Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del tag «fotografia»

Watermark

Una idea interessante per la gente paranoica che non vorrebbe essere fotografata per strada:

Quando, finalmente, torneremo alla vita normale, si potrà fare lo stesso con l’abbigliamento o con i cappelli.
P.S.: per coloro che non hanno proprio capito il trucco, aggiungo un solo link.


La fase superata

È bello e interessante il progetto «Le chiese dimenticate d’Europa» del fotografo britannico James Kerwin.
Il prestigio della religione sta scendendo velocemente in tutto il mondo. Nel solo 2017 in giro per il mondo sono state definitivamente chiuse quasi dieci mila chiese. Non perché gli invasori extraterrestri armati hanno vietato agli umani di credere, ma perché i dogmi religiosi sono passati di moda. La spiegazione scientifica del mondo è infinitamente più bella, interessante e ampia della primitiva concezione religiosa. Non solo: evolve pure nel tempo e lo fa in un modo abbastanza veloce. Quindi è ovvio che la gente non ci va più in chiesa.
Non dobbiamo nemmeno dispiacerci per la «perdita» degli edifici religiosi. Quelli veramente interessanti dal punto di vista storico e/o artistico – si tratta in realtà di una percentuale non altissima – vengono restaurati e trasformati in musei, biblioteche e negozi.
Inoltre, non penso che ci sia un rischio reale dell’arrivo delle moschee al posto delle chiese cristiane: pure nel mondo islamico la religione sta visibilmente perdendo la popolarità.
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Lo scatto di una foto impossibile

La chiesa veneziana Santa Maria dei Miracoli (semplicemente Miracoli nel linguaggio popolare locale) fu costruita negli anni 1481–1489 sul progetto dell’architetto Pietro Lombardo (aiutato in questa occasione dai figli). È una chiesa bella, una delle più interessanti che io abbia mai visto in Italia, che ha anche una particolarità fastidiosa: è praticamente impossibile da fotografarla da fuori. Trovandosi infatti a brevissima distanza da tutti i palazzi circostanti, non rientra interamente in un obiettivo normale. Con un Canon EF 28–80 mm II, per esempio, il miglior risultato possibile è questo:

[foto scattata dal sottoscritto in occazione della visita di agosto]
Certo, si potrebbe utilizzare un obiettivo grandangolare, ma in tal caso la chiesa appare sulla foto con delle notevoli distorsioni.

Le foto con le distorsioni sono dunque finite su tutti gli album di architettura, Continuare la lettura di questo post »


Il gigarama della mostra MAKS 2019

Non so se vi sia mai capitato di sentire del bellissimo sito russo gigarama.ru
Esso è specializzato nella pubblicazione di belle foto ad altissima risoluzione da vari luoghi e/o eventi in giro per il mondo. Per qualche incomprensibile motivo il sito ha una sola versione linguistica (quella russa), ma nella maggior parte dei casi non è un fattore rilevante.
Perché ne scrivo ora? Perché hanno pubblicato una foto gigantesca del Salone internazionale dell’aeronautica e dello spazio di Mosca (MAKS) che quest’anno si è svolto dal 27 agosto al 1 settembre. Tale contenuto potrebbe essere di interesse comune alle persone di più nazionalità.
La foto può essere girata in qualsiasi direzione e ingrandita in qualsiasi punto (si vedano «+» e «–» in basso).

Per gli interessati al concetto delle visualizzazioni proposto da Gigarama metto i link ad alcuni altri esempi:
– Notre-Dame de Paris (16 aprile 2019)
– Damascus Diary (11 dicembre 2017)
– festival delle orchestre militari sulla Piazza Rossa (30 agosto 2017)


