Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del tag «humor»

Ig Nobel Prize 2020

Una delle letture migliori che possano essere fatte in questo finesettimana è sicuramente quella sui vincitori dell’Ig Nobel Prize 2020.
(Ricordo che si tratta di un premio «scientifico» per le ricerche e le scoperte più assurde o divertenti dell’anno.)
Non so se quest’anno il premio migliore sia quello per il management (ai killer cinesi in subappalto) oppure quello per la pace (ai diplomatici indiani e pakistani che reciprocamente bussavano alla porta di notte).
Ma in ogni caso sono felice per il fatto che pure quest’anno diverse persone hanno trovato le forze morali e mentali per ridere o per svolgere la ricerca scientifica seria.


La paura è noiosa

Di solito le persone incapaci di produrre o almeno comprendere gli scherzi sembrano solo un po’ stupide. A volte sono pure fortemente spaventate dalla vita circostante… Ci sarà una connessione tra la paura e l’intelligenza? Boh… Io, intanto, racconto una breve storia sull’argomento.
Questo è il logo della catena dei negozi alimentari russi «Красное&Белое» («Krasnoe&Beloe», traducibile come «Rosso&Bianco»), che inizialmente si specializzava quasi esclusivamente nel commercio degli alcolici:

Questa, invece, è la bandiera adottata dalla parte (maggiore) della popolazione bielorussa che da oltre due settimane sta protestando contro la «vittoria» di Aleksander Lukashenko alle elezioni presidenziali del 9 agosto 2020 (era stata la bandiera ufficiale della Bielorussia indipendente dal 19 settembre 1991 al 7 giugno 1995):

Ieri, il 25 agosto, un sito satirico russo (specializzato nella pubblicazione delle fake news palesemente assurde) ha pubblicato un articolo sulla catena dei negozi di cui sopra. A quanto risulta dall’articolo, il fondatore/proprietario della azienda avrebbe «ringraziato i protestanti bielorussi per la pubblicità dei suoi negozi». Avrebbe anche dichiarato che «sarebbe felicissimo se la bandiera della sua azienda diventasse la bandiera ufficiale della Bielorussia». Infine, avrebbe promesso al popolo bielorusso «un camion di alcolici e tanti sconti».
Insomma, si è trattato di uno scherzo di media qualità, per nulla offensivo. Stamattina, però, alla redazione del sito satirico è giunta una mail minacciosa proveniente dal reparto delle pubbliche relazioni della catena dei negozi. Nella mail si parlava dei «danni reputazionali» e si minacciava una causa legale nel caso della mancata rimozione dell’articolo dal sito.
È abbastanza evidente che le aziende grandi hanno sempre paura di esprimersi pubblicamente sui conflitti politici riguardanti i loro mercati di interesse. La paura aumenta quando non si ha la certezza sulla posizione del proprio Stato (in questo caso altrettanto poco rispettoso dei diritti di proprietà). Ma i danni reputazionali, per fortuna o purtroppo, sono costituiti dalla reazione della gente comune, quindi dei clienti attuali e potenziali. La paura, però, opprime la ragione. Non permette di capire che — e come — ogni scherzo altrui può essere rivolto a proprio favore: per esempio, con uno scherzo analogo.
Sì, si potrebbe fare un grafico su cui segnare, attraverso dei punti, la distanza di ogni persona da tre punti cardinali: l’intelligenza, l’umorismo e la paura.


Una soluzione professionale

Ogni tentativo di hackerare il sistema è bello non solo dal punto di vista estetico (mi piacciono la fantasia e il senso di humour), ma anche perché evidenzia le imperfezioni del mondo circostante. Oggi racconto di una caso che mi è piaciuto particolarmente.
Nel 2016 il programmatore statunitense Joseph Tartaro aveva deciso di registrare per la propria auto la targa con la sola scritta «NULL». La sua idea si basava sul fatto che in molti linguaggi di programmazione – compreso il SQL che si usa per la gestione dei database – l’espressione NULL si utilizza in qualità dell’identificatore di un valore assente o non assegnato. Di conseguenza, secondo Tartaro, egli non verrebbe mai multato perché i sistemi di controllo e di elaborazione dati non sarebbero riusciti a elaborare correttamente la targa della sua automobile.

