Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del tag «google»

Google Meet

Alla fine dell’anno scorso ho scoperto, con una certa sorpresa, che in qualità dello strumento per le video-chiamate e le video-conferenze è improvvisamente diventato popolare il Google Meet. E nell’ultimo mese mi è già capitato di utilizzarlo – su invito di altre persone – quasi una decina di volte.
È uno strumento gratuito (lo è da marzo del 2020) e, inoltre, accessibile per default a tutti coloro che hanno una casella postale Gmail (quindi a circa il 90% delle persone che usano seriamente una casella mail personale). In ogni caso, il Google Meet può essere anche installato sul computer e/o sullo smartphone.
Oltre al libero accesso, lo strumento ha anche altri vantaggi: una buona qualità dell’audio e del video, una connessione stabile, un menu abbastanza comprensibile e la possibilità di condividere facilmente lo schermo con gli interlocutori.
Tra i difetti ho notato la chat testuale un po’ scomoda, la durata massima di un’ora per conferenza e, soprattutto, un notevole consumo della batteria del dispositivo utilizzato (in un caso quest’ultima cosa stava per rendere ancora più pesante una figura di M che stavo già facendo di mio ahahaha).
In generale, direi che uno strumento consigliabile a tutti.
Ma non riesco a capire perché la sua popolarità mi sia rimasta totalmente sconosciuta fino alla fine del 2021.


Le notizie del spionaggio fai-da-te

Per l’ennesima volta è stato dimostrato che su Google Maps si può trovare di tutto…
Questa volta, in particolare, sulla mappa del Missouri è stato avvistato il bombardiere strategico subsonico statunitense Northrop B-2 Spirit. Sarebbe l’aereo più costoso al mondo, costa circa quattro miliardi di dollari.

Per i più curiosi, ecco una sua foto più dettagliata:

Ma, comunque, volevo comunicare che si possono trovare delle cose più incredibili sulle fonti accessibili a tutti.


Google sa sorprendere

Sono infinite le sorprese del mondo digitale. Questa volta scopriamo – e ci sorprendiamo – che già questa estate a New York aprirà il primo negozio offline di Google. Nel negozio si potrà comprare gli smartphone Pixel, i notebook Pixelbook, gli activity tracker Fitbit, le componenti dello smart home Nest e altre cose.
Non avrei mai immaginato di dover leggere una notizia proprio durante il periodo storico in cui pure i miei vicini di casa apparentemente meno «tecnologici» (a causa dell’età o dell’evidente grado di istruzione) hanno dovuto imparare a usare l’Amazon. Paradossalmente, lo noto da un indicatore poco ovvio: dalla quantità dei cartoni con la freccia curva che negli ultimi quindici mesi sono aumentati tantissimo tra la spazzatura.
Dall’altra parte, proprio Google a volte mi manda ancora le lettere cartacee. Quindi aspetto un po’ prima di scommettere sul fallimento del negozio analogico…


Google Earth aggiornato

Google ha realizzato – e pubblicato in settimana – il più grande aggiornamento del proprio progetto Google Earth dal 2017. In particolare, è stato perfezionato lo strumento Timelapse: mettendo insieme 24 milioni delle fotografie satellitari scattate tra il 1984 e il 2020, gli autori dell’aggiornamento hanno mostrato – nei video di altissima qualità – come sono cambiati i vari luoghi del nostro pianeta. Per esempio, è possibile vedere come sono cresciute le città, come sono cambiate le foreste o i fiumi etc.
Non riuscendo (e, in realtà, non volendo) scegliere una sola categoria di cambiamenti, oggi posto ben due video. Inizio con la crescita delle città:

E poi scelgo qualcosa che riguardi la natura. Per esempio, i cambiamenti delle foreste:

I più interessati saranno capaci di accedere da soli agli altri video.


Google contro il Covid

Una delle scelte più strane in merito alla campagna vaccinale anti-Covid è quella recente della Google: l’azienda ha promesso, tra le altre cose, di vaccinare 250 mila persone nei Paesi con il reddito medio-basso. Anche se dovesse riuscire a vaccinare la suddetta quantità di persone in ogni Stato scelto, probabilmente non si tratta di numeri particolarmente rilevanti… Ma, comunque, è sempre meglio di niente, quindi complimenti a Google.
Ah, e poi la stessa azienda promette la pubblicità gratuita – per un valore massimo di 250 milioni di dollari – delle informazioni veritiere sui vaccini. Chi non vive negli Stati con il reddito medio-basso potrebbe provare a usufruire almeno di questa parte della spesa!


