Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del tag «mare»

Tante indagini per nulla

Qualche tempo lungo la spiaggia di Portobello (in Scozia) è stata scoperta una massiccia presenza dei «temperini pubblici». La gente del posto ha iniziato a chiedersi chi li avesse installati e a cosa possano servire.

Come al solito, si tratta di un fenomeno che può rappresentare un mistero solo per la gente totalmente priva di fantasia. Eppure basterebbe osservare cosa fa, di solito, la gente in spiaggia. Io, per esempio, sono psicologicamente intollerante alle spiagge (forse spiegherò il perché in un post separato), e non ci vado praticamente mai (sì, mi sento esonerato da certi rituali sociali parareligiosi: secondo me l’estate è possibile anche senza il mare). Ma, dalle immagini che giungono ai miei occhi, pure io so che la gente cerca di divertirsi in spiaggia come può. Per esempio, utilizza attivamente le varie riviste di enigmistica. Oppure cerca di tenere i bambini all’ombra almeno per un po’, inventando per loro dei passatempo più o meno sensati. Ma, allo stesso tempo, non porta in spiaggia il 100% del materiale disponibile…
Cazzius, il mondo è pieno di gente che si dimenticava di portare l’astuccio pure a scuola e all’università.
Insomma, l’idea del temperino è bella, utile a molte persone e partorita dalle persone capaci di capire cosa serve al prossimo. È mancata solo la capacità di pubblicizzarla bene.
I lettori che vogliono avere i propri cinque minuti di gloria con un investimento minimo, possono provare a prendere l’esempio dal bravo osservatore di Portobello.
P.S.: perché in tutte le città che ho visitato finora manca il servizio dell’accendino pubblico? Gli accendini personali si scaricano sempre nei momenti meno opportuni!


Deep sea

È curioso il progetto Deep Sea. Scrollando verso il basso, ci immergiamo sempre più nel mare incontrando le creature che vivono a quelle profondità. Oltre ai nomi e ai metri di profondità, periodicamente vengono indicate alcune altre informazioni.

Non male direi.


Tenetevi anche questa

Un appello alle donne dal lontano 1955:

Volendo potete stamparlo e appenderlo all’ingresso della spiaggia più vicina.
Io non sono un frequentatore delle spiagge, ma sulla base delle mie osservazioni urbane posso ipotizzare che manca poco alla soddisfazione della suddetta richiesta anche per le vie delle nostre città.


Le strane amicizie

Per puro caso mi è capitato sullo schermo il video di un labrador che ha fatto l’amicizia con un delfino ed è andato a nuotare con egli tutti i giorni.

Approfitto di questa curiosità per ricordarvi: bon è assolutamente vero che i delfini salvano gli umani accompagnandoli verso la costa. Semplicemente, tutti coloro che sono stati accompagnati dalla parte opposta non possono ormai testimoniare di quanto è successo.


Colorare la mappa

Tutti conoscono la Costa Azzurra francese.
Non tutti sanno che la maggior parte delle coste francesi è divisa in segmenti di vari colori:


Burqini: pro e contro

Come avrete sicuramente sentito, in alcune spiagge francesi è già stato vietato il burqini (il costume da bagno per le donne di religione musulmana). E’ stata pure prevista una multa da 38 euri per ogni trasgressione. La notizia mi fa letteralmente impazzire perché risveglia in me due sentimenti contrastanti.

Da una parte, sono contrario al divieto in quanto ritengo che l’abbigliamento islamico debba essere reso obbligatorio per tutte le donne occidentali nel periodo da maggio a settembre. Infatti, è impossibile lavorare, studiare e semplicemente non passare per un maniaco in presenza di tante forme geometriche interessanti messe in vista. Qualcuno dei miei lettori potrebbe logicamente obiettare che le spiagge sono dei luoghi appositamente dedicati allo studio (individuale o di gruppo) della geometria naturale a rischio ridotto di passare per uno scienziato pazzo. Io, da parte mia, confesso che tra i numerosi motivi per i quali non amo le spiagge c’è anche questo: esse sono piene di gente nuda esteticamente ripugnane. Tra parenesi: (non escludo me stesso da quella categoria).

Dall’altra parte sono contrario alla esposizione di qualsiasi simbolo religioso nei luoghi pubblici diversi dagli interni degli immobili appositamente predestinati all’esercizio di qualsiasi culto. Per simboli intendo l’abbigliamento particolare dei sacerdoti e dei laici, le immagini dei santi e altri personaggi dei testi sacri, i crocefissi, le menorah, le mezzelune etc. Se uno Stato decide di essere realmente laico (non solo sulla carta), deve tutelare il diritto degli atei, agnostici e i seguaci di tutte le religioni di vivere senza le rotture di coglioni ideologiche. Il bando dei simboli religiosi dagli spazi pubblici sarà il primo passo verso l’abbandono di quelle favole neolitiche che vengono chiamate religioni. Sarà il primo passo verso una società libera da uno dei maggiori vincoli intellettuali e una delle principali cause contemporanee del terrorismo.

La Ragione sia con voi, cari lettori. Preghiamo insieme per lo sradicamento veloce di tutte le religioni. Amen.


Delfini assassini

E’ veramente poco comprensibile la diffusione e la popolarità di alcune leggende positiviste sulla madre natura. Per esempio: avete sicuramente sentito un sacco di storie sui delfini che hanno salvato degli umani spingendoli o addirittura portandoli verso la costa. Di conseguenza, è nata la leggenda sulla presunta simpatia che i delfini nutrono verso gli umani.

In realtà, invece, i delfini devono la loro fama al semplice fatto che le persone portate da essi verso il mare aperto (e quindi verso la morte sicura) non possono, ormai, raccontare la loro terribile esperienza.

Se la vittima non si presenta per testimoniare, non possiamo certo negarle lo status della vittima. Ne, tanto meno, la sua esistenza.


Meno mare

Ho appreso proprio oggi la notizia sul pezzo di mare italiano presumibilmente ceduto alla Francia. Considerata la data odierna, purtroppo, non riesco a indagare sull’argomento senza liberare la mente dalla convinzione che si tratti di una bufala. Almeno perché la modifica della integrità territoriale non mi sembra attuabile in assenza di una relativa discussione parlamentare.

Pare che pure il Senato italiano sia d’accordo con me.

Io, intanto, rinvio la propria indagine e il relativo commento ai tempi più seri.