Purtroppo, però, nella realtà è successa una cosa esattamente opposta. Continuare la lettura di questo post »


Mancato

Come molto probabilmente vi ricordate, il 30 marzo 1981 il Presidente Ronald Reagan rimase ferito in un attentato.
Non so se vi è mai capitato di vedere anche la reazione di Reagan al suono di un palloncino scoppiato durante un suo discorso a Berlino (tenuto nel 1987):


Le scene obsolete

Nel XX secolo molte scene comiche si basavano su uno dei due scenari popolari:
a) qualcuno scivola sulla buccia di banana;
b) qualcuno viene bagnato dall’acqua di pozzanghera quando ci passa una auto.
Quando è stata l’ultima volta che vi è capitato di vedere la buccia di banana per strada?
A me è capitato forse una volta negli ultimi vent’anni: l’avrò vista vicino a qualche cestino strapieno.
Quando è stata l’ultima volta che vi è capitato di essere stati bagnati da una auto?
A me è capitato alla fine di aprile vicino a Crespi d’Adda ed è stata la prima volta in non mi ricordo nemmeno quanti anni.
Il fatto è che gli umani hanno imparato, per fortuna, a installare e usare i cestini e a costruire le strade sulle quali non si accumula l’acqua. Almeno, nel mondo sviluppato è così.
Quindi gli scenari popolari di cui sopra non funzionano più, non si usano più nei film. Ed è veramente strano vederli ancora (anche se raramente) nelle opere di recente produzione.
P.S.: secondo me, nella maggioranza dei casi si trattava di una comicità di dubbia qualità.


Pesce

Il testo del presente post è uno scherzo del 1° aprile molto divertente.
Ora che non ho più questo debito nei confronti della data e della comunità, posso continuare a vivere serenamente per un anno.
Trovo veramente angosciante l’obbligo imposto si essere felici e contenti nelle date prestabilite. La vita è bella quando è spontanea.
P.S.: quando diventerò il Presidente del mondo, autorizzerò tutti a festeggiare qualsiasi cosa in qualsiasi data solo in base alla disponibilità dell’umore adatto.


La storia è ciclica

Tutti (o quasi) conoscono lo stemma russo, quello con una aquila a due teste che tiene nelle zampe uno scettro e un globo crucigero (alla fine di novembre avevo scritto della sua storia).

Ora che tutti si sono ricordati dello stemma, passiamo al vero argomento di questo post. Non tutti (o quasi) sanno che in Russia l’anno scolastico inizia l’1 settembre. Tale data fu stabilita per legge come l’unica per tutto lo Stato solo nel 1935, ma di fatto si affermò in molte zone della Russia attuale nel corso dei duecento anni precedenti.
Inoltre, non tutti sanno che il «diario» di ogni scolaro russo è un documento, per di più importantissimo: serve non solo per scriverci gli orari delle lezioni o i compiti da fare (in teoria) a casa. Il «diario» svolge pure la funzione del libretto per la trascrizione dei voti presi tutti i giorni dall’alunno e per le comunicazioni scritte tra gli insegnanti ed i genitori. Di conseguenza, il «diario» è un oggetto standardizzato, uguale per tutti gli alunni non solo della scuola, ma pure della città o addirittura regione.
Ebbene, quest’anno a Surgut agli alunni del primo anno di scuola è stato fornito il diario con uno stemma della Russia un po’ particolare:

Vediamolo in un formato più grande:

Ora i dipendenti del Municipio dicono che si sarebbe trattato di un errore del designer… Ma secondo me è troppo difficile creare «per errore» una cosa del genere. Direi che l’autore della immagine ha un ottimo senso di humor.


Lo sport inglese

Il video domenicale di oggi illustra come i non-inglesi vedono (e quindi comprendono) lo sport inglese.

Mi risulta che molto spesso è proprio vero.


Le barzellette politiche

Aggiornandomi sulla situazione politica in Armenia (ne ho già scritto due post: il primo e il secondo), ho per puro caso scoperto una curiosa dichiarazione che il deputato (e figlio di Vladimir Žirinovskij) Igor Lebedev fece alla televisione di Stato russa il 23 aprile. Prima di riportare la citazione, devo però specificare il contesto: il padre di Lebedev Žirinovskij ha fondato il partito LDPR il 13 dicembre 1989 (anche se fino al 18 aprile 1992 esso aveva un altro nome) e lo dirige interrottamente da quel momento ad oggi. Essendo il LDPR un partito costantemente presente alla Duma, tutti i deputati ad esso appartenenti appoggiano attivamente ogni iniziativa del Cremlino e del partito Russia Unita. Igor Lebedev è, naturalmente, uno dei deputati proprio del LPDR: attualmente è al quarto mandato, è stato eletto per la prima volta nel 2003.
Insomma, in relazione alle dimissioni del premier armeno Serž Sargsyan il deputato russo Lebedev disse:

«Il popolo armeno ha saputo insistere fino alla fine, bravi! Nessuno vuole tollerare la stessa persona al capo dello Stato per decenni. È necessario il ricambio dei governanti e dei partiti». [traduzione mia]

Il Ministero degli Esteri russo si è già dimostrato il campione dei doppi standard in innumerevoli occasioni, ma i deputati dovrebbero essere un po’ attenti nel fare le battute sugli argomenti politici…


Se gli aerei viaggiassero via terra

Chi ha preso l’aereo almeno una volta nella vita, capirà: