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La musica del sabato

Il mercoledì 24 novembre, come molto probabilmente sapete, era il trentesimo anniversario della morte di Freddie Mercury. Mi è sembrato quindi abbastanza logico ricordare quest’ultimo nella edizione odierna della mia rubrica musicale…
A questo punto ci terrei a precisare che la breve carriera da solista di Mercury non ha secondo me portato a dei risultati particolarmente interessanti. Così come gli altri membri dei Queen, pur essendo dei bravi musicisti, non hanno saputo produrre qualcosa di realmente originale al di fuori dal gruppo, anche Mercury, una delle voci rock più interessanti e – dal punto di vista accademico – coltivate, non ha trovato delle giuste ispirazioni fuori dal suo ambiente ideale. Anzi, la sua ben nota collaborazione con la Montserrat Caballé è stata, tecnicamente, un grande fallimento: la voce più forte della musica non classica faceva una impressione pietosa «accanto» a una delle più grandi voci dell’opera mondiale.
Di conseguenza, preferisco ricordare Freddie Mercury esclusivamente come una parte inseparabile dei veri Queen (anziché continuare a parassitare sul passato, i membri rimanenti del gruppo farebbero meglio a cercare la propria strada o ritirarsi). Ecco perché per il post commemorativo di oggi ho scelto due canzoni dell’ultimo album registrato in studio: «Made in Heaven» del 1995. Si tratta di un album composto da alcune canzoni dei Queen la cui registrazione è stata completata ormai dopo la morte di Mercury e le canzoni di Mercury stesso già pubblicate precedentemente (ma in parte re-registrate appositamente per questo ultimo album del gruppo).
La prima canzone scelta è «A Winter’s Tale» (ed è l’ultima canzone registrata in studio dall’ormai gravemente malato Mercury):

La seconda canzone scelta è «Mother Love» (l’ultima sua parte è cantata dal chitarrista Brian May perché Mercury era ormai impossibilitato di tornare in studio):

Ecco, oggi è andata così, mentre nella vita quotidiana ricordo Freddie Mercury e i Queen prevalentemente per altre canzoni.


Una ottima cover

Almeno questa volta l’ultimo video domenicale dell’anno è quello capace di caricaci di emozioni positive: sia per la sua qualità (da vedere tutto!), sia per la semplice idea (o, almeno, una illusione festiva) che Donald Trump sia realmente bravo almeno nel canto.
Insomma, oggi sentiamo la «Bohemian Rhapsody» cantata dal Presidente Donald Trump e i suoi migliori amici:

I miei lettori, certamente, conoscono il video originale, ma per sicurezza lo aggiungo comunque: Continuare la lettura di questo post »


La musica del sabato

La data odierna è una delle più adatte per dedicare il post musicale del sabato ai Queen. Considerando però la larga notorietà del gruppo, mi sembra poco utile pubblicare i video delle loro canzoni più note (altrettanto poco utile è spendere il tempo e le forze per tentare di sceglierne solo due).
Per illustrare i lati purtroppo poco noti del loro valore musicale (ed è importante precisare che per i Queen intendo sempre e solo la formazione classica Mercury – May – Deacon – Taylor) ho scelto le seguenti due canzoni.
Prima di tutto la «Sail Away Sweet Sister» (dall’album «The Game» del 1980):

E poi un po’ cupa, ma allo stesso tempo fiabesca, «White Queen» (dall’album «Queen II» del 1974):