Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del tag «covid-19»

Le notizie della biologia

Una nuova specie del verme piatto – appartenente ai Humbertium della sottofamiglia Bipalium («vermi-martello») – è probabilmente arrivata in Europa dall’Asia. Questi vermi si riconoscono dalla testa piatta, da una lunghezza ridotta (circa tre centimetri) e dal colore nero uniforme. Sono dei predatori (si nutrono di lombrichi e di molluschi) e sono già stati notati in diverse zone dell’Italia e della Francia.
Jean-Lou Justine – un professore al Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi – ha deciso di attribuire al suddetto verme il nome Humbertium covidum per ricordare le numerose vittime del Covid-19 in tutto il mondo.

Non so voi, ma io non invidio le vittime del Covid-19 nemmeno questa volta…


L’utilità dei lockdown

Presumo – o spero? sì, spero – che tutti abbiano già letto il rapporto dei ricercatori della Johns Hopkins University sugli effetti reali dei vari lockdown (e misure simili) adottati negli ultimi due anni in giro per il mondo con lo scopo di contrastare la diffusione del Covid-19. Il rapporto in questione non è particolarmente lungo, ma è molto interessante…
La Johns Hopkins University è una delle più antiche e rispettate istituzioni di ricerca del mondo. È il secondo appaltatore di progetti militari e governativi negli Stati Uniti dopo il MIT e uno dei più importanti think tank del mondo sul Covid-19. Il Coronavirus Resource Centre è stato aperto alla Johns Hopkins University già nel gennaio 2020, prima ancora che la pandemia fosse ufficialmente dichiarata dalla Organizzazione Mondiale della Salute (è accaduto solo il 10 marzo 2020). E come sappiamo bene tutti, è stato proprio questo Centro della Johns Hopkins a fornire la maggior parte di quei rapporti che abbiamo letto sui media mondiali sulle statistiche del coronavirus. Quindi di chi dovremmo fidarci se non di questa università?
Nel rapporto pubblicato – il 2 febbraio 2022 – troviamo diverse affermazioni interessanti, alcune delle quali erano già state ipotizzate tempo fa dalle persone dotate di una buona logica e capaci di analizzare il mondo circostante. Ma ora, nelle migliori tradizioni del mondo accademico, ripetiamo alcuni concetti fondamentali traendoli da una fonte scientifica pubblicata, quindi dal suddetto rapporto della Johns Hopkins University. In particolare, i ricercatori hanno formulato quanto segue:
1) La meta-analisi ha portato alla conclusione che i lockdown (o restrizioni sostanzialmente simili) hanno avuto poco o nessun impatto sulla salute pubblica, ma hanno causato enormi costi economici e sociali negli Stati dove sono state adottati.
2) Di conseguenza, le politiche di quarantena / isolamento / chiusure sono ingiustificate e dovrebbero essere respinte come strumento di politica pandemica.
3) I lockdown hanno ridotto la mortalità per il Covid-19 del 2,9%. Ma in alcuni casi l’autoisolamento delle persone può avere causato danni e aumentato la mortalità. Infatti, l’autoisolamento forzato può lasciare una persona malata circondata dalla sua famiglia, dove il malato rischia di trasmettere una carica virale più alta ai suoi familiari, causando una malattia più grave.
4) La limitazione delle riunioni può avere di fatto aumentato la mortalità per il Covid-19: l’accesso limitato delle persone alle aree aperte sicure – come le spiagge e i parchi – così come le restrizioni alle riunioni, ha spinto le persone a incontrarsi in ambienti chiusi molto meno sicuri.
5) Una misura sanitaria positiva, secondo gli autori del rapporto, è stata la chiusura delle attività sociali secondarie e non essenziali. Questa ha ridotto la mortalità del 10,6%. Tuttavia, questo effetto sarebbe dovuto principalmente alla chiusura dei bar.
6) I ricercatori hanno anche sottolineato i danni delle conseguenze non volute dell’isolamento delle persone, come l’aumento della disoccupazione, la riduzione della qualità della istruzione, l’aumento della incidenza della violenza domestica e l’aumento delle morti per overdose delle droghe e dell’alcol.
Questi sono i punti che attirano più attenzione nel corso della prima lettura. Ma voi leggete tutto il rapporto: sicuramente scoprirete dei dettagli e argomentazioni approfondite che potrebbero interessarvi.
A questo punto io, il sottoscritto, posso fare una domanda retorica: qualche politico riconoscerà mai di avere sbagliato, per esempio, a introdurre i lockdown e le varie zone colorate? La risposta non retorica: ovviamente no. Allo stesso modo, nessuno riconoscerà di avere criticato ingiustamente il modo svedese di affrontare la pandemia del Covid. Il Governo svedese si era infatti sempre comportato come se avesse previsto il rapporto della JHU con due anni di anticipo: e la Svezia si trova ora alla 57-esima posizione della «classifica» per la mortalità per il Covid-19.
Ma almeno possiamo sperare nella istituzione – o in una proclamazione informale? – della Giornata mondiale di liberazione dal lockdown. La data è ovvia: il 2 febbraio.


