Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del tag «ecologia»

Le leggende ecologiche

Il nostro mondo è purtroppo pieno di gente tonta convinta che le auto elettriche siano a «zero emissioni». Alcuni produttori delle stesse auto elettriche, addirittura, favoriscono l’esistenza di quella convinzione sbagliata.

In realtà, però, la leggenda sul non-inquinamento da parte delle auto elettriche si basa su un ragionamento molto primitivo: «il problema non esiste perché non lo vedo io». Se ci limitiamo alla sola questione della alimentazione di quelle auto, dobbiamo ricordarci di almeno due cose:
1. L’energia elettrica va comunque prodotta. Non è detto che sia sempre prodotta direttamente dalla combustione delle risorse naturali. Però tali risorse vengono impegnate in modo massiccio per la produzione degli strumenti che a loro volta producono l’energia (per ora evito di dilungarmi sulla economicità della energia «green»).
2. Per la produzione delle batterie delle auto elettriche sono necessarie alcune sostanze tossiche. Periodicamente, poi, le batterie vanno sostituite e smaltite da qualche parte.
Insomma, il problema dell’inquinamento viene semplicemente spostato in alcune zone fuori città ma non eliminato. Ma gli ecologisti rincoglioniti sono contentissimi. Perché non vedono più il problema.
P.S.: tutto questo, ovviamente, non significa che le auto elettriche non vadano prodotte, costruite sempre meglio e utilizzate. Significa solo che al giorno d’oggi non bisogna avere certe illusioni.


C’è talmente poca gente che…

Nelle ultime settimane abbiamo letto un sacco di fake news sugli animali. Per esempio, abbiamo letto che in conseguenza alla presenza minima delle persone in giro (e il derivante da ciò miglioramento della ecologia), nelle acque di Venezia sarebbero tornati i delfini. Ma in realtà non è vero. Chi aveva inventato quella «notizia» – ma anche chi ci aveva creduto – probabilmente non sa che la fognatura della Venezia storica porta la maggioranza dei liquidi direttamente nei canali. Quindi l’acqua di questi ultimi non potrà essere tanto pulita finché la città è abitata dagli umani. Un po’ meno sporca del solito sì, ma tanto pulita no.
Sempre nelle ultime settimane abbiamo letto delle battute più o meno riuscite sulle varie creature – reali o immaginarie – che sarebbero tornate in vari luoghi del pianeta a causa della quarantena globale. Tra quelle che ho letto io, la migliore è stata: «L’ecologia è migliorata talmente tanto che a scuola è tornata Greta Thunberg» (sarebbe una cosa utile per lei – E.G.).
Per fortuna, poi, c’è chi provvede a creare anche dei segnali opposti. Più o meno tutti noi speriamo che la quarantena finisca presto. O che almeno assuma delle forme un po’ più compatibili con la vita regolare degli umani. Sicuramente non si verificherà una scena da film con tutti gli umani che in massa escono alla luce del Sole dalle caverne dopo l’apocalissi, ma prima poi la quarantena finirà. E noi ce ne accorgeremo anche dal mutamento della ecologia dell’internet. Nelle ultime settimane, per esempio, il mio sito ha mediamente il 30% dei visitatori giornalieri in più rispetto a prima: lo dicono le statistiche di Google che non posso mostrarvi. Il fenomeno statistico si spiega abbastanza facilmente, ed è chiaro che prima o poi il suo motivo verrà meno.
Ma tutti voi che non avete l’accesso alle statistiche, potete osservare un altro indicatore. Intendo il sito «This web site will self destruct» creato dalla sviluppatrice che si nasconde dietro al nick FemmeAndroid. Il sito dovrebbe autodistruggersi se in 24 nessuno lo utilizza per lasciare un messaggio. Tutti i messaggi – anonimi! – finiscono in unico database e vengono mostrati, dopo una scelta casuale, ad altri visitatori. Si tratta di uno strumento che dovrebbe, secondo l’idea della creatrice, aiutare le persone a sfogarsi. Per i casi estremi c’è anche il buttone «Feeling Down?» che permette di contattare i servizi di supporto psicologico nel proprio Stato di residenza.