Il fotostein

La fabbrica russa KMZ ha annunciato di voler far risuscitare il vecchio e glorioso brand e quindi produrre, assieme alla Leica, un nuovo modello: «Zenit M». In base al piano iniziale dovrebbero esserne prodotte 500 unità. Il corpo della macchina sarà prodotto dalla Leica e gli obiettivi (Zenitar 35mm f/1,0) dalla KMZ. Tali macchine fotografiche verranno vendute in Russia e in Europa a un prezzo tra 5 e 6 mila euro.
Ecco, quello che ho scritto nel primo capoverso è tutto ciò che si sa del futuro prodotto. Ai dati ufficiali appena elencati posso aggiungere solo alcune, poche, considerazioni. In primo luogo, sottolineo che la spartizione dei compiti appare del tutto logica: dal 2005, ormai, la KMZ produce solamente gli obiettivi (le cui qualità e caratteristiche tecniche non sono evolute di molto rispetto ai tempi sovietici). In secondo luogo, i corpo-macchina prodotti dalla Leica non possono costare meno di una certa somma (pur essendo di qualità non di molto superiore a molte altre marche note; la gente paga il marchio). A preoccuparmi, dunque, sono due cose.
1. Chi sarà disposto a spendere più di cinque mila euro per una macchina fotografica «firmata» Zenit? Fino al 2005 le uniche qualità del marchio realmente apprezzate in tutto il mondo erano la semplicità e l’indistruttibilità.
2. Riuscirà (avrà la capacità tecnica?) la KMZ a produrre gli obiettivi perfettamente compatibili con un prodotto della Leica? Conoscendo le tradizioni industriali russe, dubito. [Per coloro che non conoscono la realtà industriale russa preciso: nessuna fabbrica russa è capace di produrre due pezzi identici. Nemmeno quando si tratta delle tubature per l’idraulica: lo spessore o la lunghezza o il diametro o la regolarità della forma saranno diversi da un pezzo all’altro.]
Boh, vedremo…


La probabile foto dell’anno

Sono in molti a dire che questa foto è la più probabile vincitrice del «World Press Photo 2018» (sebbene siamo ancora a metà giugno).

Sicuramente è una bellissima foto. Ma ha una concorrente fortissima che ha tutte le possibilità di batterla:

Si tratta di un ambito nel quale indovino quasi sempre (nel nostro mondo pseudo corretto a volte ci vuole poco). Purtroppo, però, non sono in grado di convertire questa mia capacità in soldi. Di conseguenza, propongo di ricordare questo post e di offrirsi alle scommesse a scopo di lucro.


Porco Giove!

Il programma Deep Dream – creato da Google – usa le reti neurali artificiali per elaborare le immagini. In sostanza, il programma «memorizza» gli ornamenti dalle immagini di qualità per poi cercarli su quelle immagini di qualità più bassa che l’utente chiede di elaborare.

Il grafico Nick Stevens ha dunque chiesto a Deep Dream di elaborare una delle foto di Giove scattate dalla sanda Juno.

Terribile… Ma a me sembra di vedere dei «personaggi» di alcuni film.


Due settimane fa avevo postato una porzione delle foto ritraenti la vita quotidiana sovietica degi anni ’50–’80.

Oggi, invece, vi consiglio l’autore di altre foto interessanti: il maggiore Martin Manhoff (ne avevo già scritto un mese e mezzo fa in un’altra occasione). Manhoff fu l’addetto militare della ambascita statunitense a Mosca dal 1952 al 1954 e fino al momento di essere stato espulso per spionaggio scattò tante belle foto dell’URSS di quegli anni. Non solo a Mosca, ma anche a Leningrado, alcune altre città e lungo la ferrovia Transiberiana.

Un certo Douglas Smith (non ho capito bene chi sia questo tipo) dopo la morte della vedova di Manhoff si è appropriato delle foto e ha iniziato a pubblicarle: https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=10155847922929625&id=629794624

Il fazzoletto rosso sul collo è la «cravatta del pioniere»: di forma triangolare, doveva essere portata in quel modo.
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Ci sono su Instagram

Quella di inizio gennaio non era esattamente una promessa, ma dopo averci pensato bene mi sono deciso di iscrivermi su Instagram.

Infatti, da tempo sentivo il bisogno di uno spazio per pubblicare dei brevi messaggi stupidi sul mondo circostante. Eccolo: https://www.instagram.com/eugigufo/

Instagram

Chi vuole, mi segua pure.


World Press Photo 2017

Alla fine di dicembre avevo detto a qualcuno che le foto come questa (dell’assasino dell’ambasciatore russo ad Ankara) di solito vincono il premio Pulitzer:

Beh, ho appena scoperto che ha vinto il World Press Photo 2017.

Se volete scommettere soldi sull’andamento del mercato fotografico, contattatemi pure in privato.