Una osservazione sorprendente

Sicuramente tutti i miei lettori minimamente connessi con il mondo reale sanno che a partire da oggi la validità del cosiddetto «Green Pass» è ridotta a 6 mesi. La tutela della salute propria (è uno di quei casi in cui conviene essere egoisti) e degli altri è importante quanto la libertà di spostamento, quindi pure io sono andato – nel tardo pomeriggio di domenica – a ottenere la mia terza dose (il booster). Non ho ancora visto una posizione univoca degli scienziati circa il periodo reale di funzionamento delle prime dosi (a volte mi sembra che a promuovere la vaccinazione frequente siano prevalentemente i produttori dei vaccini stessi), ma la terza dose male non fa (anzi!), quindi sono andato tranquillo. La terza dose del Pfizer – con il quale ci conosciamo già – ha già prodotto lo stesso effetto percepibile di prima: un leggero dolore alla spalla. Ma non è di questo che volevo scrivere.
Mi ha sorpreso tantissimo il vuoto quasi totale al «mio» centro vaccinale (abbastanza grande): una volta compilato il solito questionario, mi sono trovato in una fila con 2 (due!) persone davanti. Considerati la vicina scadenza burocratica, il giorno libero (domenica) per molti lavoratori e una certa paura collettiva del virus, sono rimasto molto sorpreso… Ma si sono già vaccinati tutti? Oppure la maggioranza di coloro che volevano farlo si sono contagiati prima? Boh.
Però dalle conversazioni dei medici e infermieri sentite per caso, ho capito che verso la fine della giornata a loro erano avanzate un po’ di dosi di Pfizer e di Moderna. Di conseguenza, chi non è riuscito a prenotare la vaccinazione per una data vicina, può provare a presentarsi anche senza al centro più vicino verso fine giornata. Potrebbe andarvi bene!

Vaccinatevi, vaccinatevi, vaccinatevi che mi sono rotto tutto di questa pandemia.


Il viraggio deriva dal virus

Accelera è una azienda indonesiana che produce pneumatici per le automobili e per i mezzi pesanti a partire dal 1996. Non so dire molto sulla qualità dei suoi prodotti – anche se ho letto che l’azienda utilizzerebbe i macchinari e le tecnologie moderni di fabbricazione occidentale – ma così, a occhio, sembrano delle gomme affidabili. I nomi dei loro modelli, per esempio, sembrano garantire la velocità dello spostamento e una buona aderenza alla strada:

In generale, direi così: se io fossi un responsabile del marketing e/o co-fondatore di una startup di qualsiasi specializzazione, avrei già promosso la progettazione e la messa sul mercato di un po’ di prodotti chiamati con le varie lettere greche. Infatti, sono ormai lontani i tempi in cui la birra «Corona» veniva danneggiata (ma sarà vero?) dalla pandemia: ora le varianti del virus fanno da superagenti pubblicitari. Per esempio, mi ricordo ancora benissimo che la criptovaluta Omicron (OMIC) in appena due giorni – il 27 e il 28 novembre – era cresciuta del 794% dopo la decisione della OMS di chiamare con lo stesso nome la nuova variante del Covid-19.


Attuale da almeno due anni

In queste settimane in Spagna è diventata molto popolare la recente pubblicità della azienda Campofrío (un grande produttore dei vari tipi di prosciutti e salumi). Il protagonista del video è interpretato dal famoso attore spagnolo Carra Elejalde, insieme a egli nel video sono presenti anche diversi altri attori spagnoli noti.
La pubblicità è in spagnolo e, se non riuscite proprio a seguirla, potete attivare i sottotitoli e la loro traduzione automatica in qualsiasi lingua da voi preferita (naturalmente, questo tipo di traduzione non può essere di una qualità altissima, ma vi aiuterà a vedere un video già abbastanza facile da comprendere).
Il video pubblicitario in questione parla di un uomo che era tanto spaventato dal famoso coronavirus (ed era anche ossessionato da altre fobie, come, per esempio, il fatto che fare la doccia ogni giorno farebbe male al corpo perché «distrugge le sue difese»), che ha interrotto quasi completamente ogni forma di rapporto con altre persone. Ma poi si è reso conto che la sua non era più una vita normale, quindi è uscito di casa, ha ricominciato a parlare con la gente e ha riavuto la vita piena di un normale essere umano. Alla fine, ovviamente, ha organizzato una grande festa dove tutti mangiano i prodotti della Campofrío.

La morale del video: la vita in generale non è una cosa salutare di per sé (ricordatevi che essa è la prima causa della morte!), quindi è meglio godersi la vita e la socializzazione finché si può.


