Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del tag «google»

Mi sembra di esserci già stato

Per fortuna o purtroppo, all’interno di ogni grossa azienda possono coesistere delle tendenze positive e negative. All’inizio di dicembre avevo scritto di un peggioramento del Gmail. Ora, invece, è arrivato il momento di scrivere di un miglioramento del Google Maps.
Ebbene, qualche giorno fa mi sono accorto di una innovazione comoda e interessante: la possibilità di visualizzare i punti principali della strada dal punto A al punto B. Se, infatti, chiedete al Google Maps di tracciare un percorso (non importa se da fare in auto, a piedi o in bicicletta), lungo la linea colorata della vostra futura strada potrete vedere dei punti bianchi rotondi: sono le tappe principali del percorso. Avvicinando il cursore a qualsiasi punto (sì, la cosa funziona particolarmente bene con il computer) potrete vedere la foto di quella tappa così come avreste osservato il luogo dal vostro mezzo di trasporto. Questo sarà utile per non chiedervi, durante il viaggio, se si stia facendo la strada giusta (e non consumare troppe risorse per il navigatore).

Giusto per la cronaca aggiungo che sulle mappe di Yandex (il grande concorrente di Google nel segmento russo dell’internet) la stessa funzione è molto più evoluta perché permette di visualizzare la foto di qualsiasi punto scelto del percorso, quindi non solo di quelli prestabiliti dal sito. Trascinando il cursore lungo il percorso, si ottiene quasi una specie di filmato di quello che si vedrà durante il viaggio.

Resta da capire se e quando si potrà sfruttare appieno queste bellissime funzioni, ahahaha


I byte innocenti…

Ho letto che all’inizio di ottobre negli uffici del Google sono già iniziati i preparativi per il Halloween. Il 2 ottobre la dipendente Dana Fried ha pubblicato la foto di una curiosa installazione, posizionata nel foyer dell’ufficio di Seattle:


Google, purtroppo, è tristemente noto anche per la tendenza di uccidere con le proprie mani tutti i propri servizi. E, soprattutto, farlo indipendentemente dalla loro popolarità e potenzialità economica. Google Reader e Picassa, per esempio, mancano tantissimo anche a me. Quindi spero che quel «cimitero» umoristico faccia anche riflettere un po’ ai manager… Se vanno avanti così, prima o poi troveranno opportuno chiudere pure il Gmail.
Ai più curiosi, smemorati, poco informati, troppo giovani o semplicemente spensierati ricordo dell’esistenza del cimitero virtuale dei servizi Google. Andate a visitarlo per farvi una idea sulla entità sterminio.


Le piccole innovazioni

Aumenta la quantità degli strumenti utili di Google:
1. Ora è possibile lanciare una monetina.
2. È possibile lanciare un dado da 4, 6, 8, 10, 12 e 20 facce.
3. È possibile girare una ruota con dei numeri o un fidget spinner.
4. È possibile regolare un metronomo.
5. Ora esistono la calcolatrice e la tavolozza.
6. C’è pure uno strumento per la regolazione del respiro.

Ora la vostra vita è molto più facile, vero?


Miliardi di compositori

Farei notare che il doodle odierno dedicato al compleanno di Johann Sebastian Bach non è una semplice immagine animata. Cliccandoci sopra accederete allo strumento – basato su una rete neurale artificiale – che permette di comporre, salvare e condividere una melodia.
Non è solo un piacevole passatempo per le persone annoiate poco impegnate nel corso di una qualunque giornata di lavoro, ma anche uno strumento utile per creare una musichetta libera dal copyright (quindi utilizzabile gratuitamente anche per le opere che si intende pubblicare da qualche parte).


Smart working

Dovrebbe ormai essere chiaro a tutti che per fare la spia non è necessario fare la vita da James Bond (almeno quello cinematografico). Anzi, in molti casi tale stile diventa dovrebbe risultare controproducente.
Facciamo un esempio pratico. Il ricercatore statunitense Matt Korda della Federazione degli Scienziati Americani ha comparato le mappe di Google e Yandex.ru. Voleva controllare se il concorrente russo di Google applicasse veramente dei ritocchi grafici alle mappe: ne ha trovati veramente tanti sulle mappe della Turchia e dell’Israele. Gli stessi luoghi sulle mappe di Google, invece, si vedono con la risoluzione massima di due metri. Korda deduce, quindi, che si tratta dei due modi di seguire gli standard internazionali derivanti dalla «Kyl-Bingaman Amendment (KBA)» sulla non visualizzazione delle basi militari israeliane.
Confrontando gli stessi luoghi sulle mappe dei due siti è comunque possibile individuare con una certa precisione (in base ai ritocchi) la localizzazione delle basi militari segrete in Turchia e Israele.
Leggete pure l’articolo originale, potrebbe esservi interessante.


