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Il vero premio

Ieri si è saputo delle dimissioni dei due membri esterni del Comitato dedicato al Premio Nobel per la letteratura. Non ho capito bene le loro motivazioni e non posso prevedere i possibili risultati del loro gesto. Però conosco, purtroppo, la qualità estremamente bassa del Nobel per la letteratura: nel migliore dei casi viene assegnato agli scrittori scarsi (e nel peggiore agli scrittori dei quali non si conosce alcunché).
Di conseguenza, approfitto della notizia per ricordare ai miei cari lettori un concetto importantissimo. Il premio più onesto, più apprezzato dall’artista stesso e più consistente in termini economici è il riconoscimento da parte del pubblico. È spesso difficile fare la concorrenza al «pop», ma un bravo scrittore (ma anche musicista, pittore, scultore etc.) sarà sempre premiato generosamente dal mercato.
Mentre uno scrittore incapace di scrivere i testi interessanti per gli altri non può essere considerato bravo. Egli non viene premiato dal mercato (sinonimo del pubblico), ma, con un po’ di fortuna, viene consolato con un Nobel.
Come si fa a non elogiare il Mercato almeno in questo ambito?


La lotta alla povertà

La motivazione di assegnazione del premio Nobel per l’economia di quest’anno – «per l’approccio sperimentale nella lotta alla povertà globale» – non mi faceva pensare ad alcunché di buono o almeno interessante. Ma alla fine, cercando di superare i propri pregiudizi, sono andato a informarmi sui dettagli degli studi premiati.
In sostanza, i tre economisti premiati (Abhijit Benerjee, Esther Duflo e Michael Kremer) stanno conducendo gli studi, fondati sulla loro matrice di dati, circa l’efficienza delle politiche statali volte al contrasto della povertà. La conclusione alla quale giungono è semplice, scontata e condivisibile: la povertà si sconfigge non con la distribuzione degli aiuti materiali, ma con le politiche che garantiscono la crescita economica nazionale. Mentre se lo Stato non si arricchisce, non si risolve nemmeno il problema della povertà.
Non si tratta, secondo me, di chissà quale scoperta, ma allo stesso tempo immagino che sarebbe stato politicamente scorretto non riconoscere l’impegno nello studio dell’argomento. Direi dunque che la premiazione sia stata dettata più dalla moda che dal valore scientifico degli studi.
A questo punto avrei voluto spendere qualche «buona» parola nei confronti degli ultimi due Governi italiani, ma evito. Tanto avete capito.


121 Robin

121 vincitori del Premio Nobel (ovviamente quelli seri: medicina, biologia, fisica, chimica etc) hanno firmato una lettera indirizzata al Greenpeace, ONU e Governi di tutto il mondo, nella quale chiedono di interrompre la lotta contro gli OGM.

La divulgazione scientifica ha fatto dei notevoli progressi negli ultimi decenni. Ma la lettera degli scienziati, purtroppo, è indirizzata proprio a quelle organizzazioni che spesso giocano sulla ignoranza delle persone per difendere gli interessi degli attori già affermati sul mercato. Quegli attori che alimentano delle paure primiteve della gente ignorante in biologia e chimica per non investire nella modrnizzazione del proprio business già redditizio.

La lotta degli scienziati contro i populisti e i loro elettori dovrebbe rivelarsi uno spettacolo piuttosto triste…


Bob Dylan

Ci ho pensato fino a ora e ho finalmente trovato il coraggio di ammettere due cose:

1) ascolto poco Bob Dylan

perché

2) il mio livello di inglese spesso non è sufficiente per comprendere tutte le sfumature dei suoi testi.

Non so quale delle due cose sia la più grave. Ma so che la più grave in assoluto è quella di ascoltarlo senza capirci neanche la metà di quello che tenta di comunicare (oppure tenerlo come rumore di sottofondo). Io, quando posso, mi faccio aiutare dai miei amici americani e inglesi.

E poi niente, finalmente il Nobel per la letteratura è stato assegnato in un modo originale e a una persona meritevole. Si tratta di un evento raro, rarissimo.


Svetlana Aleksievic + Nobel

Il Nobel per la letteratura 2015 è stato assegnato alla scrittrice bielorussa Svetlana Aleksievic. Se assumiamo la tesi che ogni persona che scrive dei testi è uno scrittore (o scrittrice), la scelta della vincitrice è più che giustificata.

La cosa che non riesco a percepire è proprio quel senso che possa giustificare l’esistenza del Nobel per la letteratura. Perché ogni scrittore meritevole di attenzione è premiato, a differenza degli scienziati, con le vendite delle proprie opere. Certo, il mercato premia pure quelli mediocri, comprensibili alle larghe masse, ma almeno da una possibilità a più di una persona all’anno. E di solito lo fa subito, non dopo decenni di attività non corrisposta. Pure gli scrittori meno popolari, poi, hanno numerosi mezzi tecnici continuare a lavorare e raggiungere i propri lettori.

Insomma, pur essendo un amante della letteratura, non un grande apprezzatore del relativo Nobel.