Mi sembra di esserci già stato

Per fortuna o purtroppo, all’interno di ogni grossa azienda possono coesistere delle tendenze positive e negative. All’inizio di dicembre avevo scritto di un peggioramento del Gmail. Ora, invece, è arrivato il momento di scrivere di un miglioramento del Google Maps.
Ebbene, qualche giorno fa mi sono accorto di una innovazione comoda e interessante: la possibilità di visualizzare i punti principali della strada dal punto A al punto B. Se, infatti, chiedete al Google Maps di tracciare un percorso (non importa se da fare in auto, a piedi o in bicicletta), lungo la linea colorata della vostra futura strada potrete vedere dei punti bianchi rotondi: sono le tappe principali del percorso. Avvicinando il cursore a qualsiasi punto (sì, la cosa funziona particolarmente bene con il computer) potrete vedere la foto di quella tappa così come avreste osservato il luogo dal vostro mezzo di trasporto. Questo sarà utile per non chiedervi, durante il viaggio, se si stia facendo la strada giusta (e non consumare troppe risorse per il navigatore).

Giusto per la cronaca aggiungo che sulle mappe di Yandex (il grande concorrente di Google nel segmento russo dell’internet) la stessa funzione è molto più evoluta perché permette di visualizzare la foto di qualsiasi punto scelto del percorso, quindi non solo di quelli prestabiliti dal sito. Trascinando il cursore lungo il percorso, si ottiene quasi una specie di filmato di quello che si vedrà durante il viaggio.

Resta da capire se e quando si potrà sfruttare appieno queste bellissime funzioni, ahahaha


I byte innocenti…

Ho letto che all’inizio di ottobre negli uffici del Google sono già iniziati i preparativi per il Halloween. Il 2 ottobre la dipendente Dana Fried ha pubblicato la foto di una curiosa installazione, posizionata nel foyer dell’ufficio di Seattle:


Google, purtroppo, è tristemente noto anche per la tendenza di uccidere con le proprie mani tutti i propri servizi. E, soprattutto, farlo indipendentemente dalla loro popolarità e potenzialità economica. Google Reader e Picassa, per esempio, mancano tantissimo anche a me. Quindi spero che quel «cimitero» umoristico faccia anche riflettere un po’ ai manager… Se vanno avanti così, prima o poi troveranno opportuno chiudere pure il Gmail.
Ai più curiosi, smemorati, poco informati, troppo giovani o semplicemente spensierati ricordo dell’esistenza del cimitero virtuale dei servizi Google. Andate a visitarlo per farvi una idea sulla entità sterminio.


Le piccole innovazioni

Aumenta la quantità degli strumenti utili di Google:
1. Ora è possibile lanciare una monetina.
2. È possibile lanciare un dado da 4, 6, 8, 10, 12 e 20 facce.
3. È possibile girare una ruota con dei numeri o un fidget spinner.
4. È possibile regolare un metronomo.
5. Ora esistono la calcolatrice e la tavolozza.
6. C’è pure uno strumento per la regolazione del respiro.

Ora la vostra vita è molto più facile, vero?


Miliardi di compositori

Farei notare che il doodle odierno dedicato al compleanno di Johann Sebastian Bach non è una semplice immagine animata. Cliccandoci sopra accederete allo strumento – basato su una rete neurale artificiale – che permette di comporre, salvare e condividere una melodia.
Non è solo un piacevole passatempo per le persone annoiate poco impegnate nel corso di una qualunque giornata di lavoro, ma anche uno strumento utile per creare una musichetta libera dal copyright (quindi utilizzabile gratuitamente anche per le opere che si intende pubblicare da qualche parte).


Smart working

Dovrebbe ormai essere chiaro a tutti che per fare la spia non è necessario fare la vita da James Bond (almeno quello cinematografico). Anzi, in molti casi tale stile diventa dovrebbe risultare controproducente.
Facciamo un esempio pratico. Il ricercatore statunitense Matt Korda della Federazione degli Scienziati Americani ha comparato le mappe di Google e Yandex.ru. Voleva controllare se il concorrente russo di Google applicasse veramente dei ritocchi grafici alle mappe: ne ha trovati veramente tanti sulle mappe della Turchia e dell’Israele. Gli stessi luoghi sulle mappe di Google, invece, si vedono con la risoluzione massima di due metri. Korda deduce, quindi, che si tratta dei due modi di seguire gli standard internazionali derivanti dalla «Kyl-Bingaman Amendment (KBA)» sulla non visualizzazione delle basi militari israeliane.
Confrontando gli stessi luoghi sulle mappe dei due siti è comunque possibile individuare con una certa precisione (in base ai ritocchi) la localizzazione delle basi militari segrete in Turchia e Israele.
Leggete pure l’articolo originale, potrebbe esservi interessante.