Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del tag «google»

Le notizie della cartografia

Come avrete già letto, la mattina del mercoledì 16 maggio è stato aperto al traffico automobilistico il ponte sullo stretto di Kerč, quello che collega la Crimea alla Russia. Molto probabilmente avete anche visto le foto o i video con Putin alla guida del camion che per primo attraversa il ponte completato (cioè la parte automobilistica; quella ferroviaria dovrebbe essere pronta a settembre).
Ma io volevo scrivere di un altro aspetto curioso. Un noto giornalista russo ha deciso di confrontare le indicazioni stradali di Google e Yandex (il grande concorrente russo del Google), sottoponendo ai due siti la seguente domanda: come si fa ad andare in auto da Kerč (Crimea) a Taman (una cittadina russa dall’altra parte dello stretto)?
La risposta di Google è stata questa:

Mentre la risposta di Yandex è stata questa:

In ogni caso devo constatare una cosa. Potrebbe essere una manifestazione della schizofrenia, ma la Russia lancia verso l’Ucraina non solo i missili.


Porco Giove!

Il programma Deep Dream – creato da Google – usa le reti neurali artificiali per elaborare le immagini. In sostanza, il programma «memorizza» gli ornamenti dalle immagini di qualità per poi cercarli su quelle immagini di qualità più bassa che l’utente chiede di elaborare.

Il grafico Nick Stevens ha dunque chiesto a Deep Dream di elaborare una delle foto di Giove scattate dalla sanda Juno.

Terribile… Ma a me sembra di vedere dei «personaggi» di alcuni film.


Notizie sulla pubblicità

La popolarità del browser Chrome (56,5% degli utenti dell’internet) mi è veramente poco chiara: se trascuriamo il fattore della velocità, è più scarso pure dell’Internet Explorer.

Nonostante ciò, mi riempie di gioia la notizia sul prossimo miglioramento del Chrome: in esso sarà incorporato il blocco della pubblicità. Naturalmente non di tutta la pubblicità, visto che in assenza di essa lo stesso Google (produttore di Chrome e allo stesso tempo gestore della pubblicità contestuale) e i poveri autori dei siti come me ci perderebbero una porzione sensibile dei guadagni.

La previsione del blocco incorporato dovrebbe evitare l’installazione da parte degli utenti di altri programmi dello stesso genere e, dunque, bloccare solo la pubblicità sbagliata: qualla con i messaggi audio (io la odio non solo per la sua esistenza, ma anche per l’altissimo volume), quella che si apre nei pop-up e quella con il count-down prima della chiusura.

Da una parte sono contento, perché spero che nel futuro i visitatori del mio sito non mi privino dei guadagni solo perché sono loro ad avere paura della pubblicità sgradita.

Dall’altra parte sono «contento» per i concorrenti del Google nel settore pubblicitario: come ho già scritto, la popolarità del Chrome è inspiegabilmente alta.


Google.art (parte 2)

Torniamo ancora a parlare dell’arte promossa da Google (la prima parte è stata pubblicata poco più di un mese fa).

Il grande progetto Google Arts & Culture non è ancora particolarmente sviluppato, ma ha un obiettivo interessante: quello di suggerirvi in quali musei si trova una opera (o più opere) di un qualsiasi artista. In più il servizio indica i musei più vicini a al luogo in cui vi trovate.

Ripeto il link del progetto Google Arts & Culture: https://www.google.com/culturalinstitute/beta/category/art-movement


Google.art

Google ha digitalizzato e pubblicato in alta risoluzione diecimila graffiti di tutto il mondo. Ogni fotografia è accompagnata da una descrizione e l’indirizzo preciso dell’opera. Quindi, se un disegno vi è piaciuto, potete anche andare a vederlo dal vivo: naturalmente, sperando che non sia stato distrutto o danneggiato nel corso di un intervento di ristrutturazione o di pulizia (l’ultimo termine è spesso interpretato in un modo perverso dai vandali ignoranti delle amministrazioni comunali). Meno male che quelli del Google si sono prefissati l’obiettivo di salvaguardare gli esempi migliori di questa corrente dell’arte contemporanea.

Ecco il link del progetto StreetArt: https://streetart.withgoogle.com/en/


100 anni di collegamento

Tutti coloro che oggi hanno utilizzato l’internet, si sono ovviamente accorti che Google ha deciso di festeggiare i 100 anni del completamento della ferrovia Transiberiana. Infatti, il 5 ottobre 1916 nelle vicinanze di Chabarovsk fu tecnicamente aperto il ponte ferroviario sul fiume Amur: l’ultimo tratto della ormai famosa ferrovia.

A cento anni dalla fine dei lavori la Transiberiana è ancora l’unica via di terra diretta che collega i due estremi (ovest e est) della Russia. Vi ricordo, infatti, che in Russia non esistono le autostrade, mentre molti tratti delle cosiddette «strade di importanza federale» sono percorribili dalle auto civili e/o berline solo durante l’estate secca o l’inverno non troppo ricco di neve. Le strade automobilistiche russe costituiscono un argomento a parte.

