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Le mie scoperte: la pronoia

Poco fa ho scoperto che la condizione psichica opposta alla paranoia non solo esiste, ma ha pure un suo nome ufficiale: pronoia.
La persona affetta dalla pronoia è convinta che tutto il mondo circostante stia cospirando per farla stare bene. Ora che lo sapete anche voi, potete provare a interpretare tutti gli avvenimenti sotto questa ottica. Per esempio: il social network X è stato inventato per metterci in guardia contro la gente senza cervello. Oppure: un cuoco anonimo orientale ha sperimentato in un modo originale con la carne cruda per mettere fine alla tendenza nazionale alla contraffazione. Volendo, si possono inventare tantissimi esempi più o meno positivi.
In più — o in alternativa — potete finalmente capire perché alcune persone sembrano perennemente felici: non sono dei pazzi ottimisti o drogati, ma solo dei pronoici (una situazione mentale un po’ meno grave).


Il subconscio alterato

È sempre curioso osservare come il mutamento della quotidianità influisca — mescolandosi con il bagaglio culturale personale — sul subconscio della persona. Per esempio: ieri sera, andando a casa, ho avvistato a un semaforo una macchina rara per le strade italiane. E il mio primo pensiero è stato: «finalmente sono arrivati i Covidbusters!»…

Alcuni attimi dopo ho riso e ho pensato che i quattro vecchietti hanno perso i riflessi di prima: sono arrivati un po’ in ritardo.
Oppure è meglio tardi che mai?