Naturalmente, con la fine o l’indebolimento sensibile della quarantena, la gente potrebbe non avere più bisogno di quel sito. Aspettiamo che si autodistrugga ahahahahaha


Caricare di pace i deficienti

Londra, una grossa stazione di interscambio (Canning Town), giovedì mattina (l’ora di punta). Alcuni eco-attivisti del gruppo Extinction Rebellion salgono sul tetto di un treno della metropolitana per bloccare la circolazione dei mezzi pubblici.
I londinesi tanto grati agli attivisti li applaudiscono e li salutano vivamente, aiutano al leader del gruppo manifestante a scendere dal tetto per stringergli la mano ed esprimergli tutto il sostegno possibile.


Gli scontrini cartacei

Gli scontrini fiscali cartacei è una delle cose più inutili al mondo.
Appositamente per gli ecologisti aggiungo che l’emissione degli scontrini è uno dei modi più fastidiosi di sprecare la carta e moltiplicare la quantità dei rifiuti.
Non escludo che a qualcuno gli scontrini possano anche servire. Ma non a me. Eppure i commercianti continuano a molestarmi tutti i giorni con la loro stampa.
Quando compro un pacchetto di caramelle da due euro, cosa mi faccio dello scontrino?
Quando faccio un acquisto serio pagando con una carta bancaria, mi arriva una notifica via sms e ne rimane pure una nota sul mio internet banking (per sempre). Cosa mi faccio dello scontrino?
Quasi la totalità degli scontrini finisce nella spazzatura entro tre secondi dalla loro stampa. Ma non escludo che qualcuno di voi possa conservarli per mesi, anni o decenni con lo scopo di farsi rimborsare le spese all’uscita definitiva da questo mondo.


L’ignoranza globale

Purtroppo, i mass media di tutto il mondo da sempre trascurano lo sciopero perenne degli «studenti» contro lo studio. Quello sciopero che non permette alle persone di scoprire, per esempio, la ciclicità dei cambiamenti climatici che in sostanza si verificano a partire dal momento in cui si è formato fisicamente il nostro pianeta.
Essere ignoranti è però molto più facile di essere istruiti.
Essere ignorati e avere la mania di grandezza istallata nel cervello è pure divertente.
Per la mania di grandezza intendo, ovviamente, non l’illusione di essere cagati dai politici, ma la convinzione del fatto che l’uomo sia realmente in grado influire sul clima. In realtà l’uomo può influire sulla ecologia e sotto questo aspetto c’è ancora tantissimo da fare.


La confluenza della plastica

Il 95% dei rifiuti di plastica portati dai fiumi finisce negli oceani attraverso questi dieci fiumi:
Fiume Azzurro (Yangtze, in Cina),
Fiume Giallo (Huang He, in Cina),
Fiume delle Perle (Zhujiang, in Cina),
Fiume Nero (Hai He, in Cina),
Mekong (passa per Cina, Birmania, Laos, Thailandia, Cambogia e Vietnam),
Amur (una notevole parte di esso fa da confine tra Russia e Cina),
Indo (passa per Cina, India e Pakistan),
Gange (passa per India e Bangladesh),
Nilo (passa per Burundi, Ruanda, Tanzania, Uganda, Sudan del Sud, Sudan ed Egitto),
Niger (passa per Guinea, Mali, Niger, Benin e Nigeria).
È interessante osservare che il Fiume Azzurro trasporta tanti rifiuti plastici quanti gli altri nove fiumi messi insieme.

E mi sa che molte delle campagne di sensibilizzazione organizzate dagli ecologisti in Europa sono… ehm, come dire… degli sforzi sprecati. Un po’ come se fossero andati negli asili per spiegare ai bambini che non va bene essere pedofili.