La Transiberiana è un mezzo di trasporto lento ma poco costoso. Per esempio: per andare da Mosca a Vladivostok ci vogliono 167 ore e 22 minuti (quasi 7 giorni) e il biglietto di sola andata costa 7032 rubli (circa 100 euro) nella carrozza aperta o 21.467 rubli (circa 360 euro) in uno scompartimento per due persone.

Il biglietto di Aeroflot per andata e ritorno sulla medesima tratta si trova anche a 20.000 rubli (meno di 300 euro), per il volo di sola andata ci vogliono poco più di 8 ore. Gli aerei utilizzati dalla compagnia sulle tratte nazionali fanno però un po’ paura: possono avere anche più di 30 anni, vanno a eliche o agitando le ali come degli uccelli…

Insomma, la Transiberiana è ancora un mezzo di trasporto molto richiesto dalla gente. Allo stesso tempo, non mi è molto chiaro perché a nessuno sia ancora venuto in mente di utilizzarla sul serio per l’organizzazione dei viaggi turistici: un sacco di europei mi hanno detto di volere farci un viaggio.


C’è sempre una prima volta

Nel segmento occidentale dell’internet ci sono due colossi che dai primi anni 2000 praticano una sana forma di concorrenza. Uno dei due si chiama Google: suppongo che lo conoscano tutti coloro che stanno leggendo questo mio post.

Il secondo colosso è l’analogo russo che si chiama Yandex.ru (fondato nel 2000) ed è un fenomeno unico nel mondo: in pratica, è l’unico «motore di ricerca» di carattere nazionale che è riuscito a reggere la concorrenza del Google (pensate a quanti siti italiani di quel tipo sono spariti o caduti nel dimenticatoio negli ultimi 15 anni?). Avendo degli ottimi algoritmi di ricerca, Yandex è uno strumento per la ricerca delle informazioni in lingua russa e, a differenza di Google, della pirateria digitale.

Google e Yandex, nonostante le grosse differenze in termini del design di facciata, offrono ai visitatori dei servizi praticamente identici: posta elettronica, hosting delle foto, mappe (per quelle russe Yandex funziona meglio), pubblicità contestuale per i webmasters etc. E’ sempre stato interessante osservare, attraverso un confronto quotidiano, chi dei due lancia per primo un servizio e chi, invece, lo copia. L’unico difetto del Yandex, fino a qualche anno fa, consisteva nei periodici (ma rari) lavori di manutenzione sul servizio di posta elettronica. Poi hanno imparato a farli senza disturbare gli utenti.

Perché scrivo tutto questo? Perché oggi pomeriggio, per la prima volta in 11 anni, non sono riuscito ad accedere al mio account su gmail: si bloccava a metà caricamento. Boh…


Vodka periodica

L’immagine di facciata di Google è oggi dedicata a Dmitrij Mendeleev: oggi avrebbe compiuto 182 anni.

Lo scienziato russo è conosciuto nel mondo soprattutto per l’invenzione della tavola periodica degli elementi. In realtà sarebbe più corretto che la sua versione della classificazione degli elementi chimici è quella più logica, ma non unica. E, sicuramente, non è la prima.

E’ bello ricordare oggi che in Russia al nome di Mendeleev viene associato un’altra leggenda. Gli viene attribuita, infatti, l’invenzione della ricetta della vodka classica, quella a 40 gradi. In realtà, però, il famoso scritto di Mendeleev «Sulla unione dell’alcol con l’acqua» non è dedicato alla bevanda e può essere utilizzato da guida per la sua produzione solo in parte.

Ma sono le leggende a rendere gli scienziati popolari e amati. Amati pure dalle persone che andavano male a scuola.


Vendetta porno

Google ha comunicato di essere ora disponibile a eliminare dai risultati delle ricerche, su segnalazione delle vittime, le pagine contenenti le immagini pornografiche pubblicate per vendetta («revenge porn»).

E’ una notizia positiva, ma io, comunque, continuo a non comprendere cosa spinge le persone a fotografarsi in determinate circostanze. Sarebbe la fase terminale del selfie-mania?

Vabbè, anche la gente malata va tutelata.

P.S.: niente foto per questo post :)


I filmati di Google Maps

Gli ingegneri di Google, in collaborazione con l’Università di Washington, hanno elaborato una tecnologia che permette di creare dei slideshow sulla base delle foto di uno stesso posto caricate su Google Maps.

I filmati creati in questo modo permettono di vedere, per esempio, come sono procedute le costruzioni dei grattacieli, come si sono trasformate le città, come sono cambiati i veri paesaggi etc.

L’unico «problema» consiste nel fatto che sono circa dieci anni che vengono caricate le foto su Google Maps. Perché sarebbe stato ancora più interessante contemplare i cambiamenti avvenuti negli ultimi millenni o, perlomeno, secoli.

Ma noi, intanto, vediamo il video illustrativo: