Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del tag «privacy»

I regali di Facebook

Non so se tutti si sono già accorti del grande evento: il Facebook ha attivato per tutti gli utenti – e non solo per quelli statunitensi e sudcoreani – lo strumento che permette di scollegare dal profilo tutti i dati trasmessi dai siti e dalle app esterni. La trasmissione di quei dati verso il Facebook è il frutto della vostra attività fuori dal Fecebook (Off-Facebook Activity) che poteva consistere, per esempio, nella autentificazione sui siti, sulle app o nelle reti Wi-Fi. Sulla base dei dati ricevuti in tal modo, il Facebook personalizza gli annunci pubblicitari mostrati a voi.
Volendo, potete disattivare la vostra attività fuori dal Facebook seguendo le semplici e brevi istruzioni riportate su questa pagina.
In seguito alla disattivazione, la quantità degli annunci pubblicitari che vedrete su Facebook non diminuirà. Ma quei annunci non saranno personalizzati, quindi voi non sarete più costretti a vedere la pubblicità di ciò che avete già trovato, comprato, letto, risolto o rifiutato tempo fa, forse anche più di una volta.
Allo stesso tempo, Mashable sottolinea che le informazioni non vengono eliminate completamente: vengono solo scollegati dall’account. In ogni caso, la pace psicologica sull’orizzonte pubblicitario è già una bella cosa.


La raccolta dei dati biometrici

Sapendo (vabbè, sperando) che tra i miei lettori non c’è nemmeno una persona paranoica, consiglio a tutti una interessantissima ricerca sulla raccolta, sulle modalità di utilizzo e di protezione dei dati biometrici in 50 Stati del mondo.
Qualora interessati, scoprirete tutti i dettagli dall’articolo. Io, nel frattempo, pubblico solo due dati.
Prima di tutto, la classifica dei cinque Stati peggiori:

E poi la classifica dei cinque Stati migliori:

Considerando che gli Stati migliori hanno il punteggio di 11 e quelli peggiori il punteggio di 25, l’Italia non è messa così male con i suoi 15 punti.


Per soli scopi scientifici

È l’estate, quindi anche i ricercatori universitari passano allo studio degli argomenti particolarmente seri. Così, per esempio, tre ricercatori (mi sto trattenendo dalle battute) della Cornell University hanno analizzato 22.484 siti porno e hanno scoperto (meno male che non lo sto dettando) che il 93% di essi raccoglie le informazioni sui visitatori per poi trasmetterle ad altre aziende. Non si salvano nemmeno gli utenti che utilizzano la modalità anonima.
Il Google e le aziende da esso controllate acquisiscono le informazioni dal 74% dei siti porno utilizzati, il Facebook dal 10% dei siti e la Oracle dal 24% dei siti analizzati.
Solo il 17% dei siti analizzati protegge i dati degli utenti e fornisce le informazioni sul trattamento dei dati personali. Nella ricerca citata e in un articolo del New York Times si sostiene che i dati raccolti sarebbero anonimi, ma in base ad alcuni indicatori indiretti possono essere ricondotti ai profili degli utenti concreti. Quei dati verrebbero dunque utilizzati per migliorare il targeting pubblicitario.
I miei cari lettori, naturalmente, non rischiano alcunché: hanno letto questo posto solo come una testimonianza etnografica sul mondo universitario.
Buon finesettimana a tutti.
Passatelo nel mondo reale.


Cosa sa Facebook su di noi

Per scoprire quante cose sa Facebook sull’Utente X (al posto della X immaginate il proprio nome), è sufficiente cliccare sul link https://www.facebook.com/help/1701730696756992.
Seguendo la giusta combinazione dei link presenti sulla pagina che si apre, potrete richiedere l’archivio delle informazioni relative alla vostra persona. Il link all’archivio arriverà via mail: cliccandoci sopra potrete scaricarlo per poi aprirlo e scoprire quanto bene siete stati spiati.
Dopo tale consiglio pratico potrei darvi una bella informazione e un altro consiglio utile.
La bella informazione non costituisce in realtà un grande segreto: il Facebook raccoglie e analizza costantemente tutte le informazioni relative ai propri utenti (che hanno già superato i due miliardi nel mondo). Questa attività è utile alla crescita e la conseguente attrattività per i venditori della pubblicità. Ed è inutile, dunque, preoccuparsi per le notizie sulla vendita delle informazioni degli utenti del Facebook alle aziende terze. Siete in ogni caso seguiti e analizzati con un microscopio socio-economico.
Il consiglio utile promesso è altrettanto banale (ma allo stesso tempo sconosciuto a molti per un motivo a me incomprensibile). Se siete preoccupati per la sicurezza dei vostri dati/informazioni su internet, la soluzione è semplicissima: non inseriteli su internet. L’internet, compresi anche i social networks, possono essere utilizzati al 100% anche senza l’utilizzo delle informazioni sensibili. È sufficiente avere un po’ di fantasia.