Cosa vi ho nascosto:

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L’adattamento

Sono molto frequenti gli adattamenti cinematografici delle opere letterarie. Alcuni libri sono stati adattati decine di volte (per esempio, «I tre moschettieri» o alcuni racconti su Sherlock Holmes), altri una volta sola (per esempio, «Il padrino»).
Nella natura esistono delle creature da aspetto umano convinte che diversi liberi (compresi quelli citati tra gli esempi) siano stati scritti sulla base dei film. Molto probabilmente è capitato anche a voi di vedere gli screenshot dei loro post su internet: purtroppo non scherzano.
Ma il fenomeno sociale appena indicato non influisce in alcun modo su un mio semplice pensiero: perché non si fanno gli adattamenti letterari dei film?
Il cinema e la letteratura, come tutte le altre forme d’arte, hanno dei loro limiti nel rappresentare i pensieri, le storie e le immagini. Il cinema può, come sappiamo bene tutti, aggiungere qualcosa non esprimibile con le parole. La letteratura, da parte sua, è assolutamente in grado di recuperare tutto ciò che non è in grado di fare il cinema. Quindi non c’è alcunché di male nel riprendere e raccontare con i mezzi propri qualcosa di visto o letto.


Il vero premio

Ieri si è saputo delle dimissioni dei due membri esterni del Comitato dedicato al Premio Nobel per la letteratura. Non ho capito bene le loro motivazioni e non posso prevedere i possibili risultati del loro gesto. Però conosco, purtroppo, la qualità estremamente bassa del Nobel per la letteratura: nel migliore dei casi viene assegnato agli scrittori scarsi (e nel peggiore agli scrittori dei quali non si conosce alcunché).
Di conseguenza, approfitto della notizia per ricordare ai miei cari lettori un concetto importantissimo. Il premio più onesto, più apprezzato dall’artista stesso e più consistente in termini economici è il riconoscimento da parte del pubblico. È spesso difficile fare la concorrenza al «pop», ma un bravo scrittore (ma anche musicista, pittore, scultore etc.) sarà sempre premiato generosamente dal mercato.
Mentre uno scrittore incapace di scrivere i testi interessanti per gli altri non può essere considerato bravo. Egli non viene premiato dal mercato (sinonimo del pubblico), ma, con un po’ di fortuna, viene consolato con un Nobel.
Come si fa a non elogiare il Mercato almeno in questo ambito?


La mappa

La mappa letteraria del Regno Unito:

Un po’ piccola…


Svetlana Aleksievic + Nobel

Il Nobel per la letteratura 2015 è stato assegnato alla scrittrice bielorussa Svetlana Aleksievic. Se assumiamo la tesi che ogni persona che scrive dei testi è uno scrittore (o scrittrice), la scelta della vincitrice è più che giustificata.

La cosa che non riesco a percepire è proprio quel senso che possa giustificare l’esistenza del Nobel per la letteratura. Perché ogni scrittore meritevole di attenzione è premiato, a differenza degli scienziati, con le vendite delle proprie opere. Certo, il mercato premia pure quelli mediocri, comprensibili alle larghe masse, ma almeno da una possibilità a più di una persona all’anno. E di solito lo fa subito, non dopo decenni di attività non corrisposta. Pure gli scrittori meno popolari, poi, hanno numerosi mezzi tecnici continuare a lavorare e raggiungere i propri lettori.

Insomma, pur essendo un amante della letteratura, non un grande apprezzatore del relativo Nobel.