Il lockdown olandese

Abbiamo letto tutti che nei Paesi Bassi è stato deciso di introdurre un nuovo lockdown (fino al 14 gennaio) a causa della comparsa della variante Omicron del Covid-19 (la meno pericolosa tra quelle che conosciamo). Ma ci sarà una spiegazione razionale a tale scelta?
Dalla classifica non sembrerebbe…

Allora vediamo la tendenza a livello nazionale… Ah, sta scendendo da oltre due settimane (dopo avere iniziato a superare il picco di luglio all’inizio di novembre):

OK, ora possiamo capire tutti che almeno uno dei governi europei non è ancora guarito dopo avere preso il virus del panico. Spero che non diventi di nuovo una pandemia…


Un fantasma di plastica

Ieri, il 28 novembre, il presidente ceco Miloš Zeman ha nominato Petr Fiala nuovo primo ministro del Paese. Non so quanto vi possa interessare la notizia in sé. La curiosità sta nel fatto che durante la cerimonia di nomina Zeman era seduto dentro un cubo di plastica trasparente:

Questo è dovuto al fatto che a Zeman, che è stato ricoverato circa sei settimane fa a causa di una malattia cronica, è stato diagnosticato il Covid. Ma per me è troppo facile immaginare che questa soluzione (interessante e responsabile) possa presto essere imitata in qualità di una misura preventiva, diventare popolare tra i personaggi particolarmente soggetti al panico.
Sarà interessante osservarli e, ovviamente, sperare di non finire anche noi rinchiusi nelle simili gabbie in vista delle nuove varianti del virus.


Iniziate a studiare…

La WHO è allarmata per una nuova variante del Covid-19 scoperta nel Sud dell’Africa.
Dato che le varianti del Covid, come di tutti gli altri virus del mondo, possono essere centinaia (se non migliaia), e non sappiamo ancora quante di esse possano essere valutate particolarmente pericolose, invito tutti a iniziare di studiare l’alfabeto khmer. Perché? Perché è l’alfabeto più lungo al mondo: ha ben 74 lettere. Mentre quello greco ne ha soltanto 24.

So trasmettere l’ottimismo, vero?


L’idea e l’applicazione

L’idea di imporre delle limitazioni «da zona gialla / arancione / rossa» solo alle persone non vaccinate ha una sua logica interna e, in un certo senso, anche un po’ di giustizia nel suo senso supremo. Chi, dopo oltre un anno e mezzo della pandemia, non si è ancora convinto della utilità del vaccino ha sicuramente fatto due cose: ha calcolato tutte le possibili conseguenze (almeno quelle burocratiche) e si è moralmente preparato a subirle. Il comportamento di queste persone continua a essere irresponsabile e irrazionale, ma noi, ormai, ci possiamo fare poco.
Purtroppo – per tutti noi – ci possono fare poco anche gli ideatori delle restrizioni riservate ai non vaccinati. Infatti, posso anche immaginare, più o meno, come possano essere codificate dal legislatore, ma non riesco a immaginare come possano essere messi in pratica. Per esempio: durante le «zone rosse» e «arancioni» passate (compreso anche il periodo strano del maggio 2020) nessuno mi aveva mai chiesto l’autocertificazione (anche se la preparavo quasi sempre). Chi e come farà i controlli con tutta la gente in giro?
Insomma, non vorrei mandarvi in depressione, ma io sul Natale 2021 vedo già delle brutte ombre.


The Economist ha pubblicato dei grafici dettagliati e interessanti sull’eccesso di mortalità verificatosi durante tutto questo periodo della pandemia del Covid-19. Si tratta certamente dei dati importanti, ma non so se qualcuno sarà mai in grado di stabilire quanti morti siano realmente attribuibili al coronavirus e quanti invece alla pandemia del panico e della paura creata da quasi tutti i governi. Quella pandemia che — sconvolgendo il corso abituale della vita — ha portato alla gente non solo tutti i tipi di depressione, fobie e attacchi di panico, ma, in molti casi, anche a un marcato indebolimento dell’immunità. Gli effetti di questa pandemia di panico e paura si sentiranno ancora per anni, ben oltre la fine ufficiale di tutto questo caos covidico.
Però nel frattempo possiamo osservare pure un dato chiarissimo e per nulla sorprendente. Un secco dato statistico che non può essere scambiato per una opinione. Provate ad andare sul sito sopraindicato e leggere la classifica degli Stati fatta in base all’eccesso di mortalità: in quale posizione si trova quell’unico Stato europeo che si è rifiutato di creare problemi ai propri cittadini? I critici ci avevano detto che quei cittadini sarebbero morti tutti…

Un piccolo spoiler per tutti coloro che non hanno voglia di consultare i dati scientifici: la Svezia si trova al 47-esimo posto. Quarantasettesimo. Non so se il vostro bagaglio delle domande circa la gestione della pandemia da parte del proprio Governo sia ora variato.
E poi una piccola precisazione: il dato ufficiale della Russia non è reale, ma fortemente corretto al ribasso.