Ricoglionimento globale

Ieri in tante città europee si sono svolte delle manifestazioni «sui cambiamenti climatici». Evidentemente, le grandi messe di utili idioti non capiscono la differenza tra il clima e l’ecologia. E allora io ripeto un mio vecchio post. Anzi, lo ripeto fino alla morte dell’ultimo idiota.

L’unica costante del clima è il suo continuo cambiamento. Nella storia del nostro pianeta i riscaldamenti (ed i raffreddamenti) globali ci sono sempre stati. Vi dirò di più: si alternano in continuazione. Grazie ad uno dei riscaldamenti globali più importanti è stata possibile la nascita della razza umana. Nessuno, nemmeno i verdi più rincoglioniti, ha mai pensato di attribuire all’uomo la colpa del cambiamento che ha portato alla sua nascita. Allo stesso modo, nessuno ha mai detto che l’attività dell’uomo ha portato alla estinzione dei dinosauri.

Nel lungo periodo il ciclo dei cambiamenti climatici ha portato il mutamento della flora e della fauna del nostro pianeta. Inoltre, ha contribuito al mutamento del suo paesaggio. Avreste dovuto scoprire queste Grandi Verità ai tempi di scuola. Si vede che tanta gente preferì dedicarsi alle materie più elevate.

Insomma: i cambiamenti climatici ci sono sempre stati. Ci sono stati anche parecchio tempo prima della comparso degli umani sulla Terra. E, la cosa più importante: gli umani non sono in grado di influire sul clima. Chi pensa diversamente dovrebbe andare da un psichiatra per curare la propria mania di grandezza.

C’è da dire, a questo punto, che l’attività umana influisce fortemente sulla ecologia. Ma in questo caso non quanto siano efficienti gli accordi di portata planetaria. L’ecologia è sempre un problema locale. Per esempio: mentre in Europa continuano a produrre le lampadine a consumo sempre più basso, in Pakistan si fa il bagno nei fiumi come quello della foto seguente (neri, densi e con le bolle).

(l’autore della foto è Ilya Varlamov)

P.S.: secondo i dati statistici facilmente reperibili il periodo caldo chiamato da taluni «il riscaldamento globale» è finito nel 1996.


L’accordo di Lima

Ieri a Lima si è conclusa la famosa conferenza sul clima. Quella che avrebbe prodotto il testo da firmare a Parigi nel 2015 (questo, se ho capito bene, dovrebbe sostituire il defunto senza gloria protocollo di Kyoto).

Solitamente non scrivo delle varie riunioni dei buffoni che capitano in giro per il mondo: il mio tempo vale di più. Questa volta, però, faccio una eccezione per ricordarvi: l’unica costante del clima è il suo continuo cambiamento. Nella storia del nostro pianeta i riscaldamenti (ed i raffreddamenti) globali ci sono sempre stati. Grazie ad uno dei riscaldamenti globali più importanti è stata possibile la nascita della razza umana. Nessuno, nemmeno i verdi più rincoglioniti, ha mai pensato di attribuire all’uomo la colpa del cambiamento che ha portato alla sua nascita. Allo stesso modo, nessuno ha mai detto che l’attività dell’uomo ha portato alla estinzione dei dinosauri.

Insomma: i cambiamenti climatici ci sono sempre stati. Ci sono stati anche parecchio tempo prima della comparso degli umani sulla Terra. E, la cosa più importante: gli umani non sono in grado di influire sul clima. Chi pensa diversamente dovrebbe andare da un psichiatra per curare la propria mania di grandezza.

C’è da dire, a questo punto, che l’attività umana influisce fortemente sulla ecologia. Ma in questo caso non quanto siano efficienti gli accordi di portata planetaria. L’ecologia è sempre un problema locale. Per esempio: mentre in Europa continuano a produrre le lampadine a consumo sempre più basso, in Pakistan si fa il bagno nei fiumi come quello della foto seguente (neri, densi e con le bolle).

(l’autore della foto è Ilya Varlamov)

P.S.: secondo i dati statistici facilmente reperibili il periodo caldo chiamato da taluni «il riscaldamento globale» è finito nel 1996.