Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del tag «obama»

Incidente diplomatico-artistico

Mi piacciono le storie come questa. Molto probabilmente la sapete già, quindi io la pubblico almeno per averla nella propria collezione.

Prima di tutto vediamo il quadro «The negro page» di Aelbert Cuyp (1652, olio su tela, 142,8×226,7 cm). Il quadro si trova a Buckingham Palace e fa parte, logicamente, della collezione reale.

E poi vediamo una foto scattata durante la recente visita di Barack Obama nel Regno Unito (22–24 aprile). Si dice che il lampadario centrale sia stato piazzato pochi minuti prima dell’ingresso del presidente statunitense per coprire il nome del quadro.

Settimana prossima questo post avrà una continuazione.


Missione compiuta. Quale?

Un politologo intelligente russo (di quelli intelligenti ce ne sono pochi in tutto il mondo), Stanislav Belkovsky, sostiene da anni che Vladimir Putin è un tattico e non un stratega. Di conseguenza, il presidente russo può permettersi di svegliarsi una mattina (nel suo caso sempre tarda) e decidere, senza un apparente motivo, che gli «obbiettivi fissati per la missione in Siria sono stati raggiunti». Raggiunti in meno di sei mesi?

Pur essendo infinitamente contento per il ritiro delle truppe russe, continuo a non capire le motivazioni del loro invio in Siria. Il ministro della Difesa russo, per esempio, ha dichiarato oggi che nel corso della missione sono stati distrutti più di due mila «delinquenti» provenienti dalla Russia, di cui 17 leader di bande. Si tratterebbe di un risultato eccezionale dei famosi bombardamenti fatti a canine penis.

La spiegazione più razionale del ritiro delle truppe che posso inventarmi per ora è l’offesa di Putin per la recente intervista di Obama. Lo so che una persona not completely stupid non si offende così facilmente e/o vistosamente, ma non diventa nemmeno l’oggetto di determinate dichiarazioni/definizioni.

In chiusura del presente post vi do una piccola informazione storica. Nell’URSS esisteva un metodo facile di riempire di spettatori tutte quelle manifestazioni patriottiche e ideologiche che la gente non visitava per l’iniziativa propria: si mandavano i militari, cioè i dipendenti pubblici meno liberi di decidere sul proprio tempo libero. Ecco: due anni fa la Russia ha ottenuto una località turistica quotata pochissimo tra le persone libere di scegliere. Chi potrà dare a loro un giusto esempio? E chi potrà allargare quella località turistica in caso di arrivo di decine di milioni di turisti?


Una famiglia primitiva

Nella catena di supermercati «Bahetle» (in Tatarstan, una delle Repubbliche facenti parte della Federazione russa) hanno messo in vendita un calendario abbastanza particolare per il 2016. L’unica cosa che mi stupisce, di questi tempi, è il suo ritiro dal commercio dopo la reazione del portavoce della ambasciata statunitense.


Un altro obama

Gli artisti russi sensibili alla propaganda televisiva continuano a manifestare un particolare interesse verso la figura di Barack Obama. Finora ho scritto solamente di una opera, ma in realtà possiamo ricordare tanti esempi del passato più o meno recente.

Se vogliamo, invece, parlare delle opere più moderne, vediamo pure quella comparsa ieri mattina a Perm, vicino alla sede della Università cittadina.

Il cartello sul «collo» della bambola recita: «1 Obama morto = 7050 ucraini vivi». Chi avrà la sfortuna di chiedere all’autore della scritta di cosa centri il presidente statunitense con la guerra russa-ucraina, dovrà sicuramente affrontare un torrente di discorsi insensati.


Colpisci Obama

Tra le varie feste da senso poco chiaro, esiste in Russia anche la Giornata della Gioventù. A partire dal 1993 si festeggia ogni 27 giugno, anche se quel giorno rimane comunque feriale. Come tutte le altre feste inutili, potrebbe essere tranquillamente ignorato da tutte le persone normali (sottolineo la parola normali), ma quest’anno non è andata proprio così.

A Bratsk, una città della Siberia centrale, tra i vari modi di far divertire i giovani è stato notato anche questo: il gioco per cosi dire sportivo dal nome «Un colpo alle sanzioni». Più in alto arrivava il colpo (in pratica, il calcio), più punti venivano attribuiti al suo autore. Il calcio alla testa valeva 5 punti.

Buona visione:


L’annuncio mancato

Hilary Clinton ha annunciato la propria candidatura alle elezioni presidenziali americane del 2016. Ed è molto probabile che vinca: la gente, convinta di essere moderna e priva di pregiudizi, la voterà solo perché è donna. E saranno gli stessi elettori che nel 2008, dichiarando con orgoglio di non essere razzisti, hanno eletto Obama solo perché è nero. Vabbè, ridiamoci sopra e andiamo avanti.

Dopo l’atteso annuncio della signora Clinton io mi aspettavo di sentirne un altro: quello dell’imminente matrimonio di una certa Monica Lewinsky. Se quest’ultima si sposa, la storia avrà una buona chance di ripetersi in modo curioso.