Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del tag «musica»

La musica del sabato

Perché non ho ancora pubblicato un post musicale dedicato ai Rainbow? Non saprei.
Tempo fa mi era pure capitato di postare due video di un loro ex tastierista, ma ho comunque rinviato per troppo tempo. Tutti i progetti di Ritchie Blackmore meritano una loro attenzione, quindi anche i Rainbow.
Il primo brano selezionato per oggi è «Ariel» (dall’album «Stranger in Us All» del 1995):

E il secondo è il strumentale «Snowman» (dall’album «Bent Out of Shape» del 1983):


La musica del sabato

Non so se saranno in molti ad apprezzare la battuta, ma questo sabato il post musicale è interamente dedicato alla Sinfonia n. 7 di Dmitrij Šostakovič.
Buon ascolto.

La sinfonia è suonata da hr-Sinfonieorchester – Frankfurt Radio Symphony.


La musica del sabato

Molto probabilmente mi era già capitato di scriverlo: a eccezione dei primi due album, non mi piacciono i «The Rolling Stones».
Il cantante del gruppo – Mick Jagger – da solista mi sembra invece più ascoltabile. Ha fatto appena quattro album e, considerati l’età e alcuni problemi di salute, difficilmente ne farà altri notevoli. Quindi accontentiamoci…
La prima canzone di Mick Jagger selezionata per il post musicale di oggi è «God Gave Me Everything» (dall’albume «Goddess in the Doorway» del 2001):

E la seconda canzone è «Hard Woman» (dal primo album «She’s the Boss» del 1985):


La musica del sabato

Il compositore austriaco Joseph Haydn è particolarmente noto – tra le altre cose – per essere uno dei fondatori della musica classica scritta per quartetto d’archi, intesa come un «sottogenere» musicale. Oltre ad essere un semplice pioniere, ha pure raggiunto dei notevoli risultati su tale strada (un fenomeno molto più raro di quanto possa a volte sembrare).
Quindi appare abbastanza evidente il principio di selezione della opera musicale che ho applicato per il post odierno.
L’unico mio dubbio è stato quello di scegliere tra una opera completa (Opus 74 del 1793)…

… e una parte breve di una opera notevolmente più famosa (da Opus 76 del 1976)…

Come potete vedere, ci sto ancora pensando.


La musica del sabato

Questa volta il post musicale è dedicato esclusivamente al duetto atomico di Joe Bonamassa e Tina Guo.

Non mi vengono in mente (ma nemmeno nei risultai di ricerca) dei brani capaci di svolgere efficientemente la funzione del tradizionale secondo video, quindi mi limito a ricordare altri miei post dedicati a Joe Bonamassa (uno dei miei musicisti contemporanei preferiti).


La musica del sabato

Tempo fa mi era capitato di dedicare un post musicale al duo Simon and Garfunkel.
La stretta collaborazione tra i due componenti si è di fatto conclusa all’inizio degli anni ’70, ma ognuno di loro ha continuato la propria carriera musicale nei lunghi decenni successivi. Anzi, Paul Simon la sta continuando ancora, sebbene abbaia rinunciato nel 2017 di continuare a esibirsi nei concerti.
Ho pensato che possa avere senso dedicare i singoli post al lavoro da solisti di Paul Simon e Art Garfunkel. Comincerei dal primo.
Si dice che il famoso duo si sarebbe sciolto anche grazie al crescente (e non condiviso) interesse di Simon verso la sperimentazione con la musica popolare di varie zone del mondo. Quel interesse è stato poi coltivato nel corso di tutta la sua vita professionale, ma per noi non sempre è percettibile con la stessa intensità. Lo possiamo notare (o almeno tentare di farlo) anche confrontando due canzoni registrate nelle epoche relativamente lontane tra esse.
Come al solito, ho preparato due esempi.
La prima canzone è «Something So Right» (dall’album «There Goes Rhymin’ Simon» del 1973):

E la seconda è «Graceland» (dall’album «Graceland» del 1986):

Per fortuna è riuscito a non scivolare nella etnomusicologia estrema.


La musica del sabato

Il compositore francese Georges Bizet è troppo famoso per esservi presentato pure da me. Quindi il tentativo di dedicargli un post un po’ meno banale di quello che verrebbe in mente alla maggioranza delle persone può essere basato sulla seguente logica. Dato che Bizet fu considerato dai suoi contemporanei un pianista virtuoso, proviamo ad ascoltare qualche sua composizione per il pianoforte. Conoscendo infatti perfettamente lo strumento, poté esprimere al meglio le proprie capacità da compositore proprio scrivendo per questo strumento.
Metterei due composizioni brevi.
La prima è «Chasse fantastique» («Caccia fantastica» del 1865):

E la seconda è «Jeux d’enfants» («Giochi dei bambini» del 1871):


La musica del sabato

Il musicista canadese Jeff Healey divenne cieco all’età di otto mesi a causa di una rara patologia oculare: la retinoblastoma. Tale sfortuna non lo ha però mai fermato nell’esercizio della sua grande passione per la musica. Essendo naturalmente meno avvantaggiato nel controllo dello strumento rispetto ai suoi colleghi vedenti, ha (re)inventato la propria versione del tapping, la tecnica di suono della chitarra consistente – semplificando – nel battere con le punta delle dita le corde come se fossero dei tasti. Ed è riuscito a produrre un po’ di musica ascoltabile.
Oggi posto due canzoni di Jeff Healey Band.
La prima è «Angel Eyes» (dall’album «See the Light» del 1988):

E la seconda canzone è «How Long Can a Man Be Strong» (dall’album «Hell to Pay» del 1990):


La musica del sabato

Per il post musicale di oggi ho scelto la Sinfonia n. 1 (detta «Jeremiah») del compositore statunitense Leonard Bernstein. Non mi importa molto il fatto che essa sia stata scritta su una storia biblica: valuto e apprezzo sempre il solo aspetto artistico dell’opera.


La musica del sabato

Se qualcuno mi avesse chiesto perché non pubblico qualcosa del rock o blues russo, io avrei risposto di avere almeno due motivi validi. Uno di questi è la lingua.
Per fortuna, però, almeno in questo senso esistono anche delle eccezioni.
L’eccezione che vi propongo oggi è Sergey Voronov con il suo gruppo Crossroadz (i nomi vecchi del gruppo sono Crossroads e X-Roudz) formato nel 1990. Non è il suo unico gruppo, probabilmente nemmeno il più originale, ma cominciamo pure da esso.
Ho riflettuto per un po’ di tempo sulla opportunità di invertire l’ordine delle canzoni scelte, ma poi ho comunque trovato le forze per seguire la cronologia degli eventi.
La prima canzone selezionata è la «Diamond Rain» (dall’album «Between» del 1993):

La seconda canzone scelta per oggi è la «We Were Meant to Be» (dall’album «Irony» del 2009):

Finalmente un nome non banale.