Cosa vi ho nascosto:

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Il sogno di un contabile

Nel 1902 Moses Bruine Cotsworth, il contabile della britannica North Eastern Railway Company, presentò il Calendario Internazionale Fisso elaborato da egli stesso. Relativamente al calendario tradizionale, Cotsworth fu insoddisfatto della quantità diversa dei giorni e delle settimane nei mesi e del fatto che i giorni della settimana cambiassero di continuo la data. Inventò quindi un calendario di 13 mesi composto ognuno da 28 giorni (13 × 28 = 364). Ogni mese ebbe quattro settimane e ogni data corrispose a un giorno della settimana preciso: il primo giorno del mese fu sempre di domenica e il 13 sempre di venerdì (una scelta interessantissima, probabilmente Cotsworth non amava la superstizione).
Il 13-esimo mese dell’anno fu chiamato Sol in onore del solstizio d’estate e inserito tra il giugno e il luglio: proprio quando avviene il solstizio. Per portare la quantità dei giorni fino ai 365, Cotsworth aggiunse il Giorno dell’Anno dopo il 28 dicembre. Il Giorno dell’Anno dovette essere un giorno festivo globale, non appartenente ad alcun mese e alcuna settimana. Il giorno aggiuntivo dell’anno bisestile fu messo alla fine del Sol.
Il Calendario Internazionale Fisso piacque molto al fondatore della Kodak George Eastman. Quest’ultimo adottò quindi il calendario di Cotsworth nella propria azienda ai fini finanziari e produttivi. La Kodak utilizzò il Calendario Internazionale Fisso dal 1928 al 1989.


La prima macchina digitale

Oggi ho finalmente trovato la possibilità di raccontarvi perché l’innovazione tecnologica non è sempre una prerogativa delle grandi imprese.

Nel 1975 l’ingegnere della kodak Steve J. Sasson creò la prima macchina fotografica digitale. L’apparecchio ebbe il sensore CCD prodotto da Firechild e l’obiettivo della Kodak Super 8; il suo peso complessivo fu di quasi quattro chilogrammi. Per la registrazione delle immagini di dimensioni 100×100 pixel vennero utilizzate le cassette magnetiche (giovai, ve le ricordate?), il tempo necessario per la registrazione di un file fu di 23 secondi.

Per la visualizzazione delle immagini fu necessario uno apposito computer:

Già all’epoca fu evidente l’importanza della tecnologia digitale ma la Kodak, purtroppo, ebbe il controllo del 90% del mercato statunitense della pellicola fotografica. I dirigenti della Kodak, preoccupati per per le ripercussioni sulle vendite delle pellicole, decisero dunque di non continuare i lavori sul digitale. La Sony e la Canon, invece, ne videro delle opportunità per il proprio sviluppo. Di conseguenza, la Kodak rifiutò il proprio dominio anche sul mercato delle tecnologie del futuro.

Nel 2004 i titoli della Kodak vennero esclusi dal Dow Jones Industrial Average.

Nel 2006 la Kodak dovette abbandonare la produzione propria delle macchine fotografiche digitali.

Nel 2009 la Kodak abbandonò la produzione della famosa pellicola Kodachrome.

Nel 2012 la Kodak dichiarò la bancarotta.