Inerario, § 14

Il nuovo paragrafo di Inerario (§ 14) è dedicato alla costruzione di un file robots.txt corretto e ottimale. Come ben sanno i miei lettori, dal file robots.txt dipende — in una buona misura — il posizionamento delle pagine dei siti tra i risultati di ricerca su Google e altri «motori».
Il testo è di una lunghezza leggermente superiore alla media, ma tocca tutti gli aspetti che un amministratore, developer o addetto al SEO dovrebbe trovarsi ad affrontare nelle condizioni di lavoro medie.
http://www.eugigufo.net/it/inerario/paragrafo14/


Google minus

Senza provare alcun sentimento particolare, ho appreso dal blog ufficiale di Google che tra 10 mesi (quindi entro la prima metà dell’agosto 2019?) verrà chiuso ai privati il social network Google+.
Potrei provare una specie di nostalgia perché nel sempre meno vicino 2011 — l’anno di apertura del Google+ — avevo guadagnato la possibilità di registrarmi un account quando lo si faceva ancora solo su invito (come nel periodo iniziale del Facebook). Ma non riesco proprio a provare questa nostalgia: non ho mai capito a cosa possa servire un social network privo di alcuna funzionalità interessante e di utenti attivi. Secondo i dati dello stesso Google, non sono l’unico: più del 90% degli utenti registrati passa al massimo 5 secondi al giorno su Google+.
Da diversi anni Google continua, con un buon ritmo, a partorire e uccidere delle creature di qualità e popolarità molto varie. Di solito si tratta di un processo tecnico giustificabile almeno dalla necessità di proporre delle sfide nuove al proprio team di programmatori e manager. Inoltre, si tratta sempre dei gesti di enorme fiducia nella capacità dei propri clienti di arrangiarsi. L’assassinio più noto, triste e pianto dalla gente è stato quello di Picasa. Ora, invece, è finalmente arrivata la prima constatazione della morte. Quella di Google+, appunto.


La festa globale

Vi sarete sicuramente accorti che giovedì 27 settembre Google ha festeggiato i primi 20 anni di vita. L’azienda è stata fondata il 2 settembre 1998 e il dominio è stato registrato ancora prima: il 15 settembre 1997. Per dei motivi che non mi sono del tutto chiari, però, il compleanno è già stato festeggiato in due date diverse da quelle appena indicate: il 7 e il 27 settembre.
Ma il presente post non è dedicato alle ricerche della cronologia scientificamente esatta. Il vero argomento è la portata dei festeggiamenti. Prima di tutto vediamo il doodle del 27 settembre 2018:

E ora vediamo il logo di uno dei suoi maggiori concorrenti (Yandex.ru aperto il 23 settembre 1997), cambiato per l’occasione nella stessa data:

Questo è l’internet che mi piace.


La Commissione europea ha multato Google per altri 4,34 miliardi di euro. Questa volta il pretesto sarebbe la «imposizione illegale» degli strumenti di ricerca della Google sui dispositivi con l’Android.
Potremmo ipotizzare due spiegazioni a tale idiozia. Per esempio, potremmo ipotizzare che la Commissione abbia deciso di non abbandonare la tecnica tipica del socialismo: derubare chi guadagna (Google) per finanziare la tranquilla nullafacenza di chi non è capace di farlo (i membri della Commissione).
Oppure potemmo ipotizzare che in forza alla età avanzata, analfabetismo digitale (spesso è la conseguenza dell’età) e/o limitate capacità cognitive, i membri della Commissione non sanno che su Android può essere installato qualsiasi strumento di ricerca alternativo a quello esistente per default. Inoltre, può essere installato sia dal produttore del telefono che dal suo utente privato. In forza ad almeno una delle ragioni elencate poco prima i Commissari non comprendono nemmeno la logica «nel sistema operativo di mia produzione includo lo strumento di ricerca di mia produzione».
Entrambe le ipotesi, naturalmente, vanno prima di tutto applicate alla commissaria per la concorrenza Margrethe Vestager. E spero che nessuno le racconti della esistenza degli iPhone!

A questo punto il CEO del Google Sundar Pichai dichiarò che l’Android potrebbe smettere di essere un sistema operativo gratuito. Di conseguenza, come potete facilmente immaginare, aumenteranno i prezzi finali di tutti gli smartphone con l’Android. Ringraziate pure la commissaria Margrethe Vestager. E ripensate ancora a quale delle due ipotesi scegliere.


L’importanza del nome

Ieri pomeriggio la squadra nazionale di calcio russa si è dimenticata di nascondere la propria capacità di giocare e lo ha fatto nella partita più importante dell’ultimo decennio (nel 2008 perse la semifinale del campionato europeo proprio contro la Spagna). Pure io — miracolo! — ho visto gli ultimi dieci minuti della partita. Ma il post di oggi è dedicato a un altro argomento.
In questi giorni il mondo si è accorto che attorno al ponte di Crimea sta continuando la battaglia dei due giganti dell’internet (ripassiamo la prima puntata).
Ebbene, il Google indica il ponte sulle proprie mappe in due lingue: in inglese e in ucraino.

Mentre il Yandex lo fa solo in russo:

Nel frattempo il presidente Putin ha assegnato ad alcuni reggimenti carristi dell’Esercito russo dei nuovi nomi che includono i nomi di alcune città ucraine.
Viviamo in un periodo storico molto curioso.
E mi sa che non diventerà noioso in breve.