiunti già al giorno d’oggi non più molto senso prendere in considerazione solo i numeri relativi ai contagi e alle morti. Ha invece senso minimizzare il rischio di altre chiusure dannose per la salute psichica collettiva e per l’economia.
Inoltre, è un bel modo di motivare la gente indecisa…


Ancora la metro milanese

Qualcuno si aspetta da me dei nuovi aggiornamenti sulla metropolitana milanese? Ne ho anche oggi.
Come saprete, a partire dal 21 giugno il limite di riempimento dei mezzi pubblici nelle cosiddette «zone bianche» (quindi in quasi tutta Italia) è stato aumentato fino all’80%. In più, ora sono accessibili tutti i posti a sedere. Quindi sulla metropolitana milanese dai sedili dei treni sono nuovamente (come l’estate scorsa) spariti gli adesivi:

E si è già formata la moda del 2021: ora si siedono due persone ai lati e una in mezzo ai due sedili centrali:

Vediamo quanto dura questa semilibertà mentale…


Sta nevicando?

Ho appena letto che in Sicilia ha iniziato a nevicare… Ah, no, ho letto male: in realtà nelle «zone bianche» di tutta Italia non è più obbligatorio indossare la mascherina quando si cammina da soli in mezzo a una via deserta. Dopo oltre un anno delle regole sempre più cretine, ci voleva almeno un segnale di normalità legislativa.
Allo stesso tempo, osservando già da alcune settimane le persone incontrate per strada – si parlano tranquillamente senza indossare le mascherine anche quando sono reciprocamente estranei – non posso non ricordare un concetto informale spiegatomi già tempo fa da diversi medici. In sostanza, la «propaganda» medico-sanitaria deve essere orientata a un idiota medio. Perché se ti metti a spiegare tutti i dettagli, tutti i possibili casi e le loro conseguenze a un idiota, quello decide di non complicarsi la vita e di non seguire alcuna regola (per esempio, non mettersi mai la mascherina). Quindi scattano delle regole assolute: per esempio, coprire naso e bocca anche sei da solo in mezzo a un campo agricolo.
Ma i miei lettori sono delle persone intelligenti, quindi sapranno utilizzare bene la nuova libertà concessa da oggi. Sapranno anche trovare una giusta combinazione tra il caldo e l’autoprotezione dal virus: ricordando anche l’uso improprio (o esagerato) potrebbe portare, tra le altre cose, all’atelettasia.
Io, nel frattempo, spero che sia solo il primo dei miglioramenti sensibili.


Un mesaggio originale

La scorsa notte avevo ricevuto il seguente messaggio e avevo sospettato – non so bene perché – una ennesima truffa:

Per fortuna mi ero sbagliato. Infatti, giovedì sul canale ufficiale sul Telegram è uscita la conferma – sempre ufficiale – della notizia:

A questo punto non mi resta altro che invitarvi fare con serenità ciò che ritenete giusto di fare. Per essere completamente sereni, però, non utilizzate il link del sms, ma un link diretto o il link contenuto nella app che andrete a utilizzare. È una questione di pura sicurezza informatica.
Aggiungo, infine che a livello personale comprendo bene almeno tre cose:
1) grazie all’età non particolarmente avanzata e allo stato di salute buono sono notevolmente meno vulnerabile di molte altre persone;
2) pur essendo vaccinato, rimango un potenziale tassello nella catena di diffusione del virus…
Ma nonostante tutto questo:
3) mi sono vaccinato anche con l’obbiettivo di garantirmi qualche libertà in più nei prossimi mesi o anni.
Quindi con il messaggio della scorsa notte ho ricevuto una nuova conferma: meno male – in tutti i sensi – che per ora non ho sbagliato con la vaccinazione.


Arriva la prima

Capisco che solo una piccola (?) parte dei miei lettori è in grado di leggere in spagnolo, ma la notizia merita di essere letta almeno con l’aiuto di qualche traduttore online (che negli ultimi anni sono migliorati notevolmente).
L’estremo riassunto dell’articolo che vi sto consigliando è: la Corte costituzionale spagnola sta per annullare le multe inflitte per il mancato rispetto del lockdown anti-covid.
Già oltre un anno fa avevo previsto che dopo le numerose restrizioni che gli umani hanno dovuto subire in quasi tutto il mondo, ci sarebbero state delle conseguenze legali per i Governi. Nella mia mente avevo (e conservo tuttora) tutte le possibili azioni per fare un ricorso contro le multe prese durante un lockdown o una «zona rossa» (non le pubblicizzo solo per non compromettere – no, non soffro la mania di grandezza! ahahaha – i rari divieti realmente sensati). Ma non pensavo che le suddette conseguenze sarebbero iniziate a) così presto e b) in uno Stato che non si distingue particolarmente per la velocità delle pratiche.
Ora voglio proprio vedere se di tratta solo di un inizio. Almeno per me sarà molto divertente osservare e studiare una sequenza di notizie simili.